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Firenze: in 10mila per la GKN sfondano il cordone di polizia e occupano l’aeroporto, “Nessuno ferma la rabbia operaia”

Un corteo numeroso e rumoroso, partito intorno a alle 15.30 dal polo universitario di Novoli, area ex Fiat, ha sfilato per le strade di Firenze a sostegno del progetto operaio della fabbrica di Campi Bisenzio, ex Gkn.

Il corteo sotto lo slogan “Il futuro (ir)rompe” chiedeva l’avvio del Consorzio industriale nella fabbrica in Provincia di Firenze. Un consorzio pubblico per  reindustrializzare lo stabilimento in balia di iter politici, pause estive, freni burocratici e stalli elettorali e che attende ancora le nomine.

“Siamo stanchi di questo muro di gomma” ripetono dal Collettivo che ha richiamato in piazza migliaia di persone, almeno 10 mila secondo gli organizzatori.

Il corteo, a fine giornata, alla periferia nord di Firenze ha deviato il percorso autorizzato occupando l’aeroporto Peretola. Si sono verificate cariche di polizia prima di raggiungere lo scalo toscano e dentro agli ingressi dell’aeroporto.

Nonostante il cordone poliziesco, la testa del corteo – composto da lavoratori e lavoratrici – al grido di “nessuno ferma la rabbia operaia” è riuscito a eludere il dispiegamento di agenti e raggiungere l’aeroporto di Firenze, occupandolo.

da Radio Onda d’Urto


Il comunicato di Collettivo di Fabbrica GKN:

Opsss… We did it again…

Noi siamo:

1562 giorni di presidio permanente: 6-14, 14-22, 22-6.

Quattro anni, cinque estati e cinque autunni di resistenza operaia.

Quindici mesi senza stipendio, sette di disoccupazione, tre procedure di licenziamento subite.

Una fabbrica chiusa, cinquecento posti di lavoro bruciati dal disimpegno vile di Stellantis (con soldi pubblici), dalla speculazione finanziaria e immobiliare.

Dodici cortei convocati in quattro anni: complessivamente almeno centocinquantamila persone coinvolte.

Trenta ore di occupazione del consiglio comunale, diciassettemila voti per l’intervento pubblico, sei giorni di occupazione della torre di San Niccolò, tre documentari, uno spettacolo teatrale visto da dodicimila persone, quattro libri, due leggi scritte da noi.

Tre festival di letteratura working class e la proposta di un polo della cultura working class.

Un piano di reindustrializzazione ecologica che smentisce la logica della reindustrializzazione bellica.

Centinaia di connessioni di convergenza, migliaia di ore di Insorgiamo tour e assemblee.

Un milione e mezzo di euro di azionariato popolare, venti cargobike prototipate.

Siamo le persone che hanno denunciato il rischio climatico, quelle che hanno spalato fango.

Il Governo?

Per quanto ci riguarda: nulla. Solo autoritarismo e complicità con il genocidio.

La Regione Toscana?

Un consorzio industriale pubblico che, ad oggi, non può comprare nemmeno una biro dal cartolaio. Creato a inizio agosto per restare fermo fino a dicembre.

Le direzioni del mondo cooperativo?

Fuori dai radar.

Chi compone il muro di gomma ci è ormai chiaro.

E ora?

Un tavolo di reindustrializzazione permanente che non attende nessuno.

Il rilancio della campagna di azionariato popolare: sconfiggiamo il boicottaggio dei finanziatori che si defilano.

Prendetevi la responsabilità della rabbia sociale delle disoccupate e dei disoccupati, delle povere e dei poveri.

Le chiacchiere sono finite.

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pubblicato il in Sfruttamentodi redazioneTag correlati:

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