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Blocchi a Pisa rivendicano reddito e giustizia sociale

Qualche settimana fa un’assemblea pubblica aveva ricomposto i diversi percorsi di lotta cittadini sui temi del reddito individuando la giornata di oggi come momento utile per praticare, nelle forme del blocco, la rottura indispensabile per “farsi sentire”. Il concentramento, chiamato in Logge dei Banchi per le ore 16, è stato inizialmente segnato da uno scontro con i funzionari di polizia intenzionati a ostacolare la manifestazione perché convocata sotto elezioni, nella giornata del silenzio elettorale. Il diritto a manifestare è stato conquistato con una posizione di estrema chiarezza: le lotte sul terreno del reddito chiamano in causa l’intero meccanismo della politica e le sue responsabilità, non lo spazio della competizione politica.

 

Partendo in corteo la manifestazione di oltre un centinaio di persone ha attraversato Corso Italia rivendicando “Case, servizi, giustizia sociale per ogni quartiere popolare”. In via Battisti, a distanza di pochi giorni dall’ultimo presidio di protesta, la sede dell’enel è stata segnalata dai manifestanti decisi a combattere contro i distacchi delle utenze e per ottenere la garanzia di consumi minimi vitali a costo zero. Di lì è stata rapidamente raggiunta la strategica rotonda di Porta a Mare che collega il centro cittadino con l’Aurelia e la nuova zona commerciale dello store Ikea. In pochi minuti il traffico è andato in tilt.

Il blocco si è protratto per circa due ore e la rotonda presidiate con le tende. Un lungo braccio di ferro che ha messo in scacco la viabilità ha infine prodotto i risultati voluti. Per venerdì mattina è stato fissato un incontro in prefettura tra Coordinamento dei quartieri popolari di Pisa, il Sindaco della città e il Prefetto per discutere dell’emergenza abitativa, dei distacchi delle utenze, dei contributi economici alle famiglie indigenti e dei buoni spesa. Sarà un’importante tappa per strappare reddito contro l’ingiustizia conquistata grazie alla lotta e ai blocchi.

 

Guarda il video Perché stiamo bloccando!

Posted by Pisa Sciopera on Sabato 30 maggio 2015

 

Qui di seguito riportiamo la piattaforma rivendicativa del coordimento dei Quartieri Popolari che ha convocato la manifestazione


All’interno delle periferie della nostra città è da tempo che i cittadini che vivono la crisi si stanno organizzando. La crisi sta approfondendo un divario tra chi può pagare e chi invece è costretto a impoverirsi sempre di più non potendo accedere a beni indispensabili per la dignità. Chi ci guadagna da tutto questo? Grosse aziende, banche ed imprenditori senza scrupoli approfittano di questa situazione per ricattare sempre di più la maggior parte della popolazione imponendo sacrifici che ledono la dignità delle persone. Un dato su tutti: negli anni di crisi in Italia le dieci famiglie più ricche hanno visto raddoppiare i loro patrimoni.

Nell’Assemblea del 12 maggio scorso al Polo Porta Nuova decine di interventi pubblici hanno sottolineato quanto la povertà non riguardi più solo gli “esclusi”, ma investe tutti coloro che sono costretti a rinunciare ad una qualità della vita dignitosa. In questo contesto i servizi sociali rischiano di essere l’unico canale di accesso statale al reddito per migliaia di famiglie nella nostra città,generando tensioni e conflitti a causa dell’assenza di politiche di redistribuzione della ricchezza che esiste ed è tanta. La questione ormai sollevata da interi pezzi di società è quella dell’
accesso ad uno standard di vita dignitosa per tutti. La scrittura collettiva di una “Carta dei diritti degli utenti dei servizi sociali” rappresenta l’orizzonte delle mobilitazioni che, vertenza per vertenza, stanno costruendo un presente di lotta e soddisfazione per tanti.Proprio in questo momento in parlamento vengono dibattute proposte di reddito di cittadinanza, reddito di dignità e altre proposte di reddito garantito che vengono usate solo per cercare di raccattare voti sotto elezioni, le solite promesse mai mantenute, è doveroso far pesare la voce di tutti coloro che da mesi si battono per soluzioni di dignità e giustizia sociale. Non è più possibile vedersi chiudere porte in faccia quando la fattibilità delle proposte è oramai chiara a tutti: da coloro che lavorano nelle amministrazioni pubbliche e nei servizi sociali, fino a quelli che attendono un reddito sostitutivo dell’assenza di ammortizzatori sociali degni.

Nella nostra città da tempo i movimenti sociali hanno sottolineato quali siano le misure necessarie e non più rimandabili per invertire la rotta della povertà e conquistare delle condizioni di vita dignitose per quelle migliaia di famiglie che stanno sprofondando nella crisi.

