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Bologna – Occupata la sede dei servizi sociali del quartiere Navile!


Una mossa che arriva con l’intento di tornare a sottolineare la profondità dell’emergenza abitativa in città, che aldilà della vergognosa operazione repressiva contro l’ex-Telecom vede la media di tre sfratti al giorno disegnare un quadro terribile per centinaia di persone soprattutto con l’avvicinarsi del freddo.


La volontà delle istituzioni bancarie e dei suoi rappresentanti legali di far sgomberare l’edificio dove vivevano le sei famiglie – senza alcun pensiero per le biografie e le necessità di chi vi abitava – sono state contrastate dalla determinazione di occupanti e inquilini resistenti nell’imporre un’altra soluzione, infine trovata nella disponibilità delle istituzioni politiche a rinviare lo sgombero previsto per giovedì prossimo e a trovare una soluzione alternativa.

 

Per andare nello specifico della questione, qui il comunicato del Comitato Inquilini Resistenti con Social Log:

 

Oggi il Comitato Inquilini Resistenti con Social Log si è dato appuntamento alla sede del quartiere Navile, chiedendo a gran voce di essere ricevuto dal responsabile per i servizi sociali. Un blitz, quello di stamattina, preceduto da innumerevoli richieste di incontro, rimaste per troppo tempo inascoltate, a cui le famiglie del comitato hanno voluto porre rimedio, occupando gli uffici di quartiere e pretendendo un incontro immediato con gli assistenti sociali.

 

La condizione di 6 delle famiglie del comitato, infatti, non è più procrastinabile, poiché giovedì si dovranno confrontare con l’ottavo accesso dell’ufficiale giudiziario, senza mai aver avuto l’opportunità di un incontro con i servizi sociali in grado di proporre soluzioni concrete alla drammatica situazione dello sfratto. Il quadro della vicenda è molto chiaro, una cooperativa di costruttori, proprietaria dell’immobile che va in fallimento, facendo entrare in gioco le banche come curatori fallimentari del proprio patrimonio, sei famiglie costrette ad abbandonare le proprie case affinché queste possano essere messe in vendita e soddisfare il credito delle banche.

 

Un rappresentate legale molto giovane, con tanta di voglia di fare carriera anche a scapito della vita e del futuro di 8 bambini, che non hai mai preso in considerazione la presenza di famiglie e minori, impegnandosi solo a sollecitare da parte della questura l’utilizzo della forza pubblica con ogni strumento in suo possesso. Così in una città che ha ancora negli occhi le immagini di un centinaio di bambini sfrattati brutalmente durante lo sgombero dell’Ex Telecom, banche e questura si preparano nuovamente a ripetere quelle scene.

 

Dopo l’occupazione degli uffici di quartiere, le famiglie sotto sfratto sono state ricevute dal presidente di quartiere Daniele Ara e dal responsabile dei servizi sociali, che preso atto della situazione hanno ammesso una negligenza da parte degli assistenti sociali di riferimento delle famiglie nel non aver tempestivamente preso in considerazione la vicenda, facendosi carico personalmente sia da un punto di vista politico sia da un punto di vista tecnico della necessità di prorogare la data dell’esecuzione dello sfratto, per consentire alle famiglie di rientrare nel percorso di transizione verso la casa popolare.

 

Grazie all’azione di oggi i responsabili dei servizi sociali si sono fatti carico della necessità di intervenire per consentire il rinvio dello sfratto e proseguire la transizione verso la casa popolare. Dal canto nostro verificheremo se gli enti oggi sollecitati sapranno dare una soluzione, altrimenti sarà la solidarietà tra sfrattati, occupanti e inquilini resistenti a non permettere che altri uomini, donne e bambini siano sbattuti in strada! Solo pochi giorni fa l’assessore al welfare della regione Gualmini aveva detto “chi occupa si aspetti lo sgombero”, noi oggi rispondiamo che l’assessore la deve smettere di strumentalizzare per fini politici i disagi e le sofferenze della popolazione, e che se non ci sono alternative alla strada l’unica soluzione è nella lotta e nella resistenza.

 

Comitato inquilini resistenti con Social Log

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