InfoAut
Immagine di copertina per il post

Carovana Antinucleare a Saluggia!

Dopo il Referendum contro il nucleare, vinto con uno schiacciante 95%, gli italiani e le italiane hanno prova di voler contare quando le decisioni riguardano il proprio futuro, soprattutto quando si tratta di decisioni che coinvolgono la salute umana e dell’ambiente.

In questo caso la parola partecipazione alla decisione di fare a meno del nucleare come energia da sfruttare è stata più che mai chiara, soprattutto in quei territori martoriati della presenza di vecchie centrali e depositi di scorie.

Ed è proprio qui che si giocheranno le prossime partite per la valorizzazione del risultato referendario.

Nonostante quasi 2000 saluggesi abbiano detto no al nucleare il comune sembra non dare nessun peso al voto. C’è una persona che ama definirsi l’anima verde della politica, la quale continua a cambiare partito politico come una bandiera cambia il suo sventolare con il vento, che continua a dare prova delle sue fragili parole e ancor più fragili idee politiche. Questa persona fosse un semplice cittadino darebbe l’idea di essere un bastian contrari e tutto finirebbe lì, purtroppo l’individuo in questione e niente di meno che il Sindaco di un paese che da molti anni si trova a fare i conti con il problema nucleare.

Se da un lato il Pasteris si è affrettato a comunicare che la colpa di avere un deposito a Saluggia non è la sua, accusando le vecchie amministrazioni di non aver fatto nulla per cambiare la situazione, dall’altro non ha affatto cercato di impedire la costruzione di un nuovo deposito scorie.

In una situazione di crisi globale, dove le famiglie sono in continuazione dilapidate di tutte le possibilità di arrivare a fine mese e con servizi che sempre più subiscono tagli, il Sindaco Pasteris ha dato via libera al Governo e Sogin per aprire il cantiere. Quest’ opera ancor prima che inutile, farà di Saluggia il deposito nazionale, la promessa è quella che di concreto l’ opera rimarrà in piedi per almeno 50 anni, un bel mega deposito di 30 mila metri cubi e 13 metri di altezza, con annesso il sito di cementificazione delle scorie, per un totale di 18 milioni di euro.

In vista del rientro delle scorie radioattive mandate all’estero e con un deposito nuovo, per quale motivo, io gestore della pattumiera, non dovrei portare a Saluggia le mie scorie? Del resto il Sindaco mi ha dato la possibilità di costruire in barba a tutte le regole e permessi di ogni genere. Poi è stato lautamente pagato il disturbo con le compensazioni che tanto fanno bene alle casse del comune ma non certo alla salute di chi quei territori li vive ogni giorno. Quanti soldi vale la salute nostra e quella dei nostri figli?

Quanto vale il futuro delle nuove generazioni per questi politici? Crediamo ben poco, per quale motivo interessarsi di quello che accadrà domani se in quel domani sarò altrove? Chi pagherà il danno subito dai territori continuamente inquinati dai rifiuti liquidi nucleari?

Chi si occuperà di dare una risposta ai continui malati di tumori che continuano a non avere spiegazioni sul loro aumento? Certo è che con un deposito nucleare dietro l’angolo, qualche motivazione dell’aumento ce l’abbiamo.

Siamo stanchi della solita minestra, prima il Sindaco Barbero poi Pasteris e domani chissà, sempre tutti ad assicurare una discontinuità nella gestione di tutto questo schifo. Vogliamo una soluzione vera e soprattutto tangibile, non abbiamo più pazienza per aspettare nuove prese di posizione da un Sindaco che non conosce posizioni.

Un solo slogan è quello che continuiamo a ripetere da anni: Fuori le scorie da Saluggia! No alla costruzione del deposito D2.

Basta con le menzogne.

Comitato cittadini contro il nucleare

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Resoconto dell’udienza di sorveglianza speciale a Stefano

Mercoledì 30 settembre si è tenuta una delle ultime udienze della fase dibattimentale riguardo alla richiesta di sorveglianza speciale a carico del nostro compagno Stefano.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Diecimila in marcia da Sant’Ambrogio ad Avigliana

Ci sono giornate in cui una valle intera decide di mostrarsi per quello che è.
Ieri è successo tra Sant’Ambrogio e Avigliana. Un numero enorme di persone ha percorso insieme la Valsusa, in una marcia popolare che ha attraversato i due paesi portando in strada una cosa che forse è ancora più importante del numero dei partecipanti: la capacità di una Valle di riconoscersi, ancora una volta, nella difesa del proprio territorio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Data center: incontro pubblico a Pavia

Sabato 26 settembre a Milano è nata ufficialmente la rete regionale dei comitati stop data center, che scenderà in piazza con una manifestazione a Milano il prossimo 10 ottobre. Sul tema si terrà un incontro pubblico di approfondimento a Pavia, martedì 6 ottobre alle ore 21, presso la sala conferenze del Broletto.​ ​

Immagine di copertina per il post
Editoriali

E’ la bolla: quanta energia nelle mani dei padroni

Stiamo entrando mani e piedi in un sistema di capitalismo finanziario in cui l’energia è la principale merce di scambio.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Cimici al carcere delle Vallette

In questi giorni, a seguito di alcuni articoli di giornale e in particolare dai racconti di alcuni detenuti recentemente usciti dal carcere torinese Lo Russo e Cutugno, sono emerse nuovamente le criticità sanitarie e di vivibilità minima della Casa Circondariale.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

La vera faccia dei data center: cosa succede in Piemonte?

