InfoAut
Immagine di copertina per il post

2013. La Chiesa di Benedetto XVI abdica dal potere spirituale

 

 

La notizia delle dimissioni di Benedetto XVI deve necessariamente farci vedere al di là della parabola personale e politica dell’ex-prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e piuttosto aprire uno sguardo complessivo sulle attuali contraddizioni della Chiesa Cattolica romana.

 

Ovviamente non possiamo dimenticare, anzi dobbiamo ricordare e far ricordare la nefasta sinergia tra Ratzinger e la classe politica italiana (in particolare con Napolitano – dalla loro quasi simultanea ascesa al potere all’epilogo attuale, dopo sette anni) nella cementazione di un blocco sociale conservatore e reazionario all’interno della nostra società, in piena continuità con il pontificato Wojtyla. Strategia passata dal discorso di Ratisbona (violentemente anti-islamico) all’attacco all’omosessualità (fino alla recente accoglienza in Vaticano di dichiarati killer omofobi), dalle posizioni sull’eutanasia ai feroci attacchi agli orizzonti financo più tattici della battaglia per i diritti civili, quali le modalità di somministrazione della RU486 ed i PACS-DICO.

 

Il 2008, che segna l’apice di questa fase, vede anche l’irrompere con la crisi della materialità di rapporti di forza e comunicazione contemporanei che non prevedono più (nemmeno per le istituzioni religiose) pasti gratuiti e rendite di posizione millenarie, in un contesto di crescente incertezza sistemica. Nulla è per sempre: il moto ondivago delle bolle finanziarie spazza via istituti bancari secolari, le spinte dal basso dei movimenti estromettono dal potere dittature ultradecennali, le possibilità di curvatura politica dell’informazione operate dai e sui leaks colpiscono rapidamente ed imprevedibilmente equilibri consolidati.

 

Mentre la Chiesa dell’epoca fordista aveva buon gioco nel presiedere ad una dimensione etica dei comportamenti umani e formalmente separata dai rapporti di produzione – affiancata da un’area della politica rappresentativa ad essa contigua su cui poteva essere scaricato il lavoro sporco di parte dell’accumulazione e del governo economico (ora assolto da gruppi come la Compagnia delle Opere e l’Opus Dei) – lo scenario contemporaneo cambia.

 

Davanti al confronto con quell’immateriale terreno ed inevitabile dei flussi finanziari e delle reti sociali telematiche, il presidio dell’istituzione religiosa sull’intangibile viene attaccato. Con la mondanizzazione dei suoi processi comunicativi interni ed esterni (da una parte la vicenda del processo al maggiordomo del papa a seguito dello scandalo Vatileaks, dall’altra il disastroso sbarco sui social media e l’esposizione alle più svariate forme di dileggio e ludibrio popolare), ovvero la loro perdita di verticalità e differenza rispetto alla sfera politica pubblica, si arriva proprio a quella relativizzazione del discorso religioso, tanto aborrita dal clero stesso, nella società.

 

E qui irrompe la rinuncia di papa Ratzinger, la cui forma-evento – sicuramente storica nei tempi e nei modi ma del tutto assimilabile ad una qualsiasi dinamica di crisi – cerca di rinsaldare la governance vaticana a prezzo di lasciare i governati in un’incertezza esiziale. Occorre una leadership ed un progetto all’altezza, e carnalmente lucidi, per affrontare le tante sfide dell’attualità. C’è la complessità di gestione di propri istituti bancari finora (e ancora per quanto? Vedere la connection IOR-MPS) lasciati in grado di operare nelle pieghe del sistema finanziario; non a caso è stato indicato come uno dei papabili l’arcivescovo di Milano Angelo Scola – vicino a CL che il management economico lo fa di mestiere. C’è la concorrenza di forme di cristianesimo decentrate e ben connesse con le potenze secolari locali, o di altre religioni – incluse quelle utilizzate ineditamente dal Partito Comunista Cinese come strumento di controllo sociale e quelle che al potere vi sono già di per sé, come quell’islam politico il cui carattere conservatore ed affarista sta finalmente venendo riconosciuto e combattuto a qualche centinaio di chilometri dalle coste italiane. C’è una pletora di attori ormai in grado di appropriarsi e veicolare autonomamente attraverso la medialità ed i “rituali mediatici” forme pastorali di potere un tempo esclusive della Chiesa, la gestione del cui brand non può quindi essere lasciata ad un papa teologo in un mondo in cui il binomio anzianità-autorevolezza è peraltro sempre più messo in discussione.

 

Ma qual’è il conto da pagare per vedere raddrizzata la barra del timone?

