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Asti: solidarietà alle 11 famiglie sotto sgombero

Nel dicembre del 2010, undici famiglie hanno occupato uno stabile di proprietà dell’ASL in via Orfanatrofio ad ASTI : adibito ad uffici e ambulatori,era ormai inutilizzato da diversi anni, e avrebbe aspettato altri anni ancora prima di essere (s)venduto. Insomma uno dei tanti buchi neri nel cuore della città ,uno degli innumerevoli edifici pubblici inutilizzati,pagati con il sudore del nostro lavoro e delle nostre tasse, e lasciati marcire finchè non convenga a qualche speculatore comprarli,abbatterli e costruire nuovi alloggi (ovviamente carissimi) o l’ennesimo centro commerciale. Alcune considerazioni : 1) Le 11 famiglie (tanti i bambini piccoli) sono vittime della crisi economica.Prima di essere sfrattate hanno pagato l’affitto per anni,almeno fino a quando hanno potuto lavorare regolarmente. 2) La giunta Galvagno (sindaco non riconfermato alle ultime elezioni di maggio) si è letteralmente disinteressata delle politiche abitative,lasciando che il crescente bisogno di abitazioni a canone sociale fosse fosse soddisfatto dal mercato privato,notoriamente un meccanismo a forte vocazione antisociale. Risultato: ad Asti più di 600 famiglie aspettano invano una casa popolare!!. 3) L’ultima stima degli alloggi sfitti nella città di Asti è di 3.500!! 4) Le famiglie occupanti hanno riqualificato l’edificio,ricavando degli alloggi dignitosi,pur nella precarietà della sistemazione,pagano la bolletta della luce,si riscaldano con stufe a legna. 5) Gruppi di volontari sostengono le famiglie e da circa un anno in alcune zone del piano terra organizzano attività ludiche e culturali (cineforum,concerti,dibattiti) contrassegnate dalla assoluta gratuità: l’edificio non è un “fortino assediato”, ma uno spazio sociale aperto al contributo di tutti (UN BENE COMUNE). Questa esperienza parla chiaro: parla della capacità di autorganizzarsi per recuperare le condizioni minime di una vita decente di dignità e di solidarietà.Parla anche di utilizzare il patrimonio abitativo esistente,senza consumare inutilmente altro territorio. Eppure….. il 10 luglio il tribunale di Asti ha emanato una sentenza di sgombero dell’edificio. Ancora una volta lo “stato” si occupa dell’emergenza sociale, con una prospettiva puramente repressiva,mostrando che spesso la legge è veicolo di INGIUSTIZIA. Chiediamo la più vasta solidarietà alle famiglie di via Orfanatrofio,e la difesa dell’ex-mutua come bene comune,una solidarietà reale che valorizzi le ragioni della lotta di Asti e le trasformi in pratiche di recupero di reddito e diritti anche nella nostra città.

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