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Se al primo consiglio comunale si sceglie a chi dare solidarietà…

Uno dei primi atti del nuovo consiglio comunale torinese è stato quello di esprimere «solidarietà alle forze dell’ordine impegnate nel cantiere di Chiomonte” Questo è il dato di fatto da cui partiamo per dire alcune cose molte chiare e semplici, com’è nel dna di ogni notav.
 

 

Siamo gente semplice, abituata a dare importanza alle parole e ai fatti che ne conseguono. Non siamo abili nei bizantinismi né tantomeno nelle ambiguità politiche, pertanto prendiamo atto che un consiglio comunale a maggioranza notav (così sapevamo…) ha accettato di redigere e leggere un comunicato dello stesso tenore di tutti i comunicati che sono usciti da quell’aula, in seguito alla richiesta di esponenti del Pd e del centro destra.
Poco importa che si trattasse del classico “trappolone” teso abilmente (ma neanche troppo) da politici più navigati, importa che ci si sia cascati con tutti i piedi e magari pure con convinzione per un presunto “senso istituzionale”.
Ma cos’è che viene condannato così repentinamente? Lo sapete almeno? E a chi date solidarietà preventivamente? Sapete anche questo? O avete capito in così poco tempo che sono più importanti gli atti formali a discapito di quelli reali, concreti e genuini.

Perché altrimenti non si capisce. L’altra notte è avvenuto quello che avviene da tempo e che continuerà ad avvenire: atti di resistenza e di disturbo al cantiere e alle truppe di occupazione, nei modi e nei metodi che abbiamo sempre utilizzato, documentati nei video disponibili e praticati da centinaia di giovani e meno giovani.

Sapete noi il tav lo vogliamo fermare davvero, e quindi ci adoperiamo per farlo nel miglior modo possibile, e tornando alle parole e alla loro importanza: quando parliamo di resistenza popolare, noi poi, proviamo a farla sul serio.
Parlate di violenza? Vi spieghiamo cos’è: sapete cosa significa vivere in un territorio militarizzato e violentato? Sapete cosa vuol dire esibire i documenti per passeggiare per la propria terra? Sapete cosa vuol dire avere la propria nonna obbligata a firmare in una caserma dei carabinieri? Questa è la violenza ad esempio.
Chissà perché si pensa che i fuochi artificiali lanciati in aria siano più violenti dei lacrimogeni sparati addosso ai manifestanti, che hanno rovinato delle persone per sempre.
Chissà perché le pietre lanciate dalla polizia non sono violente mentre quelle tirate dai NO TAV sono violentissime.
 
Sappiamo che esprimere la solidarietà alle forze dell’ordine fa molto “”istituzionale”, ed è una di quelle cose che ogni politico fa come routine, ma non se ne sentiva il bisogno. La solidarietà (vera o finta che sia) la ricevono tutti i giorni, noi invece aspettiamo ancora che la smettano di piombarci in casa alle 5 del mattino, che la smettano di giocare al tiro al bersaglio con i loro lacrimogeni, che non si sentano impuniti e protetti e che magari mettano un bel numero sulla divisa.
Siamo abituati purtroppo alle critiche come queste, alle condanne e ai cambi di barricata, quindi nulla ci stupisce. Da oltre 25 anni lottiamo in autonomia da partiti e formazioni politiche, vecchie e nuove che siano, e sappiamo che abbiamo fatto sempre bene.
 
Questo per dire che ognuno è libero di fare quello che meglio crede, ma voi visto che vi dite notav, e avete ribadito la contrarietà all’opera anche in questi interventi, spiegateci un po’ come lo fermereste, perché ad oggi ( e dopo oggi) non l’abbiamo ancora capito bene.
 

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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