InfoAut
Immagine di copertina per il post

Bologna, due anni e due mesi a uno studente in lotta contro il caro-mensa e la militarizzazione!

Ieri a Bologna è giunta la sentenza che riguarda uno studente coinvolto nella vertenza che da anni fa parlare di sé in zona universitaria. I due anni e i due mesi a Luca giungono a poco più di un mese dall’esplosione dettata dalle giornate di conflittualità davanti alla mensa universitaria, con una vertenza sacrosanta che nel suo incedere aggregante e sempre capace di rilanciarsi ha portato la questura felsinea a schierare in pianta stabile blindati e decine di agenti antisommossa. Questi ultimi per due settimane abbondanti sono stati la rappresentazione della volontà politica di fronte alle centinaia di voci che si sono alzate per un pasto dignitoso e una maggiore considerazione della dignità di chi vive e studia sotto le Torri. Proprio per essersi opposto all’ aggressione deliberata delle istanze studentesche da parte della celere, culminata con energiche e poco sensate cariche in corsa tra autobus e camion in Via Irnerio, ora Luca è costretto a pagare lo scotto della sua libertà. Come nodo bolognese della redazione di Infoaut non possiamo che stringerci a lui in solidarietà e augurarci di rivederlo quantoprima facendo sentire tutta la sua energia nelle piazze delle lotte sociali!  

 

Qui di seguito il comunicato del Collettivo Universitario Autonomo di Bologna:

Due anni e due mesi, unica colpa quella di aver lottato con determinazione e generosità contro il caro-mensa e contro il folle dispositivo poliziesco messo in campo da Università e questura.

Questa la sentenza nei confronti di Lomaz un compagno, uno studente che lo scorso 3 Novembre non è rimasto a guardare quello che accadeva nel cuore della zona universitaria, che non ha accettato le misure che l’Alma Mater ha deciso di attuare in risposta a quelle che sono le giuste rivendicazioni di studenti e studentesse: welfare garantito, servizi accessibili e la demilitarizzazione della nostra zona, che dovrebbe appartenere a chi quotidianamente la abita e la fa vivere di percorsi di autogestione e cultura.

In un momento in cui il renzismo continua a perdere terreno giorno dopo giorno non saranno le misure della questura a braccetto con giudici e magistrati ad intimidirci: il clima di terrore nei confronti di chi in questo paese cerca di alzare quotidianamente la testa contro le politiche della crisi non ci fermerà.
Non abbiamo paura! Continueremo a lottare per chiedere che il diritto allo studio sia garantito a tutti e tutte, in questa città in cui qualsiasi cosa ormai è riservata solo a chi se lo può permettere o a chi corrisponde ai parametri della meritocrazia targata UNIBO.

In una città che fa del cibo un brand, in cui esperienze di speculazione come Eataly e F.I.CO. vengono spettacolarizzate giorno dopo giorno, questo è il trattamento riservato a chi lotta per l’accesso ad un pasto dignitoso.
Sappiamo che questa risposta non è che il sintomo di una paura nei confronti della giustezza delle rivendicazioni portate da studenti e studentesse, là dove anche varie figure del mondo universitario ne hanno riconosciuto l’importanza e la priorità dei contenuti.

La generosità con cui ci si è battuti in quei giorni ha comunque portato al fatto che si aprisse uno spazio di contrattazione con la consulta regionale e lo stanziamento di 80milioni da dedicare al diritto allo studio.

Stando vicini a Lomaz non ci fermeremo di fronte a questa condanna, continueremo a gridare forte e chiaro che fino a quando i diritti in questa università verranno calpestati ci troverete ai nostri posti, determinati a riprenderci tutto ciò che ci spetta e che quotidianamente ci viene negato.

In attesa del processo anche di Pavel ed Alessio andiamo avanti con questa giusta battaglia facendogli sentire tutta la nostra solidarietà.

Lomaz Libero, Liberi Tutti!

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Appello alla mobilitazione: il 2 giugno Pontedera dice no!

Mentre le istituzioni, nel giorno della Festa della Repubblica, approfittano ancora una volta di una ricorrenza per celebrare le forze armate, e nel mondo intero accelera sempre più la guerra globale, nei nostri territori si continua a progettare un futuro di cemento e militarizzazione. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: il Newroz deve restare uno spazio sociale, culturale e di quartiere.

