InfoAut
Immagine di copertina per il post

Regno Unito: sciopero della fame dei detenuti per la Palestina al limite

Prigionieri per la Palestina in sciopero della fame: dopo 64 giorni di digiuno, soffrono di spasmi muscolari incontrollabili e difficoltà respiratorie

di Prisoners for Palestine

Heba Muraisi, detenuta per la Palestina in sciopero della fame, sta soffrendo di spasmi muscolari incontrollabili che potrebbero indicare danni neurologici e difficoltà respiratorie, mentre continua il suo sciopero della fame a tempo indeterminato. 

Muraisi è diventata la persona che ha portato avanti lo sciopero della fame più a lungo, raggiungendo oggi i 64 giorni di sciopero della fame iniziato il 3 novembre 2025. Parlando con Prisoners for Palestine, Muraisi ha descritto di “avere spasmi muscolari e contrazioni al braccio” e di “sentirsi come se trattenesse il respiro senza sapere perché, come se dovesse ricordare a se stessa di respirare”.

Muraisi ha affermato che non interromperà il suo sciopero della fame finché il carcere non acconsentirà al suo trasferimento all’HMP Bronzefield: alla fine dello scorso anno è stata trasferita improvvisamente dall’HMP Bronzefield all’HMP New Hall, che dista centinaia di chilometri dalla sua famiglia e dalla sua rete di sostegno. Heba Muraisi è detenuta in custodia cautelare da oltre un anno per attivismo a favore della Palestina, superando i limiti standard di custodia del Regno Unito, e chiede anche l’immediata concessione della libertà provvisoria come parte delle sue richieste per porre fine allo sciopero della fame, nessuna delle quali è stata ancora soddisfatta. È ormai al terzo mese di sciopero della fame con l’impegno incrollabile di garantire che queste richieste siano soddisfatte.

Un secondo scioperante della fame, Kamran Ahmed, è stato ricoverato in ospedale per la quinta volta dalla settimana scorsa, da quando ha iniziato lo sciopero della fame. Ahmed ha riferito di essere stato ammanettato con doppie manette durante tutta la sua degenza in ospedale, il che gli ha provocato un gonfiore ai polsi. Il personale sanitario ha avuto grandi difficoltà a inserirgli il catetere a causa degli effetti che lo sciopero della fame ha avuto sul suo corpo, causando il restringimento delle vene e rendendole molto difficili da individuare.

Gli esperti medici hanno espresso preoccupazione per questo trattamento, che lui ha dovuto affrontare costantemente durante i ripetuti ricoveri ospedalieri. Ahmed ha segnalato una perdita uditiva intermittente mentre entra nel 57° giorno di sciopero della fame, raggiungendo un punto critico in cui è molto probabile che si verifichino danni fisici irreversibili.

Sebbene non sia riuscita a visitare Heba, in una lettera indirizzata a lei, sua madre, Dunya, ha scritto: “Siamo qui dietro di te, ti sosteniamo e ti amiamo senza limiti. Non importa quanto duri la notte dell’attesa, il sole della libertà sorgerà sicuramente”.

Oggi Prisoners for Palestine ha annunciato che T Hoxha ha sospeso il suo sciopero della fame dopo aver ricevuto varie richieste, tra cui la consegna della posta arretrata risalente a sei mesi fa, un libro con le scuse per il ritardo e una visita confermata con un membro della Joint Extremism Unit (JEXU) per discutere delle sue condizioni di detenzione individuali. Da quando ha terminato il suo sciopero della fame sabato sera, la prigione ha rifiutato di mandarla in ospedale nonostante le richieste, poiché non è in grado di gestire in modo sicuro la reintegrazione alimentare, che potrebbe causare la sindrome da reintegrazione alimentare.

