InfoAut
Immagine di copertina per il post

Un paio di cose sul “Modello Emilia” e sulla Partecipazione dal basso

Il meccanismo burocratico stabilito per la ricostruzione poi ha di fatto privilegiato chi poteva già contare su una discreta copertura finanziaria o di liquidità.

La Cassa Depositi e Prestiti è stata utilizzata come collegamento tra i crediti d’imposta forniti dallo Stato e i privati che li hanno utilizzati per la ricostruzione mentre i fondi sono stati erogati tramite istituti privati, le banche, che sono diventate, nei fatti, strumenti legalmente necessari per l’ottenimento dei contributi: coloro che debbono ricostruire sono soggetti alla necessità di trovare una banca: se la banca si rifiuta, il procedimento è di fatto bloccato.

La macchinosa burocrazia dello “stato di avanzamento lavori”, cioè il meccanismo di garanzia che regola i pagamenti, se da un lato ha effettivamente controllato che non venissero dati fondi a vuoto, dall’altro ha prodotto il paradosso di ingolfare quelle imprese impossibilitate ad anticipare ingenti somme di denaro in attesa dei rimborsi che venivano restituiti dopo tempo, proprio a causa dei controlli burocratici.

Molte piccole imprese hanno dunque dovuto rifiutare l’ipotesi di partecipare alla ricostruzione il tutto a favore di grosse ditte con liquidità sufficiente alle lungaggini burocratiche.

Riportiamo pari, pari da un articolo del Fatto: “Per la ricostruzione di abitazioni e imprese sono stati concessi 2,8 miliardi euro e liquidati 1,5 miliardi. In totale la stima dei danni fatta all’indomani della catastrofe toccò quota 13 miliardi. Fiore all’occhiello della ricostruzione sono invece sicuramente le grandi multinazionali, in particolare quelle del biomedicale, che sono riuscite a ripartire subito, ma solo grazie alle loro dimensioni e ai lauti rimborsi da parte delle assicurazioni. Faticano un po’ di più le piccole aziende: su quasi 3mila procedure di ripristino di attività produttive, mille ancora attendono l’approvazione.” Sarà forse un caso se le multinazionali sono ripartite meglio di prima mentre 1000 domande per il ripristino di piccole aziende giacciono ancora nel cassetto?

Questo, un primo assaggio del post sisma all’emiliana perché il piatto principale, forse, si trova nelle inchieste che parlano di ’ndrangheta e di amianto nella ricostruzione o di cemento depotenziato nella costruzione delle scuole. Un qualche déjà vu?

Ma c’è anche un altro terremoto che è bene raccontare..

Accanto al piano governativo si sviluppò fin dalle prime ore un modello alternativo, dal basso, costituito da collettivi, comitati spontanei e cittadini, autonomi rispetto alla gestione militarizzata della protezione civile.

I campi spontanei vicino alle abitazioni si svilupparono proprio in relazione ai ben conosciuti disastri della gestione aquilana che videro la popolazione allontanata dalla propria città. Certo: anche qui i centri storici inagibili rimasero deserti (e lo sono tuttora), ma ovunque risultasse possibile, i cittadini, grazie alla solidarietà che arrivò dal basso da tutta Italia, riuscirono a montare tende, talvolta anche distribuite dalle istituzioni, lungo le strade, nei parchi dei paesi, in ogni aiuola disponibile a distanza di sicurezza dalle abitazioni pericolanti. Preziose, in questo frangente, si rivelarono le testimonianze dei cittadini aquilani e dei paesi limitrofi ed esperienze come quella delle BSA, le Brigate di Solidarietà Attiva.

In tale contesto i collettivi Guernica di Modena e Crash di Bologna svilupparono il loro lavoro di solidarietà politico-sociale. La zona di Mirandola, paese gravemente danneggiato dal sisma, fu la più interessata anche perché là vivevano alcuni attivisti. Tanti collettivi nazionali si relazionarono con quella parte di Emilia colpita dal sisma del 2012.