Di seguito l’indizione del dibattito organizzato dai comitati e dai cittadini che si stanno attivando a Torino sul tema dei data center insieme all’Assemblea Universitaria di Scienze di UniTo.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Data Center a Modena: dati in pasto alla guerra

Brescia, 18 agosto 2026. Festa di Radio Onda d’Urto. Temperature da fornace padana, nell’estate più lunga, torrida e faticosa mai registrata in Italia. Insieme a noi, sotto la tensostruttura dove si svolge il dibattito, decine e decine di persone.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La banalizzazione della montagna

Un articolo di Luca Rota – attento conoscitore delle nostre montagne e del loro ambiente naturale – offre lo spunto per ragionare su una problematica di attualità: il turismo.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Blocchi nei licei in Francia: la protesta continua e si espande

Da meno di una settimana in Francia tutti i licei di periferia di Parigi e di altre grandi città sono bloccati dai picchetti degli studenti che, insieme a professori e assistenti all’educazione, hanno messo al centro la questione della formazione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: c’era una volta Bosco Ospizio, ora è il tempo delle ruspe della Conad

Ruspe e polizia nel Bosco Ospizio di Reggio Emilia, dove un progetto edilizio minaccia un’area verde ricca di biodiversità. Il quartiere resiste e il presidio incontra la lotta No Tav: esperienze diverse che si riconoscono nella difesa dei territori.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Maricarmen e la generazione inquilina

Ripubblichiamo questo interessante contributo di Simone Guglielmelli apparso originariamente su Jacobin.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Genova: 3 ottobre assemblea generale operativa

Il prossimo 30 ottobre in oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Europa si svolgerà una giornata internazionale di mobilitazione contro la guerra, il genocidio, il riarmo e la militarizzazione dei porti lanciata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali CGT Ports and Docks (Francia), ENEDEP (Grecia), LAB (Paesi Baschi), Liman-İş (Turchia), ODT (Marocco), USB e ORSA Porti (Italia). Si tratta di una delle più grandi iniziative internazionali per la pace promossa dalle organizzazioni dei lavoratori negli ultimi decenni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Marinëz

Nel paese dei miei, Marinëz (Albania), un’intensissima lotta autonoma ha ottenuto una vittoria enorme contro la multinazionale che gestisce i pozzi petroliferi del territorio. Marinëz si trova al centro del più grande giacimento su terraferma d’Europa e i pozzi, a decine e decine, sorgono su terreni di proprietà della gente del posto da generazioni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Russia: il voto premia il partito di Putin ma l’analisi deve scavare tra apparenti contraddizioni

“La situazione in sintesi è che abbiamo un partito del potere che dopo oltre 4 anni di guerra migliora sensibilmente il proprio risultato ma sarebbe forse una lettura troppo semplice legare questo 58% di consensi al partito di Putin come il 58% di russi favorevoli alla prosecuzione della guerra, secondo me sarebbe una conclusione che non ci consentirebbe di trarre poi delle analisi più profonde. ”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cosenza: Basta carovita, carburante, bollette, spese

Il 1 ottobre alle ore 18 in Piazza XI Settembre a Cosenza è stata indetta una manifestazione contro il carovita. Riprendiamo il testo da La Base.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il tempo del riscatto

Con le nostre auto, ormai esenti da bollo, siamo obbligati a guardare un enorme schermo pubblicitario installato su viale Togliatti che mostra Meloni invitata al convegno di Gioventù Nazionale con lo slogan “il 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘰𝘳𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Bianca, ciao Dario.

Ci uniamo al ricordo e al saluto del Movimento No Tav per Bianca e per Dario che da poco ci hanno lasciati.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Alex

Diffondiamo l’appuntamento in ricordo di Alex, compagno che ci ha lasciato da poche settimane a Torino.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: Run to Gaza. Il 6 settembre Torino corre per Gaza

Il coordinamento cittadino per la Palestina Torino per Gaza insieme ad altre realtà ha organizzato la prima maratona per Gaza. Di seguito il testo di indizione dell’evento e le modalità per partecipare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il popolo salva il popolo: la risposta popolare al terremoto e al fascismo

Abbiamo tradotto un reportage di Colombia Informa, agenzia di stampa alternativa colombiana in merito a quanto sta accadendo a livello sociale e politico in seguito al devastante terremoto avvenuto nel Paese qualche settimana fa.