InfoAut
Immagine di copertina per il post

Grazie Renzi… per aver sfasciato il PD!

Chiara Appendino si è candidata con un programma che contiene tratti di riformismo molto avanzato dalla casa alle politiche sociali. L’uscita dall’Osservatorio Torino-Lione – che tutta la val Susa e un pezzo significativo di città ora si aspetta – sarà un punto di conferma o smentita delle buone intenzioni pentastellate. Questo aprirà nuove contraddizioni e attese crescenti che dobbiamo essere capaci di agire. Da subito. Non certo facendo da pretoriani a dubbie convergenze tra istituzioni e movimenti, non certo lasciando la nuova giunta “fare il suo lavoro”, ma facendo avanzare le lotte sul terreno che la controparte ci lascia, inseguendo e approfondendo le contraddizioni, praticando gli obiettivi agitati in campagna elettorale per accumulare forza che oltrepassi le istituzioni.

Se lo stacco di Roma è abissale, eguagliando i responsi partenopei per De Magistris, con un rapporto netto di 2 a 1, il dato torinese è tanto più significativo perché questa città rappresentava il fiore all’occhiello di un “buon governo” del territorio e delle sue contraddizioni. Un coro di esperti sui media mainstream andava affermando negli ultimi giorni che il “Sistema Torino” è stato ben gestito dal PD. Alla luce del risultano elettorale ci viene spontaneo chiederci chi ne ha beneficiato e chi no. Sicuramente si è avvantaggiata una élite politico-finanziaria raccolta intorno a Intesa San Paolo, Unicredit, FCA e PD che ha distribuito le briciole degli affari ai propri fedelissimi. Il Sistema Torino prevede tanti soldi affidati a poche grandi imprese o per poche grandi opere. Con grandi profitti poi ridistribuiti tra i soliti noti.

Segnali dell’insofferenza di un tessuto produttivo e sociale che va disgregandosi e perdendo reddito si erano già dati con innumerevoli proteste e lotte di molti settori sociali ma soprattutto si era massificato con la protesta di tre giorni del movimento del 9 dicembre (“forconi”), non è quindi solo un problema di periferie ma di ceto medio che è stato costretto a sobbarcarsi il costo della crisi. Tanto è vero che anche altre realtà coinvolte da questo movimento hanno svoltato elettoralmente verso l’M5S. Il risultato di Torino viene infatti doppiato dal responso di Pinerolo, città satellite del capoluogo piemontese, alle bocche della val Chisone, 35.000 abitanti, una città un tempo signorile, oggi, egualmente a Torino, attraversata dagli effetti della crisi e della de-industrializzazione.

La geografia del voto ri-conferma tutti gli elementi già emersi al primo turno: il PD, a Roma come a Torino, tiene solo nei quartieri “bene” della città, mentre nelle periferie i 5 Stelle spopolano (con tassi tra il 60 e il 70 % di adesione). Ha voglia Fassino a dire che la Appendino vince grazie al voto della Destra, quando il suo partito ha rappresentato in questi anni gli interessi delle banche, delle fondazioni, dell’immobiliare e delle grandi opere, a dispetto di un impoverimento generalizzato gestito con la privatizzazione del welfare e la Caritas.

Se i cori di “onestà, onestà” che salutavano ieri il trionfo pentastellato ci fanno rabbrividire, nondimeno abbiamo imparato a vedervi celato un segno di classe preciso, in cui oggi (ahinoi) si riconoscono pezzi significativi dei ceti medi e delle classi subalterne. Come andiamo segnalando da tempo, dietro il sentimento manettaro contro la corruzione si esprime una tendenza ambigua in cui si trasfigura, mistificato, l’odio per chi ha di più e vive sulle spalle degli altri (e c’è, tra l’altro la possibilità rale che ora si scoperchino tresche affaristiche sia a Torino che a Roma, con l’entrata dei cinque stelle nelle amministrazioni).

La realtà che viviamo è quella di una maggioranza dei giovani totalmente esclusa e marginalizzata, che non si riconosce in questo sistema; dove l’uso della repressione per prevenire i conflitti sociali non cancella però una indisponibilità diffusa ad accettare il sistema istituzionale proposto dal Partito della Nazione. Alla luce dei risultati attuali, la retorica renziana su “innovazione e ottimismo” crolla miseramente. Dopo i primi ruggenti mesi e l’acquisto della passività col bonus di 80 euro, il frutto maturo della parentesi renziana si presenta come vettore di accelerazione del processo di decomposizione del PD in quanto partito a base popolare e territoriale. In meno di 24 mesi gli ultimi residui di appartenenza, identità e difesa di interessi di chi sta in basso (quanto meno una mediazione e gestione della loro erosione) sono venuti meno e il partito di sinistra ha svelato quello che (da lungo tempo) era: una macchina-apparato di governo e nulla più, totalmente sganciata dalle dinamiche sociali. Su questo, davvero, grazie Renzi! Hai accelerato un processo… ora non ti resta altro che togliere il disturbo!

Il referendum ad personam di ottobre sarà l’occasione per chiudere la parentesi e siglare un NO di massa alle misure di austerità e ultra-liberalismo imposte dall’Unione Europea. Oltre, e già da subito, la palla deve tornare alle lotte e al protagonismo diretto, approfittando del varco che si è aperto.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista all’Accademia della Modernità Democratica 

Abbiamo svolto questa intervista all’Accademia della Modernità Democratica per approfondire il contesto più ampio relativo alla guerra all’Iran e il punto di vista delle comunità curde sui territori coinvolti e che potenzialmente verranno coinvolti nelle dinamiche di guerra guerreggiata. 

