InfoAut
Immagine di copertina per il post

Tunisia in rivolta: proteste e scioperi contro l’inquinamento dell’impianto chimico

Il 21 ottobre 2025, la città tunisina di Gabès è stata paralizzata da uno sciopero generale e da massicce proteste contro l’inquinamento causato dall’impianto chimico statale gestito dal gruppo Tunisian Chemical Group (CGT), un centro produttivo di fosfati ritenuto responsabile di una grave crisi ambientale.

da Pagine Esteri

Decine di migliaia di manifestanti, mobilitati dalla potente Unione Generale Tunisina del Lavoro (UGTT), hanno bloccato scuole, mercati, negozi e caffè, paralizzando la vita economica della città costiera, mentre sfilavano per le strade con striscioni e slogan come “Gabes vuole vivere” e “Smantellate le unità inquinanti”, denunciando l’impatto negativo del complesso industriale sulla salute della popolazione.

Gabès, un tempo nota per le sue oasi e le acque limpide del Mediterraneo, oggi soffre di gravi danni ecologici e sanitari: un audit commissionato da CGT e condotto a luglio 2025 ha rivelato che l’impianto scarica quotidianamente tra le 14.000 e le 15.000 tonnellate di fosfogesso nelle acque costiere, emettendo al contempo alte concentrazioni di ammoniaca, ossidi di azoto e solfati, sostanze che hanno provocato la morte di alberi, la drastica riduzione della fauna marina e un incremento dei casi di malattie respiratorie e tumori nella popolazione locale.

L’intera vicenda si inserisce in un contesto di crescente malcontento sociale e crisi economica, dove proteste frequenti per disoccupazione, interruzioni idriche e servizi pubblici inefficaci mettono a dura prova la gestione del presidente Kais Saied, al potere in modo consolidato dal 2021. Saied ha definito la situazione un “assassinio ambientale” imputando ai governi precedenti scelte politiche criminali responsabili della distruzione dell’ecosistema e dell’aumento di patologie gravi, promettendo interventi per affrontare la crisi, ma i cittadini manifestanti hanno respinto le sue dichiarazioni considerandole insufficienti e prive di azioni concrete. Il ministro della Salute, Mustapha Ferjani, ha annunciato l’intenzione di costruire un ospedale oncologico a Gabès per far fronte al crescente numero di casi, senza però fornire un calendario preciso per la realizzazione, alimentando ulteriormente la sfiducia della popolazione. Le autorità tunisine si trovano così a dover bilanciare la tutela della salute pubblica con la produzione di fosfati, risorsa economica fondamentale per il paese, in un momento in cui la crisi finanziaria limita le capacità di investimento pubblico e aumenta la pressione sociale.

Le organizzazioni ambientali locali hanno sottolineato che la vita marina è stata gravemente compromessa, con pescatori che denunciano un drastico calo dei pesci negli ultimi dieci anni, minacciando le fonti di sostentamento di molte famiglie della regione. Lo sciopero e le manifestazioni di Gabès rappresentano la più grande sfida politica per il governo di Saied negli ultimi anni e segnalano un conflitto tra sviluppo industriale e sostenibilità ambientale che mette in discussione il modello di crescita adottato dalla Tunisia, sollevando dubbi sulla capacità delle istituzioni di rispondere efficacemente alle legittime richieste dei cittadini. La crisi di Gabès, caratterizzata da tensioni sociali e da una popolazione sempre più consapevole dei rischi ambientali, evidenzia come l’incapacità di affrontare tempestivamente problemi ecologici e sanitari possa trasformarsi in una minaccia per la stabilità politica e l’economia nazionale, rendendo necessario un approccio integrato che contempli sia la protezione dell’ambiente sia la sicurezza economica e sociale della regione. Pagine Esteri

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Governo libanese e Israele trovano accordo sul cessate il fuoco ma i combattimenti proseguono

Nella notte arriva la notizia di un accordo di cessate il fuoco trovato tra le parti chiamate in causa dal Dipartimento di Stato Americano, quindi Israele e il governo libanese, ad esclusione di altri soggetti presenti sul territorio, come l’organizzazione della resistenza Hezbollah. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Prolungata la detenzione per gli attivisti del Global sumud land convoy

