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Guerra alla guerra nelle università

Assemblea nazionale universitaria, 13-14 settembre, Pisa

Tanti atenei, un solo apparato bellico – industriale, lo stesso nemico per tuttə. In un sistema che è già in guerra, in uno Stato che sta investendo su tutti i livelli nell’escalation bellica, la produzione scientifica dell’accademia diventa un tassello fondamentale di questa spirale.

Lo vediamo in mille forme: nella frammentazione di una ricerca iper specializzata dietro cui si possono nascondere le complicità con la guerra e il genocidio, negli accordi dei nostri atenei con le aziende belliche e nella scientifica erosione dei bilanci che fa pensare che non ci siano alternative a queste scelte, nella precarizzazione che ricatta e chiede sempre più omologazione ideologica a chi lavora in accademia, nelle ingerenze della polizia nei nostri dati nell’università, nei tagli al welfare universitario – o a quel che ne rimane – che creano un ambiente sempre più elitario, di competizione e in cui organizzarsi insieme scende alla fine delle priorità.

Un solo nemico contro cui lottare, tantissimə amichə con cui farlo. Nello scorso anno abbiamo visto la profondità del rifiuto della guerra e del genocidio che è radicato nella composizione studentesca, la disponibilità a mettersi in gioco, a rischiare e a lottare che ha attraversato tutta Italia. Da qui vogliamo partire e su questo vogliamo scommettere: la formazione è nostra, i soldi sono i nostri, nostri i desideri. Decidiamo noi cosa farne!

Troviamoci il 13 e il 14 settembre a Pisa per discuterne, per condividere strumenti e conoscenze, per un anno di lotta, blocchi e scioperi contro la guerra nelle nostre università.

Prime adesioni:

CUA Pisa
CUA Torino
Zaum Sapienza
Aula Studio Liberata
Collettivo Universitario Demand

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Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

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