InfoAut
Immagine di copertina per il post

Lucca. Nasce il collettivo di lotta per la casa

 

Le ragioni di una battaglia

Prima di mettere nero su bianco le nostre rivendicazioni riteniamo necessario, seppure in forma sommaria, illustrare le ragioni che ci hanno spinto a dare vita a un percorso di lotta sulla casa anche a Lucca. Apparteniamo a generazioni diverse e abbiamo alle spalle esperienze politiche diverse. A unirci è un bisogno e una comune visione del presente e del futuro. A partire dal 2008 siamo entrati in una fase di crisi economica da cui non si vede via d’uscita, una crisi che ha determinato in molti paesi europei insicurezza sociale, perdita del lavoro, impoverimento, taglio del welfare, riduzione dei salari, aumento della precarietà e dello sfruttamento. Ancora una volta, i capitalisti fanno pagare ai popoli il costo delle loro crisi. Altre crisi sistemiche si sono verificate nel corso dei secoli e storicamente sono state “risolte” o con la guerra o con politiche che ne hanno determinato il ripresentarsi in forme ancora più gravi. Noi crediamo che il capitalismo non può essere né moralizzato né riformato, in quanto sistema per sua stessa natura ingiusto, che ha come unico obiettivo il profitto di pochi sui molti. Da tutto ciò dipende lo sfruttamento del lavoro e dei lavoratori, sottoposti a nuovi e vecchi metodi di precarietà e ricatto. Dipende da ciò l’affermarsi della cultura del risultato e della competitività, mettendoci gli uni contro gli altri e producendo una sofferenza sociale non più sopportabile. In Italia la disoccupazione è al 12 %, quella giovanile al 40 %, e ancora più grande è il numero degli sfiduciati che nemmeno provano più a cercare un lavoro che in ogni caso, nella sua forma precaria e sottopagata, non porta più al conseguimento dell’autonomia. In questo contesto, una volta perso il lavoro, una volta finiti i risparmi, sopravvivere può diventare una sfida assai dura. La prima conseguenza della perdita del lavoro, per coloro che non hanno una casa di proprietà, è proprio lo scivolare in una condizione di emergenza abitativa. Non si riesce più a pagare l’affitto, dunque si rischia lo sfratto, si rischia di finire per strada. Per quanto l’emergenza abitativa, soprattutto nei contesti metropolitani, non sia un problema sociale che è nato con la crisi del 2008, negli ultimi anni si è sicuramente aggravato, come dimostrano l’impennata degli sfratti e l’aumento delle persone che entrano in graduatoria per l’accesso a una casa popolare. Ma come è aumentato il disagio abitativo, così è aumentata la resistenza degli inquilini e degli occupanti di case. Quando cresce il bisogno, cresce anche la disponibilità a trovare soluzioni collettive per soddisfarlo. Negli ultimi anni in tutta Italia, soprattutto grazie al lavoro della rete Abitare nella crisi, si sono moltiplicati in tutta la penisola, dalle città più grandi a quelle più piccole, dei movimenti di lotta per la casa. Sportelli, collettivi, centri sociali dove ci si organizza per bloccare uno sfratto e occupare edifici pubblici o privati abbandonati, dando così una risposta concreta e immediata a un bisogno fondamentale dell’essere umano, quello ad avere un tetto sulla testa, quella risposta che dalle istituzioni non arriverà mai, o non arriverà mai in tempo. La lotta per la casa non è solo una battaglia vertenziale, slegata da altre rivendicazioni. Ha a che fare con la lotta alla cementificazione (perché costruire ancora, quando in Italia ci sono 7 milioni di case sfitte, di cui 4000 a Lucca?), contro il degrado, l’abbandono e l’assenza di servizi nei quartieri popolari, per il diritto all’istruzione e alla salute (a cui si può accedere solo se si ha una residenza, ovvero una casa). La lotta per la casa è dunque una lotta dove è possibile aggregare e ricostituire quell’unità di classe, quel sentimento di solidarietà popolare e di mutualismo che la cultura capitalista ha distrutto, rendendoci tutti più deboli e più soli. Per questo abbiamo deciso di scommettere su questa battaglia, anche sul nostro territorio.

Che cosa vogliamo

Blocco generalizzato degli sfratti e degli sgomberi Piano straordinario di finanziamento per l’emergenza casa Utilizzo patrimonio pubblico e privato sfitto per progetti di edilizia residenziale pubblica Blocco della cementificazione e delle nuove costruzioni Blocco della privatizzazione del patrimonio pubblico Libertà di movimento e residenza per tutti gli individui senza distinzione di etnia, sesso o provenienza Limiti alla speculazione privata sugli affitti Come ce lo prendiamo Per riappropriarci di quello che ci spetta, di quella dignità e di quei diritti che il capitalismo ci nega in quanto soggetti sfruttati e impoveriti, scegliamo come metodo l’autorganizzazione, il mutuo soccorso, la solidarietà popolare. Non deleghiamo alle istituzioni il soddisfacimento di un bisogno che esse non sono state in grado di risolvere e che anzi hanno contribuito a creare. Non ci candidiamo alle elezioni, ci autorappresentiamo da soli. Quello che ci serve ce lo riprendiamo. Vogliamo dare una risposta concreta e dal basso all’emergenza casa, alle centinaia di sfratti per morosità incolpevole, alla mancanza di case popolari, all’ingiustizia delle troppe case vuote e delle troppe famiglie senza casa. Per ottenere questi risultati, pensiamo siano importanti e fondamentali tre principi: 1)Non c’è niente di cui vergognarsi a ritrovarsi in una situazione di difficoltà. Il ritrovarsi in una condizione di emergenza abitativa non è mai, nella stragrande maggioranza dei casi, una colpa dell’individuo. È una colpa della società in cui viviamo, dell’economia capitalista, del disinteresse delle istituzioni. Noi lo diciamo e lo gridiamo forte: nessuno deve stare zitto, nessuno deve sentirsi solo in questa battaglia. 2)Nella lotta per il diritto alla casa non ci sono distinzioni o precedenze che tengano. Nel bisogno siamo tutti uguali. Per questo ripudiamo tutto ciò che vorrebbe dividerci: il fascismo, il razzismo, il sessismo. 3)I proprietari non sono tutti uguali. Un palazzinaro che possiede quaranta appartamenti non è uguale a un muratore o a un insegnante che mettendo da parte i risparmi di tutta la vita ha comprato una seconda casa per dare un futuro ai propri figli. Nell’occupazione di appartamenti sfitti (pratica che riteniamo pienamente legittima se dettata dal bisogno) riteniamo giusto e importante andare a toccare gli edifici pubblici abbandonati e quelli dei grandi proprietari, non quelli dei piccoli. Se ti trovi in una situazione di disagio abitativo Se ti trovi sotto sfratto Se non hai una casa Se non ne puoi più di subire e di chinare la testa Se hai voglia di lottare per la dignità della tua famiglia e dei tuoi figli