Sul territorio erano già presenti comitati popolari che si erano mossi contro la costruzione di un enorme deposito di gas, (i No Gas di Rivara) e che ponevano precisi interrogativi circa le trivellazioni che furono fatte proprio nelle zone poi colpite dal sisma. Lo citiamo, perché una commissione che venne istituita in seguito al sisma (la commissione Ichese) affermò che “non era possibile escludere” un rapporto di causa-effetto tra il terremoto e quelle trivellazioni. Le istituzioni locali ritardarono di oltre un mese la pubblicazione di quel rapporto, indice dei forti interessi che stavano a monte delle trivellazioni, a cui, tra l’altro, l’attuale giunta regionale di Bonacini si è da poco apprestata a dare nuova agibilità.

La presenza delle compagne e dei compagni facilitò lo sviluppo di un movimento dal basso che promosse contestazioni e manifestazioni sugli aiuti alla ricostruzione e sull’impossibilità di ottenerli per tutti coloro che non erano assicurati contro il rischio sismico.

Certo non fu l’unico esempio di partecipazione dal basso: un gruppo di cittadini di diversi paesi diede vita all’interessante esperienza del Comitato Sisma 12, cui aderì anche il gruppo mirandolese.

Parliamo di questo aspetto specifico, per sottolineare che, se di modello Emiliano si deve parlare, è del modello di partecipazione dal basso; modello che si riuscì a sviluppare anche grazie alla solidarietà ed al passaggio di competenze che tante e tanti cittadini della zona aquilana diedero attraverso momenti di scambio intenso sviluppatisi durante quei giorni, in quelle settimane e in quei mesi.

 Si cercava tutte e tutti insieme di comprendere come impedire alle istituzioni di sopraffare ancora una volta la popolazione inerme.

Esistono evidenti sintomi di reazione popolare alle angherie di istituzioni sempre più colluse con i potentati economico finanziari, legali e non, che occorrerà saper valorizzare poiché sono l’unica arma reale che può aiutarci ad uscire da queste situazioni. Non sono certo gli Errani, ora presentato come eroe popolare, a poter garantire alcunché: non è un caso che sostenga di non essere mago Zurlì (che immaginario!)

Così come non è un caso che oggi, tutti i collettivi territoriali, che si stanno sforzando di lavorare a favore delle popolazioni colpite dal sisma, vengano visti come punti di riferimento credibili da coloro che appartengono alle classi subalterne. Stiamo assistendo a dei passaparola impensabili in cui, anche in alcune parrocchie, si indicano i punti di raccolta dei compagni, più volte criminalizzati, come luoghi in cui far convergere gli aiuti.

Se nel capitalismo dei disastri i Del Rio di turno sostengono con il sorriso sulle labbra, istigati dall’immarcescibile Vespa, che queste orrende devastazioni saranno volano per l’economia, è chiaro che abbiamo bisogno di costruire un tessuto antagonista che sappia garantire veramente gli interessi delle classi subalterne.

Ricordiamo che le strutture prefabbricate in metallo, i famigerati Map, in cui vennero alloggiati migliaia di cittadini (attualmente sono ancora 445 le persone che ci vivono), erano costantemente freddissimi d’inverno e caldissimi d’estate e produssero bollette impressionanti, di migliaia di euro giusto per la necessità di far funzionare perennemente gli impianti di condizionamento.

Moduli pensati come provvisori (e tuttora utilizzati) come suggerito dal nome (Map – Moduli Abitativi Provvisori), e che non sarebbero nemmeno stati impiegati se si fosse tenuto fede alle dichiarazioni iniziali che parlavano di case sfitte per gli sfollati (dichiarazioni dello stesso Errani e non di qualche collettivo) con costi e problematiche infinitamente minori per i cittadini.

Ma sembra che il motore delle “ricostruzioni” e delle “emergenze” più che per questi ultimi giri per qualcun’altro tra una gestione politica e un affare da portare avanti.

Organizzarsi dal basso dunque diventa l’approccio più produttivo per tutti coloro che non vedono in questi fenomeni la possibilità di moltiplicare il proprio conto in banca. Gli abusi potranno essere combattuti solo se verrà recepita una volontà popolare che non si pieghi ai soliti interessi.

