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Torino. L’ultima crociata del PM Rinaudo è contro NonUnaDiMeno

Quelle scritte sottolineavano le responsabilità della giudice nell’aver assolto uno stupratore e denunciavano ciò che la rete Non Una di Meno, in seguito alla sentenza, ha portato nelle piazze di tutta Italia lo scorso 12 aprile con presidi e azioni: il ruolo dei Tribunali nel produrre violenza contro le donne con sentenze come quelle del caso di Laura (purtroppo non isolato), che ripropongono e normalizzano narrazioni tossiche, violente e assolutorie sui casi di stupro, portando la donna, le sue reazioni e il suo stile di vita sul banco degli imputati.

Questo ennesimo capitolo della crociata della Procura torinese (in cui Rinaudo gioca nel ruolo di protagonista) rivela molto del fastidio suscitato dalle iniziative organizzate contro queste sentenza, che hanno portato sotto gli occhi di tutti quanto invece sarebbe rimasto sotto silenzio, o al più relegato a qualche scarno articolo di cronaca: nomi, cognomi e responsabilità di questa vicenda. Non è d’altronde la prima volta che vediamo all’opera questo meccanismo, soprattutto quando si toccano sistemi di potere consolidati e considerati intoccabili: basti pensare al nervosismo con cui, nel luglio del 2013, era stato accolto il presidio sotto il Tribunale di Torino per sostenere Marta, donna No Tav che aveva denunciato le molestie e le violenze subìte all’interno del cantiere di Chiomonte da parte di agenti delle forze dell’ordine, e alla solerzia con cui successivamente è stata processata e condannata le donne che le avevano espresso solidarietà quel giorno.

Di fronte all’operazione portata avanti venerdì dalla Procura torinese, esprimiamo la nostra solidarietà a Non Una di Meno Torino e ci uniamo nuovamente alla voce di chi ha scelto di schierarsi dalla parte di Laura e di tutte le donne che subiscono violenza.

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pubblicato il in Intersezionalitàdi redazioneTag correlati:

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