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Torino. La pagliacciata di Salvini contestata a pomodorate

Successivamente Salvini ha proseguito il suo grottesco tour, che prevedeva una seconda tappa in via Garibaldi, sempre una delle vie più trafficate di Torino, questa volta colma di negozi.
Forse per questo si aspettava di essere accolto meglio ma il chi lo contestava al mercato è partito in corteo, lo ha seguito e raggiunto proprio nel punto in cui voleva montare il suo teatrino, tanto che è stato costretto a spostarsi per non essere zittito. La polizia per alcuni minuti ha chiuso senza lasciare vie d’uscita il corteo che, non facendosi intimorire da questi maldestri tentativi delle forze dell’ordine, ha proseguito la contestazione e ha disturbato il comizio fino a che il pagliaccio padano non è andato definitivamente via.

Ancora una volta questo pericoloso leader leghista cerca di costruirsi consenso nelle nostre città, cerca di inserirsi nei luoghi più importanti della nostra vita quotidiana usando delle becere retoriche contro gli immigrati, contro i poveri, che cercano di metterci gli uni contro gli altri con la bugia che chi ci ruba da mangiare, chi ci ruba il futuro, sarebbe proprio affianco a noi.
Ma si ritroverà sempre alle calcagna chi a questa bugia non ci crede, sentirà sempre la vera voce della città che ha capito che il vero pericolo non è chi sta affianco a noi, chi si alza alle quattro di mattina per montare i mercati, chi lavora per pagarsi gli studi, chi non ha una casa. Sarà sempre inseguito dalla vera voce della città che pensa che gli unici stranieri e gli unici ladri sono loro, i leghisti, i politici con le loro promesse. Loro, che il futuro ce lo rubano ogni giorno e che ogni giorno mangiano a nostre spese.
E non importa se questi non stanno affianco a noi ma cercheranno di starci sopra, non importa se saranno sempre nascosti dietro i cordoni della polizia e se saranno difficili da raggiungere perché saranno zittiti dalla rabbia, dalla voce , dalla gente che ha smentito le loro bugie.
Salvini, puoi anche continuare con i tuoi giochetti e avvisare un’ora prima del tuo arrivo, puoi scrivere un libro o firmare autografi ma resterete sempre e solo tu col tuo codazzo di razzisti e di ladri.
Torino ancora una volta vi ha fatto capire che per te non c’è posto!

 

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