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Torino: violenza contro i lavoratori in sciopero alla Raspini

Aggrediti dai carabinieri gli operai Raspini in lotta per internalizzazione e aumenti di salario contro licenziamenti.

da Si Cobas Torino

Lo sciopero è un diritto dei lavoratori, non un problema di ordine pubblico: gli operai non sono “criminali” ma “lavoratori essenziali” perché indispensabili per la società.

Cambiano i governi, i salari rimangono fermi, avanza la guerra in Ucraina… continua la repressione di stato contro i lavoratori: il padrone chiama, rispondono prefettura e questura con l’intervento di polizia e carabinieri in assetto antissommossa armati contro gli operai in sciopero che difendono diritti e posto di lavoro.

Questa è la democrazia borghese: con una mano garantisce la libertà dei padroni di sfruttare gli operai usando caporalato e contratti al ribasso per ricattare gli operaie sottopagandoli (vedi inchiesta nella Raspini della Dtl Ispettorato del lavoro di Torino), con l’altra mano reprime la libertà sindacale dei lavoratori provando a impedire loro di organizzarsi sindacalmente sul luogo di lavoro e fare iniziativa sindacale (anche di protesta).

Dai cancelli Raspini di Scalenghe, lo sciopero continua per:

– aumento di salario con 200 euro netti mensili

– internalizzazione lavoratori Adecco Professional Solution dopo anni di precarietà

– reintegro degli operai licenziati ingiustamente per colpire il cobas

– fine ogni discriminazione e rappresaglia antisindacale, rispetto della dignità dei lavoratori

A poche ore dall’inizio dell’agitazione operaia, inizia la militarizzazione della fabbrica: guerra esterna, guerra interna.

I lavoratori in lotta chiedono massimo sostegno dal torinese e dal pinerolese: anche la la solidarietà è un’arma, usiamola.

CONTRO ECONOMIA DI GUERRA E CAROVITA

PER AUMENTI DI SALARIO E LIBERTÀ SINDACALE

UNITI SI VINCE

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pubblicato il in Sfruttamentodi redazioneTag correlati:

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