Pubblichiamo il comunicato uscito a seguito dell’assemblea pubblica dal titolo “Dall’assemblea pubblica nasce il Comitato di Via Garibaldi.”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Manifestazione regionale a Torino per la sanità pubblica

Sabato 23 maggio si terrà a Torino una manifestazione regionale per la sanità e la salute. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La Fifa e la guerra

Tra l’estate del 2025 e la primavera del 2026 alla Casa Bianca sono passati, nell’ordine, la rosa della Juventus e i due pluripremiati Pallone D’Oro Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, che negli ultimi venti anni hanno dominato la scena del calcio globale.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove

Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni?

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il doppio standard e l’ipocrisia del potere.

In questi giorni, due vicende ultra mediatizzate e per certi versi controverse, sono al centro del circo mediatico mainstream ma non solo. Il caso della grazia a Minetti e il rifiuto di far ritornare i bimbi con i genitori nella vicenda soprannominata dai più “la famiglia nel bosco”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un primo maggio attraverso il mondo

Questo Primo Maggio, come ogni anno, milioni di persone sono scese in piazza in tutto il mondo per esprimere la loro solidarietà internazionale e celebrare le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. Panoramica non esaustiva:

Immagine di copertina per il post
Bisogni

No Tav al 1 maggio di Taranto, il filo che ci unisce: intervento (VIDEO)

Mentre in tutta Italia si celebrava, spesso in modo rituale, la festa dei lavoratori, a Taranto il 1 maggio si è fatto quello che questa giornata dovrebbe essere davvero: conflitto, denuncia, parola libera.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo maggio: Torino si schiera contro la guerra

Per liberare il quartiere Vanchiglia oggi un altro passo è stato fatto.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Una storia di acciaerie, diossine, lavoro schiavo e campi di grano

Campi di granoturco coperti di polvere gialla; gialla la terra del cortile, la caligine che sporcava l’azzurro del cielo; gialla la patina che, nonostante le spolverature, tornava invariabilmente a ricoprire i mobili di casa, i libri accumulati sul tavolo; giallo il respiro che ti restava in gola e ritrovavi nel fazzoletto…..giallo di un giallo rossastro e bruciato il fumo che, giorno e notte si alzava dal tetto e tracimava dalle pareti della acciaieria Cravetto, al confine tra Bruzolo e San Didero, per allargarsi lungo la Valle, la mattina portata in alto dalla brezza di valle e, la sera, schiacciata in basso dalla brezza di monte, senza uscirne mai. Si lavorava ventiquattr’ore su ventiquattro. Di notte il cielo intorno all’edificio riverberava dell’inquietante bagliore della colata continua.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Lacrimogeni ad altezza uomo: sappiamo chi è Stato!

In Val di Susa, purtroppo, lo sappiamo molto bene quali sono le modalità di utilizzo delle granate lacrimogene sparate dalle forze dell’ordine, già dal 2011. E purtroppo sappiamo anche bene che questi comportamenti non vengono mai sanzionati, nonostante abbiano rovinato la vita ad alcun* di noi.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

“Silenzio stampa”: una video-inchiesta di Restiamo Umani media

E’ appen uscita la video-inchiesta realizzata da Restiamo Umani che ha l’obiettivo di squarciare il velo sulla complicità delle istituzioni in relazione a certe frange del sionismo militante. A partire dalle testimonianza di chi ha subito le aggressioni di matrice sionista negli scorsi mesi a Roma nasce un’inchiesta.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intelligenza artificiale e guerra

Proponiamo i due approfondimenti realizzati dalla trasmissione universitaria I Saperi Maledetti in onda gli ultimi due lunedì del mese sulle libere frequenze di Radio Blackout.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Brescia: 52 anni dalla strage fascista di Stato e della Nato di piazza Loggia. Contestata la Fumarola (CISL)

28 maggio, 52esimo anniversario della Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: si intensificano i bombardamenti da parte di Israele

Il Libano è nuovamente al centro degli attacchi da parte dell’esercito israeliano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

BLOCCATO L’HUB LOGISTICO MILANO – PIOLTELLO

CONTRO LA GUERRA, PER LA PALESTINA E I DIRITTI DEI LAVORATORI! Oggi, in occasione dello sciopero generale siamo di nuovo alle porte di Logtainer e DSV a Pioltello, in provincia di Milano. L’hub è bloccato, i camion fermi, la macchina logistica che alimenta il genocidio in Palestina si inceppa, ancora una volta, per nostra mano, […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Una poliziotta si è infiltrata per oltre un anno per spiare le manifestazioni a favore della Palestina

L’agente si faceva chiamare Fátima e si è infiltrata in tre gruppi sociali di Madrid per oltre un anno a seguito delle proteste contro il genocidio sionista.

Riprendiamo e traduciamo questo articolo di Alex Méaude, Guillermo Martíne dal sito spagnolo la Haine scritto per El Salto