 

Il problema è che se il potere, foucaultianamente parlando, è un insieme di rapporti, pratiche e relazioni, la rinuncia di Ratzinger sembra segnare la soluzione definitiva del binomio potere-sacrificio traslata dalla figura di Cristo a quella del papa suo vicario alla sua riproduzione da parte dei credenti come modello verso cui rivolgersi e a cui rifarsi. Un’impostazione impiegata dalla Chiesa per conseguire quel governo sulle emozioni e gli aspetti irrazionali (nell’accezione più neutra possibile di questo termine) dei comportamenti umani, capaci di attivare sempre le attitudini più determinate e le scappatoie più imprevedibili davanti alla predeterminazione positivista della macchina capitalista.

 

Se è il papa stesso a rifiutare la sofferenza connaturata al suo ruolo, chi dovrebbe accettarla? In questo il dato di fondo è spietato: l’abdicazione di Benedetto XVI non è al papato in sé, quanto alla costruzione retorico-simbolica di quell’archetipo di sacrificio, disciplina, patriarcato e martirio al centro di secoli di dominio ecclesiastico sui comportamenti e modellamento del discorso filosofico, artistico e politico mainstream della cultura occidentale. Un costrutto che ha prosperato fino ad oggi, legittimando da una parte eventi come il calvario di Eluana Englaro (da cui ella, se non fosse stato per il coraggio dei suoi cari e dei medici, non avrebbe potuto certo dimettersi) dall’altra processi di soggettivazione reazionaria come quelli veicolati dei peggiori discorsi vittimistici e pauperistici. Completamente ripresi e fatti propri nel nostro paese dalla comunicazione PCI-ista nella costruzione della figura dell’operaio compatibile (e sconfitto sì ma con dignità), passando per le manovre finanziarie lacrime e sangue degli anni ’90 fino all’apoteosi piddina della sempre presente retorica dei sacrifici e dell’austerità.

 

Tutto questo non ci lascia né impauriti né smarriti, anzi il nostro cuore è pieno di speranza. Sia nel vedere l’incapacità da parte di papato ed impero contemporanei, ormai regnanti su macerie di meschinità e corruzione, di offrire qualsiasi idea, narrazione o prospettiva di futuro; sia, più in generale, degli enormi spazi che si aprono (tutti da curvare e costruire) rispetto all’incanalare l’enorme potenzialità conflittuale di una resa dei conti verso il qui ed ora sempre rimandata da milioni di persone ad un ipotetico aldilà – e sopita dal costrutto della sopportazione e del perdono. Materialista, ma quella della città terrena del conflitto e della giustizia sociale è pur sempre la nostra fede.

 

 

Thomas V Müntzer

 


Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

dimissionipapa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista a Youssef Boussoumah: “i militanti anti-imperialisti devono rispondere all’appuntamento con la storia”

Abbiamo svolto questa lunga intervista a Youssef Boussoumah, militante di lungo corso di estrema sinistra, anti-imperialista e decoloniale che oggi contribuisce al progetto di informazione autonoma Parole d’Honneur e di QG Décoloniale.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of America”: chiudere i conti, o quanto meno provarci

Pubblichiamo la seconda puntata dell’approfondimento sulla nuova politica Usa in Latino America, a cura della redazione. Qui la prima puntata. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of Americas”: l’Impero annuncia la guerra in America Latina

Pubblichiamo, in due puntate, questo speciale a cura della redazione sul progetto imperialista Usa, targato Trump, diretto verso l’America Latina. Nella prima parte, si approfondirà il progetto “Shield of America” e il nuovo corso interventista portato avanti dagli Stati Uniti. Nella seconda parte ci si concentrerà sulla portata politica della nuova fare apertasi con il rapimento di Maduro e l’assedio di Cuba, analizzando le implicazioni e i compiti che potenzialmente ci si pongono di fronte. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Riforma Valditara, tra industria 4.0 e svendita ai privati della scuola pubblica

È stato pubblicato da qualche giorno il nuovo decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’ordinamento degli istituti tecnici. Si tratta della risoluzione finale di una riforma già definita con il PNRR nel 2022 e voluta dall’allora ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, membro del governo Draghi.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Una prospettiva antifascista dalla Francia

Una prospettiva antifascista dalla Francia – Fascistizzazione dello Stato, genealogie coloniali e congiuntura elettorale a un mese dai “fatti di Lione”. Intervista con Antonin Bernanos e Carlotta Benvegnù

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il nuovo disordine mondiale / 33 – Guerra infinita e fine delle alleanze (tra stati e classi)

di Sandro Moiso da Carmillaonline
Redazione di InfoAut, La lunga frattura, DeriveApprodi, Bologna 2025, pp. 168, 15 euro