Anche perché Errani è proprio uno di quegli uomini d’apparato ben cosciente di quali siano i conti in banca che contano e forse perché è il rappresentante di uno specifico schieramento padronale più legato alle cooperative di altri. Cooperative che in un territorio come quello Emiliano non hanno di certo evitato che fenomeni legati alla malavita entrassero dalla porta principale nel tessuto produttivo del territorio.

Ma queste sono solo illazioni, dopotutto abbiamo gli immigrati sui quali scaricare ogni colpa di sorta..

“Nelle immagini la raccolta effettuata dal Guernica in collaborazione con lo Stella Nera per le popolazioni colpite dal terremoto del Centro Italia”

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Faida. Alcune tesi sulla crisi (definitiva?) della Lega – Parte 1

Faida è una delle parole germaniche che è sopravvissuta nell’italiano odierno. La sua sopravvivenza è dovuta probabilmente al fatto che per lungo tempo ha rappresentato un istituto giuridico preciso nelle culture germaniche. Infatti, mentre noi usiamo comunemente faida come la definizione di uno scontro brutale e prolungato tra due gruppi di persone (si pensi alle “faide familiari”, o quelle tra le cosche mafiose), il suo significato originale indica il diritto, per un privato, di ottenere soddisfazione per un torto subito ricorrendo all’uso della forza. Una sorta di “giustizia privata”.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Astroturfing: accelerare la fascistizzazione delle classi popolari in Gran Bretagna

L’astroturfing è una pratica di comunicazione strategica, che mette tra parentesi i reali promotori e finanziatori di un messaggio o di un’organizzazione, strutturandola in modo che appaia come un movimento spontaneo, autentico e nato dal basso, ovvero di natura grassroots. Il termine evoca l’erba sintetica AstroTurf in contrapposizione al manto erboso naturale, evidenziando la fabbricazione del consenso popolare.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Intelligenza Artificiale come «Macchina», «Iperindustrializzazione» e «Combinazione Attiva» alla luce della teoria della mercificazione dell’esperienza di Romano Alquati – di Emiliana Armano

l presente articolo propone una rilettura critica dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale attraverso alcune categorie analitiche elaborate da Romano Alquati (1935-2010), sociologo e intellettuale italiano tra i più originali del secondo Novecento. Alquati si autodefiniva «marxiano» — e non marxista — per distinguersi dai marxismi ortodossi e per indicare un rapporto diretto, critico e non canonizzato con l’opera di Marx: i suoi strumenti concettuali non vanno intesi come dottrina, ma come dispositivi analitici aperti, da ripensare continuamente alla luce delle trasformazioni del capitalismo.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Per coloro che soddisfano le condizioni”, Una nuova pagina della mai realizzata abolizione dell’hukou

Traduciamo di seguito un articolo di Eli Friedman pubblicato sulla rivista Positions Politics nel giugno 2026. Il testo prende spunto dalla nuova direttiva del Consiglio di Stato cinese sui servizi pubblici nel luogo di residenza per interrogarsi su una questione che ritorna ciclicamente nel dibattito sulla Cina contemporanea: il sistema dell’hukou sta davvero per essere […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dalla discarica al clic

Il 1 maggio 2026 i principali sindacati italiani si sono dati appuntamento a Marghera.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intelligenza artificiale e guerra

Proponiamo i due approfondimenti realizzati dalla trasmissione universitaria I Saperi Maledetti in onda gli ultimi due lunedì del mese sulle libere frequenze di Radio Blackout.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Geopolitica e lotta di classe: crisi, anti-americanismo e possibile ripresa riformista dell’attività proletaria – Tre domande a Raffaele Sciortino

Raffaele Sciortino, ricercatore indipendente, autore di “Geopolitica e rivoluzione. Halford John Mackinder e il perno geografico della storia” (Asterios editore)

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Scacco matto in Iran. Washington non può invertire o controllare le conseguenze della perdita di questa guerra – di Robert Kagan

“L’aggiustamento globale a un mondo post-americano sta accelerando. La posizione un tempo dominante dell’America nel Golfo è soltanto la prima di molte vittime”.

