InfoAut
Immagine di copertina per il post

Torino: Iren licenzia sei lavoratori interinali

Riceviamo e pubblichiamo volentieri…

Pronto, servizio clienti Iren Mercato Torino? COSA SUCCEDE IN CITTA’? Guarda qui guarda la’ licenziamenti in produzione, boia faus!

Sì, perché succede che 6 lavoratori, collocati tramite Manpower nel call center del Servizio Clienti Iren di via Giordano Bruno 25, hanno ricevuto tra il 15 ed il 16 settembre scorso, la comunicazione che al 30 di settembre si interrompe il rapporto di lavoro. Iren Mercato Torino, per mezzo dell’agenzia, li licenzia.

Il call-center vede impiegati 14 lavoratori interni e ben 41 somministrati, tutti in part-time a 4 ore. La gestione/assistenza clienti (in ambito di luce, gas, acqua e servizi) è pubblicizzata, a vanto dello stesso Gruppo Iren SpA, come servizio interno di eccellenza. E come ripaga Iren Mercato Torino questi lavoratori?…
che ne concretizzano con il loro lavoro sia l’alto standard qualitativo del servizio che i lauti profitti dei dirigenti? Da un lato con lusinghe e promesse, mantenendoli comunque in uno stato di forte precarietà e rivalità tossica; dall’altro con ricatti, mobbing e ritorsioni. Altro che ”Iren no stress”! Lì vige un clima di incertezza e paura, e non solo per via dei tentativi aziendali sempre più pesanti di disciplinamento e controllo sulla forza lavoro, ma anche per via delle lotte intestine esistenti tra i responsabili dei vari uffici.

All’orizzonte sembra farsi strada l’ipotesi della chiusura dell’intero ufficio call center di via giordano bruno 25.

Per ora, di certo e di inaccettabile, c’è che Iren Mercato Torino, nel giro di 2 giorni, ha precipitato 6 lavoratori somministrati nella disoccupazione. Cinque sono donne con figli a carico, alcune mono reddito.
Tra queste una RSA Nidil-Cgil, che per mesi ha tentato di fare valere, per come poteva, i suoi diritti e quelli dei suoi colleghi/e.
Sulle cause che han portato all’interruzione, né Manpower né Iren hanno fornito delle motivazioni. È chiaro che per la delegata RSA dei somministrati si tratta di un licenziamento per rappresaglia. Gli altri 5, colpiti comunque per seminare terrore in sala call center e conquistare sudditanza aziendale; oltre che per fare un
po’ di pulizia tra le macerie che la guerra di potere – e di poltrone- che si è nuovamente scatenata tra i vertici aziendali dei vari uffici del gruppo Iren ( a livello nazionale , e a cascata a livello locale), sta lasciando sul territorio. Guerra che vede interessata, con le sue bande di ruffiani e affaristi di ogni risma, anche
l’amministrazione della Città di Torino! Ricordiamo che Iren Mercato è parte del colosso Gruppo Iren spa, un azienda multiutility partecipata del comune di Torino, appunto! Che macina profitti da nababbi, e che sfoggia alti standard in tema di efficienza energetica, soluzioni smart, etica e diritti. Riteniamo, perciò, responsabile di questa situazione anche il comune di Torino che, pienamente interno alle logiche del libero Mercato, è un attore attivo nelle strategie di sfruttamento, flessibilità e repressione.

Non è più accettabile che padroni e madamine della politica continuino ad arricchirsi e a rafforzare il proprio potere personale sullo sfruttamento delle persone, ad imperare indisturbati .
Così come non è più accettabile lasciare in mano alle direzioni sindacali le sorti di questi lavoratori/trici.
Esse si rivelano incapaci di fornire strumenti di difesa, di unità e lotta adeguati, ai somministrati come a qualsiasi altra categoria, e in generale a tutta la forza lavoro, locale e immigrata.
Alle lavoratrici e lavoratori colpiti va tutta la nostra solidarietà; alla violenza padronale ed al suo terrorismo rispondiamo rilanciando l’iinvito a non arrendersi. Non siete soli né sole!
L’invito che rivolgiamo a chi si muove contro questo stato di cose e a chiunque trovi ingiusti questi licenziamenti è quello di mettere in campo azioni di vicinanza e supporto ai 6 colpiti. Si potrebbe per esempio martellare di telefonate il numero verde 800969696 per manifestare piena solidarietà a queste lavoratrici e lavoratori, e disprezzo e sdegno nei confronti dell’azienda Iren.

