InfoAut
Immagine di copertina per il post

Regno Unito. Sanzionamenti contro fabbriche di armi legate a Israele

I manifestanti per la Palestina hanno iniziato il nuovo anno distruggendo fabbriche di armi legate a Israele, e la Coalizione Stop alla Guerra ha avvertito oggi il governo sul fatto che ci sarà una “risposta molto forte” alla repressione.

Giovedì, pochi minuti dopo l’inizio del 2026, alcuni attivisti hanno fatto irruzione in una fabbrica aerospaziale scozzese, attaccando macchinari e attrezzature con martelli e dipingendo slogan sui muri.

Un video condiviso online dai manifestanti mostrava computer e attrezzature di produzione colpiti con grandi martelli da persone che indossavano guanti neri e coperture per il viso.

Le immagini hanno anche mostrato come sono stati svuotati gli estintori sui macchinari dello stabilimento della Bruntons Aero Products nella zona industriale di Inveresk a Musselburgh, nell’East Lothian, e le frasi “C’è solo un modo per porre fine a tutto questo” e “Mollate Leonardo” scritte con vernice rossa.

Un portavoce di un cosiddetto “gruppo autonomo” che ha rivendicato la responsabilità dell’attacco ha affermato che la Bruntons è stata presa di mira perché rifornisce il colosso italiano delle armi, che a sua volta fornisce aerei e componenti a Israele.

E oggi, una coalizione di gruppi solidali con sede a Bristol ha marciato dalla fabbrica della Elbit Systems UK a Filton fino a una stazione di polizia locale per consegnare le prove dei presunti crimini commessi dal più grande produttore di armi di Israele.

Il gruppo ha criticato il governo per «continuare a ignorare i quattro attivisti in sciopero della fame incarcerati senza accuse né processo», mentre Heba Muraisi commemorava il 61° giorno del suo sciopero.

Lei e altri tre membri di Action Palestine, organizzazione bandita come terroristica in Gran Bretagna, hanno continuato i loro scioperi della fame in diverse prigioni del Paese. Altri quattro hanno terminato il loro sciopero, alcuni dopo essere stati ricoverati in ospedale.

Lindsey German, coordinatrice della Coalizione Stop the War, ha dichiarato al Morning Star: “In sostanza, ciò che sta accadendo è che il governo sta introducendo una repressione sempre più forte contro il movimento palestinese.

“Non si tratta solo del movimento, ma ovviamente è nel mirino, e queste persone in sciopero della fame vengono trattate con il massimo disprezzo dal governo e dovrebbero essere rilasciate immediatamente e non incarcerate senza processo”.

Non c’è tregua per i palestinesi, che continuano a essere uccisi e mutilati… questi sono problemi che persistono per noi e in questo nuovo anno il movimento palestinese rinnoverà i suoi sforzi di solidarietà con il popolo palestinese per porre fine a questa repressione, a questo trattamento dei prigionieri e anche alle minacce ad altri attivisti, tra cui alcuni dei leader del PSC, Stop The War e CND che dovranno affrontare processi nel nuovo anno.

L’Alleanza Together ha indetto una marcia nazionale contro l’estrema destra a Londra il 28 marzo.

“Ci aspettiamo una risposta molto forte al governo e ai suoi alleati che stanno facendo tutto il possibile per sostenere lo Stato di Israele e nulla per mostrare giustizia e solidarietà ai palestinesi”, ha aggiunto la signora German.

Nel segnare il 55° giorno del suo sciopero nella prigione di Peterborough, Teuta Hoxha, in custodia cautelare per presunti danni criminali alla fabbrica Elbit Systems di Filton, ha dichiarato: “Le nostre richieste sono semplici e voglio che sia chiaro che il nostro sciopero collettivo deve essere interpretato solo come una volontà di vivere, utilizzando nient’altro che la nostra fame per resistere alla macchina da guerra imperiale. 

Siamo pronti a lottare fino alla fine per questi diritti. Qualsiasi danno subiremo sarà responsabilità del governo.

Kamran Ahmed ha raggiunto oggi i 54 giorni e Lewie Chiaramello i 40.

Il co-organizzatore della marcia di Bristol Families for Palestine ha dichiarato: “La nostra responsabilità collettiva di rispondere alle richieste degli scioperanti della fame e dei palestinesi che sopravvivono al genocidio e all’occupazione è immensa”.

Un portavoce del gruppo dietro l’azione scozzese ha dichiarato: “Solo l’azione diretta ha davvero impedito alle aziende produttrici di armi e a coloro che sono complici del genocidio di agire. 

“Nel 2026, dobbiamo intensificare le nostre attività per liberare la Scozia e l’Inghilterra dai produttori di armi e da tutti coloro che li aiutano. 

Oggi [giovedì] è il primo giorno. I Brunton dovrebbero rinunciare a Leonardo, o saranno nuovamente bersaglio di attacchi.

Articolo tradotto da Insurgente.org

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

fabbriche armiguerrapalestinasciopero della fame

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: si intensificano i bombardamenti da parte di Israele

Il Libano è nuovamente al centro degli attacchi da parte dell’esercito israeliano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Land Convoy: aggiornamenti su Dina e Domenico fermati in Libia

Il Console Generale d’Italia a Bengasi ha compiuto ieri sera una prima visita a Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. Sette italiani sono stati rimpatriati mentre Dina e Domenico sono ancora fermati in Libia, dopo diversi giorni passati senza notizie ieri sera c’è stato un primo contatto che riporta di averli visti in condizioni buone ma di aver richiesto di migliorarne la situazione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stallo e guadagno: nuovi attacchi israeliani in Libano e un cessate il fuoco a rischio 

Come ormai è noto nella strategia – se così si vuol chiamare – di Trump mentre vengono intavolati incontri negoziali si aumenta la tensione sul campo. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Fermato e attaccato il convoglio in Libia della Global Sumud Land Convoy: due italiani arrestati. Libertà per Dina e Domenico!

