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Cagliari. Mancano i sussidi del comune, donne organizzano esproprio al supermarket

Già lunedì scorso il quarto piano del municipio di via Sonnino era stato occupato da un folto numero di famiglie in emergenza economica. Nella giornata di venerdì un’ulteriore protesta aveva portato alla firma dell’atto di pagamento dei sussidi, ma ulteriori ritardi si annunciavano. Infatti i fondi destinati agli assegni per le famiglie in grave situazione economica sono stati ridotti ma nel contempo è aumentato esponenzialmente il numero delle richieste di sussidio portando il comune a spalmare le risorse tra i richiedenti. «Abbiamo deciso di valutare tutte le richieste per capire cosa possiamo dare e a chi», ha affermato il dirigente dei servizi sociali Alessandro Costa. «Le domande – ha continuato Costa – sono passate da 1.100 a 1.700 tra gennaio e febbraio, mentre le risorse a disposizione sono rimaste invariate. A gennaio abbiamo erogato contributi per 321.000 euro ma, da febbraio e per tutto l’anno, dobbiamo fare i conti con una disponibilità minore, di circa 260.000 euro al mese».

Insomma, davanti a un rapido precipitare dell’impoverimento cedono anche gli argini di un welfare improntato al solo controllo della marginalità sociale. Anzi, fette di nuovo proletariato si saldano alle sacche di povertà urbana, assumendo un profilo di massa e moltiplicando pratiche di illegalità tese a garantire una riproduzione sociale che la mediazione politica non è più in grado di governare.

Nel frattempo il questore di Cagliari Dispenza si affretta a esorcizzare la protesta di ieri scorporandone il lato umano da quello penale. “C’è tutta la comprensione umana possibile” dice il questore, il quale ricorda però “che tali comportamenti sono illegali e costituiscono reato di furto aggravato”, e dunque, tanto per non sbagliarsi, commina subito una sfilza di denunce alle donne protagoniste dell’esproprio.

Malgrado la Questura però l’informalità diffusa di queste pratiche sarà destinata ad accrescersi e a proliferare. Certo, il discrimine tra la perseguibilità penale del fatto e la forza della sua minaccia risiederà in quanto questi gesti riusciranno a unire fette sempre più ampie di domanda sociale dandosi continuità e progetto per costringere, a partire dalla rottura della mediazione dell’assistenza sociale, “la politica” a rispondere dell’esistente.

Un video della protesta alla circoscrizione di San Michele

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