Seguiranno aggiornamenti sui possibili sviluppi

Solidali – Torino

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Sfruttamentodi redazioneTag correlati:

call centerIRENlicenziamentisfruttamentotorino

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO NELL’ECONOMIA DI GUERRA

DIRITTO DI SCIOPERO E LOTTE OPERAIE NELL’ECONOMIA DI GUERRA APPELLO PER UN’ASSEMBLEA DI TUTTE LE FORZE SINDACALI, SOCIALI E POLITICHE COMBATTIVE: Riprendiamo da Si Cobas sindacato intercategoriale – lavoratori autorganizzati : La delibera della Commissione di Garanzia dell’11 marzo, che colloca il settore della logistica sotto la Legge 146/1990 sui servizi pubblici essenziali, costituisce un […]

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Per il reintegro immediato dei licenziati Logiport e De Luca

Ripubblichiamo l’appello a mobilitarsi contro i licenziamenti del SI Cobas Napoli-Salerno e numerose altre realtà.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Amendolara: mai più schiavi

Riprendiamo il comunicato pubblicato da Fem.in cosentine in lotta, Usb Reggio Calabria, Colpo Popolare, Addunati di Lamezia e La Base Cosenza in merito al corteo di ieri ad Amendolara in risposta alla strage da caporalato.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Amendolara, piana di Cerchiara: province di Bruxelles

La pira non fuma più. Si sentono però ancora le zaffate di carne, plastica e metalli combusti, intorno al rogo di Amendolara. Tutto ha ripreso a scorrere, a pochi passi dalla cenere. Sfrecciano furgoncini imbottiti di braccia umane sottocosto, s’innalzano nuvolette di erbicidi nei pescheti, agli incroci sostano gruppi di ragazzi col turbante, in attesa che qualcuno li prelevi e li porti sui campi di lavoro.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Il caporalato uccide. La Calabria alza la testa. Sabato 6 giugno manifestazione ad Amendolara

Sabato 6 giugno 2026 la Calabria scende in piazza, ad Amendolara, contro il caporalato e il sistema politico che lo sostiene da sempre, per rivendicare diritti e giustizia per chi lavora.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Calabria: 4 braccianti afghani bruciati vivi per aver “osato” pretendere di essere pagati. Dai caporali alla gdo un’unica filiera di sfruttamento

Sono stati bruciati vivi per “punizione” i 4 braccianti, afghani, uccisi lunedì 1 giugno 2026 ad Amendolara, in Calabria, sfruttati nella raccolta delle fragole, nella vicina Basilicata.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

I conflitti del lavoro Ai. Una grossa vittoria sindacale dei lavoratori dei chip in Asia Orientale

Riprendiamo da Acta questa importante traduzione di un articolo di Joyce Lee e Brenda Goh sulle lotte sindacali sudcoreane dentro le aziende big tech.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Electrolux: un caso di delocalizzazione e finanziarizzazione dell’industria italiana in crisi

Electrolux, multinazionale svedese produttrice di elettrodomestici, ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede il licenziamento di 1700 dipendenti negli stabilimenti italiani.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Licenziamenti e repressione: rispondere alle aggressioni dentro e fuori alla Desa di Sant’Agata Bolognese

La violenza sui posti di lavori si muove su diversi livelli: da quello quotidiano dello sfruttamento e dei sopprusi, a quello del braccio armato della polizia che tutela gli interessi padronali.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Lotte operaie: annunciati 1700 licenziamenti alla Electrolux. Sciopero di otto ore e presidi ai cancelli

Il colosso svedese dell’elettrodomestico Electrolux ha annunciato 1.700 licenziamenti, pari a quasi il 40% dei 4.500 attuali dipendenti. Lo hanno riferito i sindacati. Nessuno stabilimento in Italia sarà escluso dalla ristrutturazione e riduzione del personale. In particolare, è stata annunciata la chiusura dell’impianto di Cerreto d’Esi (Ancona), in cui operano 170 lavoratori. Da Radio Onda […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Fermata e Perquisita 3 volte in 6 mesi. Attivista di Extinction Rebellion, senza procedimenti penali, denuncia l’accanimento poliziesco

Fermata 3 volte in 6 mesi. E’ il caso di Annalisa, attivista di Extinction Rebellion, che l’ultima volta era in aeroporto a Malpensa, dopo essere stata a Montreal per assistere il marito che aveva avuto un incidente.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Quando la giustizia esclude e uccide

Talvolta episodi apparentemente marginali o circoscritti mettono in luce dinamiche sociali consolidate e consentono di apprezzare come le rigidità culturali si radichino non solo nelle grandi questioni, ma anche nelle piccole pratiche quotidiane.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

Errare è umano, perseverare nell’errore è diabolico. Questo antico motto latino ben s’addice al Sindaco di Torino Stefano Lo Russo. Il tema è ovviamente la “Sicurezza”, diventato mantra della destra cittadina, regionale e nazionale; sulla quale sembra proprio che il Sindaco non riesca a resistere dal farsi affascinare.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Prolungata la detenzione per gli attivisti del Global sumud land convoy

Il tribunale libico della Cirenaica ha comunicato oggi che gli attivisti arrestati nei giorni scorsi rimarranno in carcere fino a data da destinarsi.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Sparo alla cieca

Gli scontri prima del derby della Mole, rientrano nella normale dinamica Ultras che caratterizza Torino negli ultimi anni. Quello che non è normale è che la polizia spari alla cieca e ad altezza uomo perché non riesce a contenere la situazione. O almeno non dovrebbe esserlo.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Sull’abbassamento dell’età della violenza di genere: guerra, nuove destre e manosfera

Leggiamo ancora una volta con dolore e rabbia di un episodio di violenza avvenuto nella nostra città: stavolta una violenza agita da tre ragazzi di 19, 21, 22 anni nei confronti di una ragazza di 13.