Un gruppo di dieci attivisti e attiviste di vari paesi, Italia, Argentina, Spagna, Polonia, Uruguay,  Stati Uniti, Tunisia, Portogallo e Grecia, è stato fermato da una milizia libanesi affiliata alle Forze Armate Arabe della Libia (LAAF) e i solidali internazionali sarebbero stati incriminati con l’accusa di immigrazione illegale. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia in rivolta contro il governo Paz

In Bolivia proteste e scontri contro il governo di Rodrigo Paz, accusato di aver tradito le promesse sociali fatte in campagna elettorale, hanno raggiunto un punto di rottura.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Manifestanti circondano la capitale chiedendo la rinuncia del presidente

Indigeni, contadini e sindacalisti hanno cercato di entare in Plaza Murillo, dove si trova la sede del governo, ma sono stati repressi, quattro morti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Flottilla: Israele dopo aver torturato gli attivisti e le attiviste li espelle, presidi e conferenze stampa

Rilasciati tutti gli attivisti delle flottiglie detenuti a Ktziot, della Global Sumud Flotilla e della Freedom Flotilla Coalition, nella tarda mattinata di giovedì.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Attacco in Mali e venti di guerra nel Sahel

Dedichiamo questa puntata di Black In ad analizzare ciò che sta succedendo in Mali nelle ultime settimane.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Trump a Pechino da Xi Jinping

MercoledìTrump è volato in Cina per un vertice di alto profilo con il leader cinese Xi Jinping, accompagnato da diversi amministratori delegati: una delegazione di imprenditori di spicco provenienti da diversi settori, tra cui agricoltura, aviazione, veicoli elettrici e chip per l’intelligenza artificiale. Dopo due giorni, il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato Pechino affermando di aver concluso “accordi commerciali fantastici, ottimi per entrambi i paesi”, ma sono emersi pochi dettagli su ciò che le due superpotenze hanno concordato dal punto di vista commerciale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Milano: oltre 5 mila in corteo nazionale Ricorda la Nakba. Combatti il sionismo

Il 16 maggio si è tenuto a Milano il corteo nazionale “Ricorda la Nakba. Combatti il sionismo”, in ricordo di quella giornata del 1948 – letteralmente “la catastrofe” – che ha visto più di 700.000 palestinesi cacciati dalla proprie terre per la fondazione dello Stato coloniale e genocida di Israele.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Scacco matto in Iran. Washington non può invertire o controllare le conseguenze della perdita di questa guerra – di Robert Kagan

“L’aggiustamento globale a un mondo post-americano sta accelerando. La posizione un tempo dominante dell’America nel Golfo è soltanto la prima di molte vittime”.

Da Acta Media

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Chiacchierando intorno ad una cassetta degli attrezzi

Proponiamo un lungo contributo che immaginiamo come propedeutico nel costruire e raggiornare la nostra cassetta degli attrezzi, in continuità con quanto emerso dalla due giorni a Livorno di cui qui e qui è possibile leggere l’Opuscolo di resoconto.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Nucleare: il governo accelera

Seconda parte de L’inganno nucleare torna in auge: ma quale sovranità energetica?

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Bologna: presidio solidale all’udienza per la sorveglianza speciale

Lunedi 25 maggio una compagna potrebbe essere sottoposta a sorveglianza speciale per essere una delle centinaia di miglia di persone che in questi anni, a Bologna, hanno espresso attivamente solidarietà al popolo e alla resistenza palestinese e per aver difeso gli spazzi pubblici del suo quartiere.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Sull’abbassamento dell’età della violenza di genere: guerra, nuove destre e manosfera

Leggiamo ancora una volta con dolore e rabbia di un episodio di violenza avvenuto nella nostra città: stavolta una violenza agita da tre ragazzi di 19, 21, 22 anni nei confronti di una ragazza di 13. 

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dentro il nuovo spirito etico-politico

Genocidio, guerra, crisi. È dentro un contesto internazionale sempre più pesante, segnato dallo stravolgimento degli equilibri politici degli ultimi anni, che questo autunno si sono riaperte anche possibilità di mobilitazione di massa. Piazze attraversate da soggettività spesso disorganizzate, non sempre politicizzate in senso tradizionale, ma capaci di rompere la passività di fronte alla guerra e alla complicità occidentale nel genocidio in Palestina.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Flotilla sotto attacco! Non lasciamola sola!

I meccanismi al rialzo che determinarono l’esplosione delle piazze autunnali attorno allo slogan “Blocchiamo Tutto” non sembrano essersi innescati, ma rimane fondamentale continuare a supportare la missione della flottilla in queste ore e giorni. Inoltre rimane comunque importante mantenere la continuità e lo sforzo di costruire nuovi momenti di mobilitazione, e costruire le condizioni perché chi oggi con determinazione non abbandona la lotta, sia la scintilla capace di infiammare nuovamente la prateria.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Cosa pensano l3 giovan3 della guerra: un’inchiesta radiofonica a cura della trasmissione “I saperi maledetti”

Ripubblichiamo le tre puntate-inchiesta svolta dalle redattrici e redattori del programma “I sapere maledetti” in onda gli ultimi due lunedì del mese su Radio Blackout.