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#16Ott Modena: Sciopero!

Sin dalle prime ore del mattino per la giornata di mobilitazione e di sciopero sociale Via Carteria si è riempita di lavoratori, precari e solidali, che hanno attraversato gli spazi dell’Ex Deposito Carcerario Autogestito 51 aperto per l’occasione per offrire a tutti una colazione. Allo stesso tempo dalle scuole della città sono partiti diversi cortei studenteschi che, unitisi nel piazzale della stazione delle corriere, hanno proseguito fino a Via Carteria accolti da un fragoroso applauso dal resto dei partecipanti allo sciopero.

Verso le 9:30 il corteo si è mosso in maniera compatta uscendo da Via Carteria e cominciando ad attraversare le vie della città. Dopo aver bloccato per alcuni minuti l’incrocio in Piazzale Aldo Moro si è diretto verso il primo di una serie di obiettivi toccati durante la giornata: LegaCoop, punto simbolico per lavoratori del Si Cobas scesi in piazza per la prima volta nella città di Modena, che non hanno fatto mancare il loro disappunto verso questo ente bloccando l’ingresso principale con uno strisicone con su scritto “ LEGA COOP MAFIA” e una piovra al suo fianco. Diversi interventi da parte dei facchini del Si Cobas hanno accompagnato l’azione rimarcando l’astio contro contro questo organo e rilanciando le lotte all’interno dei magazzini fino all’ottenimento di diritti e dignità.

Un corteo molto comunicativo fino a questo momento, che ha visto il suo punto di rottura davanti gli uffici dell’agenzia casa di Modena: Acer. Con un forte intervento di una delle famiglie in lotta per il diritto  alla casa assieme allo sportello LaRage, si è data il via ad una forte contestazione contro questo ente con le famiglie che hanno chiesto più volte d’entrare dentro ad Acer per chiedere un incontro. L’incontro che non è mai avvenuto e in tutta risposta, famiglie e il resto del corteo, hanno  trovato  polizia a contrapporsi a loro con caschi, scudi e manganelli.

Nulla di nuovo nella città della “pace sociale”dove ancora una volta l’amministrazione comunale risponde con polizia alle reali esigenze della gente che chiede semplicemente il diritto all’abitare.

Minuti concitati con un intero corteo che mentre inveiva contro la polizia, ha ripreso il suo percorso rompendo l’ennesimo divieto e andando a bloccare con le pratiche comuni ai facchini del blocco e dei picchetti una delle arterie principali della città mettendola in ginocchio. Non sono mancate le provocazioni della polizia rimandate immediatamente al mittente.

Un blocco importante che non ha mancato, passando al fianco del palazzo del gestore delle forniture elettriche, gas e acqua della città, di ripromettere che a ogni taglio e negazione delle utenze queste verranno prese e riprese con ogni mezzo essendo un diritto essenziale quello della luce, dell’acqua e del gas.

Ritornando verso il centro cittadino, si è toccato un altro punto sensibile alle lotte dei facchini del SiCobas: la Cgil. Palazzo chiuso per via dello sciopero lanciato dalla Cgil Emilia Romagna, ma che non ha impedito a studenti e facchini di rimarcare la loro contrarietà a un sindacato complice della devastazione del mondo della formazione e del lavoro. I primi di fatto hanno sancito quella rottura che ormai contraddistingue il movimento studentesco a modena e non solo, dichiarando apertamente la loro scelta di lotta autonoma e di sostegno a un sindacato di lotta come quello del Si Cobas; i secondi sono tornati ad accusare questo sindacato di firmare accordi peggiorativiall’interno del mondo della logistica.

Si è poi ripartiti verso la stazione delle corriere, luogo simbolo della lotta studentesca modenese contro Seta, sanzionata prima bloccando le corsie degli autobus e poi con il lancio di palloncini di vernice verso la biglietteria della stazione.