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Asse del Caos

da Machina

La guerra contro l’Iran segna un ulteriore salto nell’escalation mediorientale guidata da Israele e Stati Uniti. Le ritorsioni iraniane sulle infrastrutture energetiche del Golfo mostrano quanto fragile sia l’equilibrio globale costruito su petrolio e rotte commerciali. Sullo sfondo emerge un progetto più ampio dell’«Asse del Caos»: indebolire e frammentare gli Stati della regione, con conseguenze difficilmente controllabili.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Hub toscano dentro l’escalation in Medioriente? Basi, ferrovie e le domande che nessuno ci fa

Qualcuno ha deciso che il territorio tra Pisa, Livorno e San Piero a Grado debba diventare un nodo strategico della macchina militare occidentale. Non è un’ipotesi: è quello che emerge leggendo contratti pubblici, documenti NATO e piani di investimento europei. Ma la domanda che nessuna istituzione ci pone è semplice: lo vogliamo?

da No Base

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista a Romolo Gobbi

Ci uniamo al messaggio di saluto da parte di Derive Approdi in merito alla scomparsa di Romolo Gobbi e per ricordarlo ripubblichiamo questa intervista presente sul sito Futuro Anteriore – Dai Quaderni Rossi ai movimenti globali: ricchezze e limiti dell’operaismo italiano.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Rogoredo: l’albero marcio delle forze dell’ordine

Sulla vicenda di Rogoredo, come spesso succede quando si tratta di episodi che coinvolgono l’ordine pubblico o le forze di polizia, si è acceso un fortissimo dibattito mediatico.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Bulgaria: cade il governo dopo le proteste. Quali scenari?

Giovedì il primo ministro della Bulgaria Rosen Zhelyazkov ha annunciato le sue dimissioni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Francia: il circo macronista continua

Non si cambia una squadra che perde.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Francia: Lecornu si dimette, il suo è il mandato più breve della storia

A un mese dalla nomina del nuovo primo ministro, e a poche ore dalla nascita nel nuovo esecutivo, il governo di Sebastien Lecornu è già finito.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Taranto: il sindaco si dimette di fronte alla rabbia dei cittadini per il dossier Ilva

Il sindaco di Taranto Piero Bitetti si è dimesso in seguito alla contestazione da parte dei cittadini sul suo ruolo nel dossier Ilva.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Perù: manifestazione a Lima per chiedere le dimissioni di Dina Boluarte. Scontri e feriti

Decine di migliaia di manifestanti sono scesi in piazza mercoledì in Perù in manifestazioni per chiedere le dimissioni di Dina Boluarte e le elezioni anticipate, la polizia anti-sommossa ha attaccato alcuni dimostranti, arrestandone almeno sei. Manifestanti di a gruppi di sinistra e sindacati hanno marciato nella capitale Lima, mentre incidenti che hanno coinvolto la polizia […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

INGHILTERRA: BYE BYE BOJO. IL PREMIER CONSERVATORE JOHNSON GETTA LA SPUGNA

In Inghilterra il premier conservatore Boris Johnson ha ceduto ed è pronto ad annunciare le sue dimissioni oggi, giovedì 7 luglio 2022, a pochi giorni dal terzo anniversario dal suo arrivo a Downing Street, il 23 luglio 2019. Tecnicamente Johnson dovrebbe dimettersi da leader del Partito Conservatore, spostando invece le dimissioni formali da premier più […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Alcuni appunti sul viaggio del Papa in Messico

Papa Francesco arriva in Messico, il paese si ferma, i media di mezzo mondo seguono l’incontro.La retorica che segue passo passo ogni spostamento di Francesco è sempre la stessa: persona coraggiosa e vicina ai più poveri, un Papa che sta cambiando la chiesa e lo fa mettendoci la faccia. Il disco è fermo e ripete […]

Immagine di copertina per il post
Formazione

Missouri: studenti afroamericani in sciopero della fame fanno dimettere rettore razzista

L’onda lunga del movimento #BlackLivesMatter non accenna a placarsi e, dopo le grandi proteste contro le violenze della polizia, ad essere attraversati dalla lotta antirazzista degli african-american sono i più prestigiosi college statunitensi. L’avanguardia di questa nuova fase di mobilitazione è l’Università del Missouri, già attraversata dalle proteste in seguito all’omicidio di Mike Brown nella […]

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il potere del più buono

Papa Francesco si è recato a Lampedusa per il suo primo viaggio apostolico dedicandolo alle migliaia di persone che hanno perso la vita nella traversata in mare del mediterraneo. Lo ha fatto tenendo messa in un paesaggio simbolico, il campo sportivo che è stato utilizzato nel 2011 per ammassarvi quanti dovevano essere utilizzati per creare […]