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1°maggio-6 Maggio, una settimana di antagonismo? No una vita di autonomia e di antagonismo

QUE SE VAYAN TODOS sarà la parola d’ordine in un percorso che porterà ad affrontare  lotte ancora più dure dopo il 6 maggio. A differenza di chi pensa che con questo sciopero generale si porrà fine alle lotte,noi crediamo e vogliamo che la rabbia di chi si vuole riprendere in mano la propria vita continui oltre questa fondamentale tappa.

 

Una città Ricca, benestante e priva di problemi, questo è quello che ci vogliono far credere i politicanti cittadini, continuando a mentire sui problemi reali della vita quotidiana. Nella città di Modena e in tutta la provincia,troviamo tutti i sintomi di una crisi  che porterà a una situazione sociale devastante per i lavoratori:  casse integrazioni che stanno ultimando,  aziende che continuano a chiudere o a delocalizzare. All’orizzonte l’inquietante mancanza di risposte immediate e una totale crisi di rappresentanza istituzionale.

 

Per questo è ora di dare un segnale forte, ripartire dalla propria vita per riprendersi tutto. Come  spazio antagonista Occupato Guernica stiamo lavorando in questo senso da oltre un anno, ridando vita a una socialità altra . Uno spazio  in grado di creare una Modena alternativa e  due occupazioni di case, come  risposta all’emergenza abitativa , che vede l’amministrazione locale incapace di dare alle famiglie soluzioni adeguate a chi si ritrova senza un tetto.

 

  Smascheriamo i veri responsabili di questa crisi, cominciando col sostenere e partecipare, nel pomeriggio del primo maggio al primo corteo di antagonismo sociale a Modena, che sfilerà per le vie cittadine a urlare la nostra voglia di cambiamento cominciando ad alzare il clima di conflittualità verso lo sciopero generale del 6 maggio.

 

Proprio il 6 maggio sarà il punto più alto di questo percorso, che vedrà nuovamente sfilare un corteo antagonista per le vie cittadine, andando a generalizzare questo sciopero, perché riteniamo che non ci si possa limitare a una passeggiata e un concerto per mostrare la propria rabbia verso chi ci sta togliendo la nostra vita dalle mani.E’ fondamentale generalizzare lo sciopero, bloccando la città, mettendo in ginocchio il paese.

 

Il 1° e il 6 maggio non possiamo considerarli come un punto d’arrivo ma solo come un punti di passaggio verso quelle che saranno le lotte future, perché come antagonisti già da ora dobbiamo pensare oltre. Un’antagonismo su tutti i fronti, dalla vita quotidiana al mondo del lavoro, all’interno delle scuole e al centro delle città, solo così si continuerà a tracciare quella linea che dal basso sale sempre più in alto che ci porterà alla vittoria.

 

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