Un antipasto “pittoresco” per l’azione successiva che ha introdotto una nuova parola d’ordine nelle lotte per la città di Modena: La fiscalità. Modena da anni non è più quella città emiliana ricca e famosa per la sua pace sociale ma è ora attanagliata da una crisi sempre più forte alla quale la governance non è in grado di dare risposte; la stessa governance che però non si vergogna di mettere in piedi speculazioni edilizie come il fallimento del parcheggio Novi Park e spende 70 milioni per l’ex ospedale Sant’Agostino, 50 milioni per l’ex AMCM. Opere finanziate anche da risorse che dovrebbero essere redistribuite alla cittadinanza modenese ed essere spese per garantire un welfare migliore, un edilizia scolastica più sicura e per fornire una risposta chiara e precisa sul tema abitativo. A fronte di tutto questo sul finire della manifestazione sono stati sanzionati appunto in successione il Novi Park e il piano parcheggio andando a colorare di bianco le famose linee blu a pagamento dei parcheggi e lo stabile dell’ex ospedaleSant’Agostino con una scritta chiara e netta che mette in chiaro quello che sarà uno dei prossimi fronti di lotta: “ basta speculazioni. Fuori i soldi”.

Il corteo è poi terminato in Via Carteria dove diversi cordoni hanno impedito l’accesso alla polizia, rimarcando come in quel quartiere le forze dell’ordine non sono benvenute!

Una giornata importante quella del 16 ottobre a Modena, che ha sancito in città la fine della “pace sociale” . Più volte le diverse soggettività che hanno attraversato il corteo, hanno identificato in maniera netta i responsabili di questa crisi: giunta modenese e governo targati PD. Una giornata che ha rimarcato come solo continuando con la lotta su ogni fronte, si potrà ottenere tutto quello che ciò ci spetta.

 

Leggi il comunicato del N.etwork A.ntagonista M.odenese:

 

Nella giornata che vede molte città d’Italia mettere in atto lo SCIOPERO SOCIALE METROPOLITANO, Modena scende in piazza.

Lavoratori, studenti, precari, disoccupati e il popolo delle partite iva hanno deciso di bloccare questa città per dire un netto e chiaro NO alla situazione di generale impoverimento sia economico che sociale e sono decisi a mettersi in gioco per riappropriarsi di tutto quello che gli spetta.

 

Le parole d’ordine di questa giornata “CASA – REDDITO – DIGNITA’ – FISCALITÀ” identificano i terreni di lotta che bisogna praticare.

ll nostro nemico è una governance che NON rappresenta gruppi sociali sempre più numerosi, che non sa e non vuole trovare un’uscita dignitosa dalla crisi, capaci solo di fare vuoti proclami e di continuare ad arricchirsi.

 

Ci troviamo a fronteggiare quotidianamente un forte attacco al welfare: riforme della scuola volte a creare un sistema scolastico che risponde a dinamiche aziendali e con un piano di sicurezza scolastica degli edifici sempre più carente; il jobs act di Renzi, conniventi i sindacati confederali, che di fatto va a cancellare gli ultimi residui di diritti rimasti all’interno del mondo del lavoro, aumentando sempre di più la precarietà; aumento vertiginoso degli sfratti incolpevoli che lasciano senza un’abitazione chi già subisce l’aggrssione della crisi; la fiscalità che strozza i salari e le famiglie.

Modena non è immune da tutto questo: ogni giorno vengono tagliati posti di lavoro e chi ancora lavora assiste alla contrazione dei propri diritti, piccoli commercianti e artigiani della città sono costretti a chiudere le proprie attività, le scuole sono luoghi dove la formazione è sempre più strumentale al profitto e alla produzione di giovani integrabili dal sistema, i servizi sono sempre più carenti. A Modena si spendono 70 milioni di euro per un’opera inutile come il progetto del Sant’agostino, altri 50 milioni di euro per l’ex-AMCM, quelli già spesi per un’altra opera inutile come il Novi Park.

 

A fronte di tutto questo, oggi siamo nelle strade, nelle piazze, nei quartieri della nostra città per dire che a questo gioco perverso noi non ci stiamo, che non è più tempo per contrastare le governance di questo paese con inutili cortei che si limitano a innocue passeggiate che sbandierano slogan elettorali che provano a riproporre modelli ormai sorpassati, come quelli della Cgil.

 

Dobbiamo assumerci il compito di ricomporre un tessuto sociale frantumato da tutti quei meccanismi che hanno mantenuto da sempre la pace sociale a Modena e con la lotta riprenderci case, spazi abbandonati, il diritto alla formazione e a una vita dignitosa, dimostrando che agendo il conflitto e con la solidarietà possiamo ricostruire una prospettiva degna di essere vissuta.

 

Casa – reddito – dignità

 

N.etwork A.ntagonista M.odenese:

 

Guernica

C.ollettivo A.utonomo M.odenese

Sportello sociale La Rage”

Laboratorio S.Co.S.S.A.

 

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