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista a Youssef Boussoumah: “i militanti anti-imperialisti devono rispondere all’appuntamento con la storia”

Abbiamo svolto questa lunga intervista a Youssef Boussoumah, militante di lungo corso di estrema sinistra, anti-imperialista e decoloniale che oggi contribuisce al progetto di informazione autonoma Parole d’Honneur e di QG Décoloniale.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of America”: chiudere i conti, o quanto meno provarci

Pubblichiamo la seconda puntata dell’approfondimento sulla nuova politica Usa in Latino America, a cura della redazione. Qui la prima puntata. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of Americas”: l’Impero annuncia la guerra in America Latina

Pubblichiamo, in due puntate, questo speciale a cura della redazione sul progetto imperialista Usa, targato Trump, diretto verso l’America Latina. Nella prima parte, si approfondirà il progetto “Shield of America” e il nuovo corso interventista portato avanti dagli Stati Uniti. Nella seconda parte ci si concentrerà sulla portata politica della nuova fare apertasi con il rapimento di Maduro e l’assedio di Cuba, analizzando le implicazioni e i compiti che potenzialmente ci si pongono di fronte. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Riforma Valditara, tra industria 4.0 e svendita ai privati della scuola pubblica

È stato pubblicato da qualche giorno il nuovo decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’ordinamento degli istituti tecnici. Si tratta della risoluzione finale di una riforma già definita con il PNRR nel 2022 e voluta dall’allora ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, membro del governo Draghi.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Una prospettiva antifascista dalla Francia

Una prospettiva antifascista dalla Francia – Fascistizzazione dello Stato, genealogie coloniali e congiuntura elettorale a un mese dai “fatti di Lione”. Intervista con Antonin Bernanos e Carlotta Benvegnù

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il nuovo disordine mondiale / 33 – Guerra infinita e fine delle alleanze (tra stati e classi)

di Sandro Moiso da Carmillaonline
Redazione di InfoAut, La lunga frattura, DeriveApprodi, Bologna 2025, pp. 168, 15 euro

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Asse del Caos

da Machina

La guerra contro l’Iran segna un ulteriore salto nell’escalation mediorientale guidata da Israele e Stati Uniti. Le ritorsioni iraniane sulle infrastrutture energetiche del Golfo mostrano quanto fragile sia l’equilibrio globale costruito su petrolio e rotte commerciali. Sullo sfondo emerge un progetto più ampio dell’«Asse del Caos»: indebolire e frammentare gli Stati della regione, con conseguenze difficilmente controllabili.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Hub toscano dentro l’escalation in Medioriente? Basi, ferrovie e le domande che nessuno ci fa

Qualcuno ha deciso che il territorio tra Pisa, Livorno e San Piero a Grado debba diventare un nodo strategico della macchina militare occidentale. Non è un’ipotesi: è quello che emerge leggendo contratti pubblici, documenti NATO e piani di investimento europei. Ma la domanda che nessuna istituzione ci pone è semplice: lo vogliamo?

da No Base

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista a Romolo Gobbi

Ci uniamo al messaggio di saluto da parte di Derive Approdi in merito alla scomparsa di Romolo Gobbi e per ricordarlo ripubblichiamo questa intervista presente sul sito Futuro Anteriore – Dai Quaderni Rossi ai movimenti globali: ricchezze e limiti dell’operaismo italiano.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Processo Sovrano, crollato il teorema associativo la Procura ci riprova in appello

Ripubblichiamo da notav.info un contributo che riassume i passaggi processuali che hanno portato alla caduta dell’accusa di associazione per delinquere nel processo “Sovrano” in primo grado, oltre ad alcune considerazioni politiche su questo processo. In vista del ricorso in appello da parte della Procura con la prima udienza fissata per lunedì 13 aprile 2026 al Tribunale di Torino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Nuestra America Convoy

Pubblichiamo un importante contributo di un compagno appena ritornato dalla missione solidale a Cuba. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Giovani Contro

Oggi la politica istituzionale in toto inizia ad avere un timore, ossia quello di vedere nei “giovani” un settore capace di organizzarsi, incidere e non avere alcuna fiducia nei confronti della delega e della politica dei partiti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Proteste in Siria contro Israele

In questi giorni, a partire dalla notte tra il 31 marzo e il 1 aprile, si sono verificate in Siria proteste contro Israele immediatamente scattate a seguito della notizia del passaggio alla Knesset della legge che istituisce la pena di morte per i prigionieri palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Noi la guerra non la paghiamo

Ripubblichiamo il testo della campagna lanciata dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito ai rincari, in particolare legando la questione dell’aumento dei prezzi dovuto alla crisi energetica causata dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, alla necessità di un trasporto gratuito.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tra le macerie di Gaza, le ragazze reagiscono, un pugno alla volta

Nella Gaza dilaniata dalla guerra, ragazze e giovani donne ricostruiscono un club di pugilato, usando lo sport per elaborare il dolore, sfidare le norme e trovare la forza in mezzo allo sfollamento.

Immagine di copertina per il post
Culture

FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO 

Di seguito l’indizione della Quarta Edizione del Festival Altri Mondi / Altri Modi “Vanchiglia Quartiere Partigiano”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele introduce la pena di morte per i palestinesi

Impiccagione, nessun appello e applicazione selettiva: la norma voluta da Ben Gvir e sostenuta da Netanyahu legalizza la disuguaglianza e istituzionalizza la punizione su base etnica.