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Colaninno braccato dagli operai Piaggio di Pontedera

L’agitazione è stata proclamata dopo l’ennesimo niet da parte dell’azienda a un confronto sulle questioni poste da tempo da parte dei lavoratori e sulle quali anche di recente era ripresa la mobilitazione nel grosso stabilimento della Valdera: tavolo per la stabilizzazione dei precari, conguaglio dei premi che non vengono pagati agli operai dal 2012 e, recentemente, la scelta aziendale di disporre di permessi e ferie non maturate per una fermata produttiva dal 4 al 22 agosto. In particolare, quest’ultimo accordo, è stato raggiunto dall’azienda avvalendosi di una politica di frammentazione sindacale abile nel servirsi delle firme compiacenti di due soli delegati FIM e UILM su un totale di 30 membri della RSU.

La mattinata di ieri è stata un’occasione per mettere alle strette il primo responsabile del “Modello Piaggio” di sfruttamento. Gli operai in sciopero si sono mossi prima con un corteo interno allo stabilimento per poi uscire dallo stesso e raggiungere il Museo Piaggio, dove era previsto l’incontro tra Colaninno e la dirigenza di Pontedera. Qui però polizia e carabinieri hanno impedito l’ingresso ai lavoratori schierandosi davanti al museo e scortando Colaninno fino a un ingresso secondario. L’assedio all’amministratore delegato del gruppo si è protratto fino alle 11, quando gli operai hanno ripreso il lavoro in fabbrica.
Intanto le mobilitazioni si estendono anche all’indotto. Alle Officine Ristori di Montecalvoli gli operai sono al quinto giorno di sciopero per il mancato pagamento del premio di produzione. Analoga situazione anche alla Mpt Plastica di Calcinaia.

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