InfoAut
Immagine di copertina per il post

Manovra, Renzi gratta il fondo del barile per il SI

Cominciamo dai provvedimenti su misura che sfidiamo chiunque a dire che abbiano un altro obiettivo che non sia quello di spostare pacchetti di voti. Innanzitutto c’è un imbarazzante do ut des con la Coldiretti: il 29 settembre c’era stato il SI al referendum da parte della lobby dei grandi coltivatori e meno di un mese dopo arrivano 1,2 miliardi per abolire l’IRPEF agricola. C’è poi l’elettorato cattolico, da sempre coccolato dal boy-scout di Rignano. Ed ecco allora 100 milioni per le scuole paritarie – il rapporto uscito qualche giorno fa sui 117 crolli nelle scuole pubbliche negli ultimi tre anni non deve aver scaldato il cuore di Matteo – e 600 milioni per le famiglie-come-cristo-comanda. Infine ci sono i coccolatissimi imprenditori, solo faro delle scelte del governo più anti-labour degli ultimi settant’anni. Venti miliardi tra taglio di tasse sugli utili, rafforzamento del Fondo centrale di garanzie e superammortamenti che oggi sul Messaggero hanno mandato in brodo di giuggiole Vincenzo Boccia, il presidente di Confindustria e tra i principali sponsor della riforma.

Nella manovra ci sono poi le trovate a misura di slide, come “l’abolizione di Equitalia” (do you remember “meno tasse per tutti”?). Uno spottino che sa tanto di pubblicità ingannevole visto che le restanti decine di società che si occupano di riscossione in giro per l’Italia rimangono dove sono, più agguerrite che mai.

Infine, “come fosse antani”, i due miliardi di euro in più alla sanità, annunciati in pompa magna venerdì per la terza volta in sei mesi e i 7 miliardi per l’APE (anticipo pensionistico), ossia meno di quanto paventato per una misura semplicemente ridicola in cui si chiede di pagare per andare in pensione.

Ma la vera questione sono le coperture della manovra. Che tutto si tenesse con lo sputo era chiaro già un paio di settimane fa, quando il ministro Padoan aveva annunciato che gli obiettivi di crescita del PIL erano fissati all’1% per il 2017. Una cifra certo non strabiliante ma che fa sorridere qualsiasi economista visto che il cambiaverso renziano quest’anno si è assesterà intorno allo +0,6%, gonfiato dal Quantitative easing e stancamente trainato dal lento treno della ripresina europea, convoglio in cui l’Italia gioca il ruolo del proverbiale fanalino di coda. Persino Bankitalia e la Corte dei conti avevano criticato un obiettivo molto “ambizioso” (leggi completamente irrealistico), fissato per rimandare l’aumento dell’IVA e distribuire i favori di cui sopra.
Ora è stato anche annunciato che il rapporto deficit/PIL sarà portato a 2,3% (con i tassi interesse quasi a zero!). Una cifra che fa già storcere il naso all’Unione europea. L’oste, infatti, sta a Bruxelles, Matteo Renzi lo sa ma vuole solo che i conti siano fatti dopo il 4 dicembre. Anche se si parla di sorpresa da parte delle Commissione, fino al voto non ci saranno bordate visto il sostegno incondizionato offerto dagli eurocrati al partito trasversale del SI alla riforma costituzionale. Tanto dopo c’è tempo per pagare e a farlo saremo sempre noi…

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista all’Accademia della Modernità Democratica 

Abbiamo svolto questa intervista all’Accademia della Modernità Democratica per approfondire il contesto più ampio relativo alla guerra all’Iran e il punto di vista delle comunità curde sui territori coinvolti e che potenzialmente verranno coinvolti nelle dinamiche di guerra guerreggiata. 

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista a Youssef Boussoumah: “i militanti anti-imperialisti devono rispondere all’appuntamento con la storia”

Abbiamo svolto questa lunga intervista a Youssef Boussoumah, militante di lungo corso di estrema sinistra, anti-imperialista e decoloniale che oggi contribuisce al progetto di informazione autonoma Parole d’Honneur e di QG Décoloniale.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of America”: chiudere i conti, o quanto meno provarci

Pubblichiamo la seconda puntata dell’approfondimento sulla nuova politica Usa in Latino America, a cura della redazione. Qui la prima puntata. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of Americas”: l’Impero annuncia la guerra in America Latina