Il tribunale libico della Cirenaica ha comunicato oggi che gli attivisti arrestati nei giorni scorsi rimarranno in carcere fino a data da destinarsi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pontedera: migliaia di persone in corteo contro la costruzione di una nuova base militare

Ripubblichiamo la corrispondenza dal corteo no base tenutosi a Pontedera in provincia di Pisa il 2 giugno 2026 tratta da Radio Onda d’Urto.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La guerra che trasforma

Condividiamo il testo di presentazione del laboratorio politico a cura di Glomeda.org che si terrà sabato 6 giugno presso lo Spazio Autogestito Grizzly, Fano

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: si intensificano i bombardamenti da parte di Israele

Il Libano è nuovamente al centro degli attacchi da parte dell’esercito israeliano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

BLOCCATO L’HUB LOGISTICO MILANO – PIOLTELLO

CONTRO LA GUERRA, PER LA PALESTINA E I DIRITTI DEI LAVORATORI! Oggi, in occasione dello sciopero generale siamo di nuovo alle porte di Logtainer e DSV a Pioltello, in provincia di Milano. L’hub è bloccato, i camion fermi, la macchina logistica che alimenta il genocidio in Palestina si inceppa, ancora una volta, per nostra mano, […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Land Convoy: aggiornamenti su Dina e Domenico fermati in Libia

Il Console Generale d’Italia a Bengasi ha compiuto ieri sera una prima visita a Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. Sette italiani sono stati rimpatriati mentre Dina e Domenico sono ancora fermati in Libia, dopo diversi giorni passati senza notizie ieri sera c’è stato un primo contatto che riporta di averli visti in condizioni buone ma di aver richiesto di migliorarne la situazione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stallo e guadagno: nuovi attacchi israeliani in Libano e un cessate il fuoco a rischio 

Come ormai è noto nella strategia – se così si vuol chiamare – di Trump mentre vengono intavolati incontri negoziali si aumenta la tensione sul campo. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Fermato e attaccato il convoglio in Libia della Global Sumud Land Convoy: due italiani arrestati. Libertà per Dina e Domenico!

Un gruppo di dieci attivisti e attiviste di vari paesi, Italia, Argentina, Spagna, Polonia, Uruguay,  Stati Uniti, Tunisia, Portogallo e Grecia, è stato fermato da una milizia libanesi affiliata alle Forze Armate Arabe della Libia (LAAF) e i solidali internazionali sarebbero stati incriminati con l’accusa di immigrazione illegale. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia in rivolta contro il governo Paz

In Bolivia proteste e scontri contro il governo di Rodrigo Paz, accusato di aver tradito le promesse sociali fatte in campagna elettorale, hanno raggiunto un punto di rottura.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Manifestazione regionale a Torino per la sanità pubblica

Sabato 23 maggio si terrà a Torino una manifestazione regionale per la sanità e la salute. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Per la Palestina e contro la guerra: appello dei palestinesi all’unità e alla convergenza sindacale.

Abbiamo colto con entusiasmo l’indizione di sciopero generale da parte di CUB, SGB, ADL Varese, SI COBAS e USI-CIT per il 29 Maggio 2026.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Un altro Salento. Carta non solo turistica

Siamo abituati al racconto del Salento come luogo idilliaco, alla narrazione romantica fatta di scorci magnifici, sabbie dorate, erbette di campo e ricci di mare, anziani sorridenti e giovani abbronzati. Ma le cose stanno davvero, soltanto, così?

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Futuro senza futuro: nuovo PRG e verde urbano nella Torino della “riqualificazione”

«Torino ha l’ambizione di superare la contrapposizione asfittica tra innovazione competitiva e coesione sociale. E la tutela ambientale sarà la piattaforma orizzontale. Non cerchiamo modelli, saremo il modello»

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Ginosa (Taranto), in piazza per dire NO al termovalorizzatore.

Dopo aver pubblicato un lungo contributo che propone un quadro a partire dalle voci del territorio relativamente all’intreccio delle lotte tarantine qui, riceviamo e pubblichiamo dal Comitato di Ginosa, sempre in provincia di Taranto, un contributo che racconta la loro attivazione tramite un podcast.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La «Generazione Palestina» tra razza, classe e protagonismo conflittuale

Come queste piazze ed esperienze hanno trasformato le soggettività che si sono mobilitate? Quali le loro genealogie, sedimentazioni e le possibili prospettive di rilancio e trasformazione?