 

 

Contattaci tramite la nostra mail collettivocasa.lucca@inventati.org o tramite la nostra pagina facebook. Troverai delle persone disposte ad aiutarti. Finché esisteranno troppe case senza famiglie e troppe famiglie senza casa, appoggeremo e difenderemo chi dal basso ha deciso di resistere e di riprendersi ciò che gli spetta. Solo con la lotta e la solidarietà autorganizzata si conquista il diritto alla casa. Lotteremo, l’otterremo, la terremo!

Collettivo di Lotta per la Casa Lucca

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Corollario globale all’attacco in Venezuela

Dopo il rapimento in grande stile del Presidente del Venezuela Nicolas Maduro si sono scatenate molte reazioni a livello globale

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Repressione di Stato e complicità con il genocidio: colpire i palestinesi per servire Israele

Riprendiamo da Osservatorio repressione Colpire i palestinesi in Italia per coprire il genocidio a Gaza. La criminalizzazione della solidarietà come arma politica al servizio israeliano. Ancora una volta lo Stato italiano colpisce le organizzazioni palestinesi presenti nel nostro Paese. Nove persone arrestate, la solita accusa di “sostegno a Hamas”, il solito copione costruito per criminalizzare […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Combattere la macchina genocidiaria!

Ripensare il due, la divisione, la rivoluzione

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Viva Askatasuna! Torino e la deindustrializzazione

Una volta chiamavano Torino la città dell’automobile.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Ancora catene da spezzare – Appunti su pratiche di libertà e ed autodifesa

Negli ultimi anni, all’interno dei movimenti transfemministi italiani ed europei, si è manifestata una dinamica preoccupante: l’uso di linguaggi e strumenti nati per la liberazione come dispositivi di delegittimazione e controllo.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Nuova strategia Usa e chi non vuol capire

A proposito della nuova strategia degli Stati Uniti e le reazioni che ha suscitato

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Bulgaria: cade il governo dopo le proteste. Quali scenari?

Giovedì il primo ministro della Bulgaria Rosen Zhelyazkov ha annunciato le sue dimissioni.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’importante non è partecipare

Penso tuttavia che il punto cruciale, l’oggetto della nostra critica, debba essere la democrazia nel suo pieno sviluppo: la democrazia politica moderna.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Ecomarxismo e Prometeo liberato

Nel Prometeo incatenato di Eschilo, Prometeo è una figura rivoluzionaria.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Speciale Venezuela a cura della redazione informativa di Radio Blackout

Il 3 gennaio 2026 gli Stati Uniti lanciano un’operazione militare contro basi civili e militari a Caracas, lasciando più di 80 morti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Regno Unito: sciopero della fame dei detenuti per la Palestina al limite

Prigionieri per la Palestina in sciopero della fame: dopo 64 giorni di digiuno, soffrono di spasmi muscolari incontrollabili e difficoltà respiratorie

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cronaca di un attacco al Venezuela, un paese scisso fino allo sconcerto

Sono circa le tre del mattino di sabato 3 gennaio quando gli abitanti di Caracas si svegliano con un botto spaventoso: bombe e missili cadono su diversi punti della città.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Quando la polizia fa pedagogia (e decide cos’è il Bene e cos’è il Male)

C’è qualcosa di profondamente inquietante nella replica del sindacato di polizia Fsp alla lettera dei genitori di Vanchiglia.

Immagine di copertina per il post
Culture

La lunga frattura. Dalla crisi globale al «Blocchiamo tutto»

Da oggi La Lunga Frattura. Dalla crisi globale al «Blocchiamo tutto» è disponibile sul sito di Derive Approdi e nel tuo Infoshop di fiducia.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Napoli: assemblea cittadina. Difendiamo i CSOA, difendiamo il nostro futuro

Dopo gli sgomberi del Leoncavallo a Milano e dell’Askatasuna a Torino, la scure repressiva del governo Meloni prova ad abbattersi su quante più possibili esperienze di dissenso e di lotta che nei decenni hanno portato alla nascita dei Centri Sociali Occupati Autogestiti.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Aeroporto di Firenze: il “conflitto progettuale” è ancora aperto

Abbiamo elaborato un’introduzione all’intervista a Fabrizio Bertini, svolta dalla redazione di Per un’altra città, che fa il punto sulle contraddizioni del progetto di ampliamento dell’aeroporto di Firenze.