
La rabbia collettiva non ha bisogno di regie
In piazza per Ramy c’eravamo tutt3
Ripubblichiamo il comunicato congiunto di Polito for Palestine, Intifada Studentesca e Cua Torino
Chiunque abbia letto i giornali questa mattina si è trovato di fronte a uno sciacallaggio mediatico spropositato nei confronti delle persone arrestate lo scorso mercoledì, con nomi e cognomi sbattuti in prima pagina e persino una ricerca accanita sui profili social personali al limite dell’ossessione per lo scoop. Oltre a questo non sono mancati i titoli sensazionalistici circa la presunta “regia” di Askatasuna, ma la realtà è ben diversa.
Quella sera in piazza c’eravamo tuttз. Le realtà giovanili torinesi, unite nei mesi precedenti dall’esperienza dell’Intifada studentesca, si sono mobilitate congiuntamente: Ramy aveva 19 anni e veniva dalla periferia milanese del Corvetto, ma sarebbe potuto essere unǝ qualsiasi dellз nostrз amichз. È per queste ragioni che rifiutiamo qualsiasi narrazione che implichi regie esterne per le nostre piazze. Rivendichiamo invece la nostra autonomia politica e siamo pronti a ribadirla ogni qualvolta ce ne sarà motivo.
L’Intifada studentesca e il crescente clima di ingiustizia che ci circonda hanno portato a manifestazioni sempre più allargate e sentite, portando persone con visioni politiche molto diverse a fare fronte unico contro la repressione e la negazione di una speranza per il futuro. Rivendichiamo questa conquista per le nostre lotte sociali, che nessuna insinuazione circa la regia di Askatasuna o di altre realtà potrà cancellare.
Il 24 novembre 2024 Ramy Elgaml è stato ucciso dall’impatto tra una volante e lo scooter su cui viaggiava, a seguito di un inseguimento condotto in modo sconsiderato da parte dei carabinieri. Poco più di un mese dopo, il 9 gennaio scorso, siamo scesз in piazza per manifestare la nostra rabbia in seguito alla pubblicazione delle immagini dell’inseguimento, in cui l’odio verbale e fisico dei militari si è manifestato in tutta la sua violenza. Ramy rappresenta per noi l’ennesima vittima dello stato Italiano, in un caso di giustizia sommaria e razzista che vede chi dovrebbe garantire il potere esecutivo farsi anche artefice di quello giudiziario. Il clima mediatico ostile e i tentativi di insabbiamento da parte delle FdO emersi nei giorni successivi all’omicidio non hanno fatto che acuire il senso di ingiustizia che ci ha condottз a scendere in piazza. E’ vergognoso peraltro che per l’apparato giudiziario sia più importante arrestare lз studentз piuttosto che indagare sulla scomparsa di alcune prove sulla scena dell’omicidio di Ramy.
Il caso di Ramy si aggiunge a una lunga lista di violenze e omicidi da parte delle forze dell’ordine delle quali è impossibile non vedere la matrice razziale, non ultimi quelli di Moussa Diarra e Moussa Balde. Anche per loro siamo scesз in piazza, come sempre in passato di fronte alle ingiustizie sistemiche.
La nostra lotta continua, perché quanto accaduto a Ramy non possa mai più ripetersi e per continuare a creare un futuro più giusto per tuttз noi.
Non ci lasceremo intimidire dalle rappresaglie della questura e dalla gogna mediatica! Tuttз liberз!
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