Da Acta Media

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Luoghi strategici in vista di un conflitto armato?” Breve inchiesta durante la manifestazione regionale per la sanità pubblica tenutasi a Torino il 23 maggio 2026

Il 23 maggio scorso siamo andati allo sciopero regionale per la difesa della sanità pubblica indetto dal CIPES (Comitato per il Diritto alla Tutela della Salute e alle Cure) nella città di Torino. Abbiamo condotto qualche breve intervista tra i partecipanti sui temi della manifestazione, del riarmo, dei corsi universitari di medicina e infermieristica.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Sull’abbassamento dell’età della violenza di genere: guerra, nuove destre e manosfera

Leggiamo ancora una volta con dolore e rabbia di un episodio di violenza avvenuto nella nostra città: stavolta una violenza agita da tre ragazzi di 19, 21, 22 anni nei confronti di una ragazza di 13. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La cronaca della protesta all’arrivo del volo da Tel Aviv a Elmas, dentro e fuori il terminal

Domenica mattina all’aeroporto di Cagliari Elmas è atterrato un volo diretto da Tel Aviv. Il collegamento è una delle novità della stagione estiva dello scalo sardo: una rotta che connette Sardegna e Israele (operata da El Al in partnership con Sun d’Or) e che in tempo di genocidio non passa inosservata. All’esterno del terminal, una manifestazione di protesta a supporto del popolo palestinese – organizzata da Unica per la Palestina, Giovani Palestinesi Sardegna, Comitato sardo di solidarietà con la Palestina, Associazione Sardegna Palestina e la delegazione sarda della Global Sumud Flotilla – accoglie chiunque esca dall’aeroporto. Il reportage dal terminal di Elmas.

Immagine di copertina per il post
Culture

On the road nel Nord Est

“Ma come fate a non sapere un cazzo del posto dove state?” dice Giulio a Doriano e Carlobianchi mentre stanno visitando la Tomba Brion, al che quest’ultimo gli risponde: “Non sappiamo un cazzo ma sappiamo tutto”.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Sciopero In’s polo logistico di Tortona: la polizia tenta di sgomberare il presidio ma lo sciopero continua

Ancora un tentativo di sgombero del presidio dei lavoratori In’s nel polo logistico di Tortona (AL) al sesto giorno di sciopero: ma il presidio operaio va avanti.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Torino: sciopero a Meat-To

Negli scorsi giorni si sono tenuti dei picchetti in solidarietà a due lavoratori del ristorante Meat-To a Torino.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Loiri Porto San Paolo. Cala Finanza, basta con il fumo negli occhi.

Ci viene inviato e ripubblichiamo volentieri questo articolo del Gruppo d’Intervento Giuridico che fa il punto sui progetti previsti sul territorio sardo, in particolare a Cala Finanza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Accordo Libano-Israele, tregua o normalizzazione dell’occupazione?

Il 26 giugno a Washington, con la mediazione dell’amministrazione Trump, Israele e Libano hanno firmato un accordo quadro in 14 punti.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Porti di Resistenza: Bloccare la Macchina da Guerra e l’Economia del Genocidio

La storia ricorderà coloro che hanno bloccato le navi, non coloro che le hanno caricate. Da Genova a Newark-Elizabeth, dalla Calabria al Pireo e oltre, il messaggio risuona forte e chiaro: basta armi, basta carichi di armi.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Make your money work for you: ecco il reale obiettivo della transizione energetica

Proponiamo di seguito un’intervista che abbiamo svolto a un manager e consulente strategico del settore delle rinnovabili che tocca punti centrali oggi soprattutto in tempi di blackout..

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Lotte operaie: sciopero alla BRT di Settimo Torinese dove venerdì è morto un autista schiacciato da un camion

Il sindacato SI Cobas ha proclamato uno sciopero e un presidio di protesta per oggi, lunedì 29 giugno, presso il deposito BRT di via Niccolò Paganini a Settimo Torinese.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Dissidenza, repressione politica ed una esagerata idea di libertà. In ricordo ad Ambro, un contributo di amic3 e compagn3

Ambrogio era un ragazzo di 27 anni, arrivato a Torino per gli studi in Filosofia e Storia delle Religioni. Ambro è sempre stato un idealista, attento all3 ultim3, con un grande senso di empatia e gentilezza. Era un anarchico, un testone, un polemico.