Nonostante l’estrema urgenza della situazione, in cui il rischio di insufficienza organica, paralisi, danni cerebrali e morte improvvisa è sempre più elevato, il governo britannico continua a rifiutarsi di incontrare i detenuti in sciopero della fame e i loro rappresentanti, mettendo a repentaglio le loro vite.

Una dichiarazione di Francesca Nadin, portavoce di Prisoners for Palestine, afferma:

Mentre lo sciopero della fame entra nel suo terzo mese, le condizioni di salute di coloro che continuano a digiunare continuano a peggiorare e su di loro incombe un grave pericolo. Nonostante ciò, rimangono saldi nelle loro azioni e convinzioni, convinti che continuare lo sciopero sia l’unico modo per ottenere giustizia di fronte al disprezzo del governo per la vita”.

Traduzione di Enzo Ianes per Osservatorio Repressione

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

genocidioGran Bretagnapalestinapalestine actionsciopero della fame

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Giunge a La Paz un’impressionante marcia della COB e dei settori contadini

Chiedono la rinuncia del presidente di destra Paz. Il governo risponde con la repressione e arresta il massimo dirigente della Centrale Operaia, Vicente Salazar.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

No G7 Ginevra: manifestazione di massa contro i grandi del mondo, la guerra e a sostegno della Palestina

Si è concluso ieri il summit del G7 a Evian, dove tra le altre cose, la preoccupazione europea era incentrata sul riarmo e il sostegno a Kiev mentre Trump annunciava le sue intenzioni di porre fine alla guerra all’Iran. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Memorandum d’intesa USA-Iran ma nessuna pace per il Libano

Nella notte tra domenica e lunedì Stati Uniti e Iran hanno concluso il negoziato, arrivando alla firma di un memorandum d’intesa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Valle di Susa, valle delle guerre d’Europa

Guerra. Non ha mai smesso di ammorbare il mondo, di mietere vittime innocenti ed instaurare schiavitù là dove al sistema del capitale, per risolvere le proprie crisi con l’aumento del proprio potere, serve a depredare risorse umane e ambientali, devastare territori, cancellare culture, calpestando ogni diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Ginevra: più di 60mila in piazza contro il G7 di Evian

I potenti della Terra da questa settimana si riuniscono a Evian-les-Bains per il consueto appuntamento annuale del G7.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Belfast città aperta

In seguito a un’aggressione avvenuta nella zona Nord di Belfast, un’ondata di violenze razziste ha minacciato le vite di numerose persone appartenenti a minoranze etniche, costringendole ad abbandonare le loro case date in fiamme. Si tratta dell’ennesimo episodio di un fenomeno che negli ultimi dieci anni ha spesso assunto caratteri di massa nel Regno Unito. Ma non è tutto, questa volta ci sono di mezzo pure Elon Musk e la difficile convivenza tra lealisti e nazionalisti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Guerra all’Iran: gli USA bombardano mentre Netanyahu prepara il piano per la guerra permanente a Gaza e in Libano

Così come la guerra all’Iran ha probabilmente seguito un corso non completamente prevedibile anche il Libano meridionale e la periferia Sud di Beirut confermano una resistenza sul territorio che non è scontata e non va sottovalutata anche da parte degli eserciti più potenti al mondo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Circa 26 feriti e una decina di arresti negli scontri di San Julián

Circa 26 feriti, due molto gravi, con un trauma alla testa, e più di una decina di arresti è il saldo dei gravi scontri che si sono registrati questo sabato nel paese di San Julián, nel dipartimento di Santa Cruz, quando agenti di polizia, militari e gruppi civili di scontro come l’Unione Giovanile Cruceñista (UJC) hanno tentato di sbloccare la strada che unisce la capitale del Santa Cruz con il Beni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: il governo di Paz crolla, El Alto conferma le proteste mentre i ministri si dimettono e cresce la preoccupazione per lo stato d’emergenza