Pubblichiamo, in due puntate, questo speciale a cura della redazione sul progetto imperialista Usa, targato Trump, diretto verso l’America Latina. Nella prima parte, si approfondirà il progetto “Shield of America” e il nuovo corso interventista portato avanti dagli Stati Uniti. Nella seconda parte ci si concentrerà sulla portata politica della nuova fare apertasi con il rapimento di Maduro e l’assedio di Cuba, analizzando le implicazioni e i compiti che potenzialmente ci si pongono di fronte. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Riforma Valditara, tra industria 4.0 e svendita ai privati della scuola pubblica

È stato pubblicato da qualche giorno il nuovo decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’ordinamento degli istituti tecnici. Si tratta della risoluzione finale di una riforma già definita con il PNRR nel 2022 e voluta dall’allora ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, membro del governo Draghi.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Una prospettiva antifascista dalla Francia

Una prospettiva antifascista dalla Francia – Fascistizzazione dello Stato, genealogie coloniali e congiuntura elettorale a un mese dai “fatti di Lione”. Intervista con Antonin Bernanos e Carlotta Benvegnù

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il nuovo disordine mondiale / 33 – Guerra infinita e fine delle alleanze (tra stati e classi)

di Sandro Moiso da Carmillaonline
Redazione di InfoAut, La lunga frattura, DeriveApprodi, Bologna 2025, pp. 168, 15 euro

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Asse del Caos

da Machina

La guerra contro l’Iran segna un ulteriore salto nell’escalation mediorientale guidata da Israele e Stati Uniti. Le ritorsioni iraniane sulle infrastrutture energetiche del Golfo mostrano quanto fragile sia l’equilibrio globale costruito su petrolio e rotte commerciali. Sullo sfondo emerge un progetto più ampio dell’«Asse del Caos»: indebolire e frammentare gli Stati della regione, con conseguenze difficilmente controllabili.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Hub toscano dentro l’escalation in Medioriente? Basi, ferrovie e le domande che nessuno ci fa

Qualcuno ha deciso che il territorio tra Pisa, Livorno e San Piero a Grado debba diventare un nodo strategico della macchina militare occidentale. Non è un’ipotesi: è quello che emerge leggendo contratti pubblici, documenti NATO e piani di investimento europei. Ma la domanda che nessuna istituzione ci pone è semplice: lo vogliamo?

da No Base

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista a Romolo Gobbi

Ci uniamo al messaggio di saluto da parte di Derive Approdi in merito alla scomparsa di Romolo Gobbi e per ricordarlo ripubblichiamo questa intervista presente sul sito Futuro Anteriore – Dai Quaderni Rossi ai movimenti globali: ricchezze e limiti dell’operaismo italiano.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Processo Sovrano, crollato il teorema associativo la Procura ci riprova in appello

Ripubblichiamo da notav.info un contributo che riassume i passaggi processuali che hanno portato alla caduta dell’accusa di associazione per delinquere nel processo “Sovrano” in primo grado, oltre ad alcune considerazioni politiche su questo processo. In vista del ricorso in appello da parte della Procura con la prima udienza fissata per lunedì 13 aprile 2026 al Tribunale di Torino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Nuestra America Convoy

Pubblichiamo un importante contributo di un compagno appena ritornato dalla missione solidale a Cuba. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Giovani Contro

Oggi la politica istituzionale in toto inizia ad avere un timore, ossia quello di vedere nei “giovani” un settore capace di organizzarsi, incidere e non avere alcuna fiducia nei confronti della delega e della politica dei partiti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Proteste in Siria contro Israele

In questi giorni, a partire dalla notte tra il 31 marzo e il 1 aprile, si sono verificate in Siria proteste contro Israele immediatamente scattate a seguito della notizia del passaggio alla Knesset della legge che istituisce la pena di morte per i prigionieri palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Noi la guerra non la paghiamo

Ripubblichiamo il testo della campagna lanciata dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito ai rincari, in particolare legando la questione dell’aumento dei prezzi dovuto alla crisi energetica causata dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, alla necessità di un trasporto gratuito.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tra le macerie di Gaza, le ragazze reagiscono, un pugno alla volta

Nella Gaza dilaniata dalla guerra, ragazze e giovani donne ricostruiscono un club di pugilato, usando lo sport per elaborare il dolore, sfidare le norme e trovare la forza in mezzo allo sfollamento.

Immagine di copertina per il post
Culture

FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO 

Di seguito l’indizione della Quarta Edizione del Festival Altri Mondi / Altri Modi “Vanchiglia Quartiere Partigiano”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele introduce la pena di morte per i palestinesi

Impiccagione, nessun appello e applicazione selettiva: la norma voluta da Ben Gvir e sostenuta da Netanyahu legalizza la disuguaglianza e istituzionalizza la punizione su base etnica.