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A Bergamo come a Massa, i fascisti non passano!

Non è bastata la retorica revisionista sulle foibe, inscenata puntualmente nel giorno del ricordo e come sempre avallata da buona parte della politica istituzionale, per far filare liscio il tentativo di ottenere legittimità e consenso da parte dei gruppuscoli di stampo neo fascista su tutto il territorio italiano. L’organizzazione Casa Pound in diverse città ha provato ad organizzare momenti di visibilità di vario tipo, andando incontro ovunque a contestazioni determinate a numerose.

Sicuramente i momenti più importanti si sono avuti a Bergamo e Massa, dove i revisionisti hanno provato ad inscenare due manifestazioni. Nella città lombarda i pochissimi accorsi alla chiamata fascista hanno dovuto rinunciare a sfilare per le vie cittadine, costretti a rintanarsi dietro agli imponenti cordoni della polizia schierati in loro difesa; alcune centinaia di antifascisti si sono invece mossi in corteo, cercando di aggirare lo schieramento di polizia, che ha risposto con ripetute cariche e lancio di larimogeni.

Anche a Massa si sono verificati scontri tra forze di polizia ed antifascisti, dopo che questi ultimi sono riusciti ad entrare in contatto ed a disperdere il concentramento di Casa Pound.

La reattività degli antifascisti e la loro presenza numericamente importante in tutte le piazze in cui è stata necessaria, ci consegna il dato importante di una composizione sempre più larga decisa a non tollerare più queste presenze nelle nostre città; è sicuramente la risposta migliore anche a tutte quelle istituzioni che hanno pianto lacrime di coccodrillo dopo la strage di Firenze, in cui un militante di Casa Pound ha aperto il fuoco su alcuni venditori ambulanti senegalesi, ma che si ritrovano a distanza di poche settimane a concedere nuovamente spazi di agibilità a progetti politici razzisti ed assassini, che si stanno riciclando e ripresentando in vesti nuove.

Vedi anche “Bergamo città aperta: Casa Pound non passa” della readzione di BgReport

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