Questione cibo: centinaia di famiglie non hanno nella nostra città una dieta alimentare dignitosa. Ogni mese questo diritto al cibo viene sacrificato in nome dei profitti delle grandi catene di supermercati che fanno soldi a palate nel mentre le persone a basso reddito sono costrette a rivolgersi ai Servizi Sociali. Nel corso dell’ultimo anno sono stati fatti numerosi blocchi alle casse dei supermercati ed iniziative ai Servizi Sociali per sensibilizzare le Istituzioni sul tema della necessità di REDISTRIBUIRE una parte della ricchezza dei Supermercati sotto forma di beni alimentari. Sono stati fatti incontri con Assessori e direttori dei supermercati ma l’unica risposta è stata il taglio dei buoni spesa al servizio sociale e l’esternalizzazione di quel servizio alla Caritas che ricicla una parte dei prodotti in scadenza dei supermercati e condanna alla povertà ed al sottoconsumo migliaia di persone nella nostra città. TUTTO CIO’ è INACCETTABILE:devono riprendere le trattative per ottenere dai supermercati e dal Servizio Sociale una redistribuzione dei prodotti di prima necessità alle persone che vivono una condizione di disagio economico.

Questione casa: nella nostra città sono tantissime le famiglie che si trovano in emergenza abitativa: senza un tetto fisso in cui dormire, in condizioni di ospitalità precaria,costretti alla separazione del nucleo, sotto sfratto esecutivo. La commissione Tecnica Emergenza abitativa dovrebbe dare delle soluzioni dignitose a queste persone, invece crea una guerra tra poveri dicendo“che non ci sono abbastanza case”. Tutto ciò è una grande menzogna: esistono più di cento appartamenti dell’Apes vuoti da anni, altri centinaia di case vuote di proprietà pubblica e migliaia di alloggi di nuova costruzione da anni inutilizzati. C’è bisogno immediato di aprire la strada all’utilizzo di questo enorme patrimonio per terminare questa emergenza sociale! Sono anni che i movimenti discutono ed incontrano le Istituzioni e fanno presente questa necessità: adesso sono mesi che la commissione tecnica emergenza abitativa non delibera alcuna soluzione per decine e decine di nuclei. Vogliamo la riapertura immediata di questo confronto.

Questione utenze. Acqua, Luce e Gas sono beni necessari alla vita delle persone. Negli anni questi servizi pubblici sono stati privatizzati portando ad un aumento vertiginoso dei costi e il conseguente ricatto del “o paghi o ti stacco il contatore”. A Pisa addirittura i Servizi Sociali ed il Comune non hanno predisposto alcuna mediazione con queste Aziende affinché vengano impediti i distacchi per tutte quelle famiglia,spesso con figli minori, che hanno gravi problemi economici e sociali. Negli scorsi mesi abbiamo a più riprese chiesto sia alle Aziende che agli Enti Istituzionali o misure di emergenza e di buonsenso per fermare questa infame pratica di privazione delle utenze. Dopo due mesi niente si è ancora mosso da quel versante, a differenza dei distacchi che proseguono incessantemente creando tensioni e malessere per grande parte della popolazione. ORA BASTA! Questo tavolo deve essere immediatamente convocato intanto per passare i nominativi di tutti quei nuclei seguiti dai servizi sociali affinché vengano riallacciate od impediti gli imminenti distacchi delle utenze!

Questione Contributi economici. Nonostante le ingenti risorse destinate dalla Regione Toscana e dalla Comunità Europea alla Società della Salute, per le famiglie senza reddito è costante il rifiuto da parte della Commissione Indigenza dei Servizi Sociali di erogare i contributi economici di 200 euro oltre tre volte l’anno. Sono mesi che chiediamo alla Dirigenza ed all’Assessore alSociale di cambiare il regolamento adeguandolo ai bisogni della nuova povertà: OVVERO DI ESTENDERE FINO A 12 MESI LE POSSIBILITA’ DI OTTENERE IL CONTRIBUTO ECONOMICO. A queste richieste sono stati messi in atto vergognosi comportamenti da parte della Dirigenza come la chiusura delle commissioni indigenza nei mesi scorsi e poi la smentita di queste operazioni, scaricando nei confronti degli assistenti sociali le responsabilità: Vogliamo la riapertura di queste trattativa con la Dirigenza dei Servizi Sociali e l’Assessore Capuzzi affinché centinaia di famiglie seguite dai servizi sociali non si ritrovino più a subire il dramma del ricatto della povertà e dell’accettazione dell’esclusione dai servizi fondamentali.

Per questo la giornata di Sabato 30 marzo vedrà una piazza per niente addormentata dal clima delle elezioni, e invece sarà un importante momento per esprimere pubblicamente queste rivendicazioni contro la crisi e per la necessità di redistribuire la ricchezza esistente. Ad alta voce la pretesa è quella di far valere di più queste istanze e rompere l’ipocrita tranquillità e compatibilità di quelle parti istituzionali, interessate solamente a scaricare verso il basso la tensione ed i problemi sociali.

La richiesta improrogabile fatta dal Coordinamento dei Quartieri Riuniti di Pisa è quella della convocazione di un Incontro per la costituzione di un Piano Straordinario contro le povertà da tenersi la prossima Settimana: Prefetto, Sindaco e membri della Giunta, Delegati delle Aziende gestori delle utenze (acqua – luce – Gas), Rappresentanti delle Catene dei Supermercati, devono ascoltare e prendere in considerazione le rivendicazioni sociali espresse in questi anni dai Comitati di quartiere.

 

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