La crisi politica che attraversa la Bolivia è entrata in una nuova fase di aggravamento dopo che un’affollata assemblea a El Alto ha deciso di approfondire le misure della protesta, di mantenere i blocchi e di chiedere la rinuncia dei funzionari del governo di Rodrigo Paz.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sardegna: proteste agli aeroporti contro la presenza di turisti israeliani, compresi soldati e riservisti

Dal 28 maggio tre voli ogni settimana da Tel Aviv atterrano a Cagliari ed Alghero, trasportando decine di famiglie che alloggeranno poi in vari resort nella zona meridionale della Sardegna.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Continua la mobilitazione in Albania contro il governo, contro la guerra e gli interessi esterni sul proprio territorio

Le proteste scoppiate ormai venti giorni fa in Albania non accennano a smettere. La mobilitazione ha preso avvio dalla contrapposizione a un mega progetto turistico da oltre un miliardo di dollari promosso da Kushner, genero di Trump, ma hanno preso un’ampiezza sia in termini di rivendicazioni che di partecipazione molto significativa. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

607 giorni dopo Tarek esce dal carcere

Tarek Dridi uscirà dal carcere di Frosinone il 16 giugno 2026, dopo 1 anno e 8 mesi di detenzione per aver preso parte alla manifestazione in solidarietà con la resistenza palestinese del 5 ottobre 2024.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO NELL’ECONOMIA DI GUERRA

DIRITTO DI SCIOPERO E LOTTE OPERAIE NELL’ECONOMIA DI GUERRA APPELLO PER UN’ASSEMBLEA DI TUTTE LE FORZE SINDACALI, SOCIALI E POLITICHE COMBATTIVE: Riprendiamo da Si Cobas sindacato intercategoriale – lavoratori autorganizzati : La delibera della Commissione di Garanzia dell’11 marzo, che colloca il settore della logistica sotto la Legge 146/1990 sui servizi pubblici essenziali, costituisce un […]

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Libano: la forza della resistenza.

E’ passata una settimana in cui la mediatizzazione dell’escalation in Libano ha assunto contorni sfumati e volutamente incerti: che l’Unione Europea nella figura dell’Alta Rappresentante Kaja Kallas pallidamente parli di un “possibile allargamento della guerra e di cessate il fuoco nominale”, è solo l’ultima delle questioni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

BLOCCATO L’HUB LOGISTICO MILANO – PIOLTELLO

CONTRO LA GUERRA, PER LA PALESTINA E I DIRITTI DEI LAVORATORI! Oggi, in occasione dello sciopero generale siamo di nuovo alle porte di Logtainer e DSV a Pioltello, in provincia di Milano. L’hub è bloccato, i camion fermi, la macchina logistica che alimenta il genocidio in Palestina si inceppa, ancora una volta, per nostra mano, […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Fermato e attaccato il convoglio in Libia della Global Sumud Land Convoy: due italiani arrestati. Libertà per Dina e Domenico!

Un gruppo di dieci attivisti e attiviste di vari paesi, Italia, Argentina, Spagna, Polonia, Uruguay,  Stati Uniti, Tunisia, Portogallo e Grecia, è stato fermato da una milizia libanesi affiliata alle Forze Armate Arabe della Libia (LAAF) e i solidali internazionali sarebbero stati incriminati con l’accusa di immigrazione illegale. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Bologna: presidio solidale all’udienza per la sorveglianza speciale

Lunedi 25 maggio una compagna potrebbe essere sottoposta a sorveglianza speciale per essere una delle centinaia di miglia di persone che in questi anni, a Bologna, hanno espresso attivamente solidarietà al popolo e alla resistenza palestinese e per aver difeso gli spazzi pubblici del suo quartiere.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Flottilla: Israele dopo aver torturato gli attivisti e le attiviste li espelle, presidi e conferenze stampa

Rilasciati tutti gli attivisti delle flottiglie detenuti a Ktziot, della Global Sumud Flotilla e della Freedom Flotilla Coalition, nella tarda mattinata di giovedì.