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Ex Caserma: “In 24 a giudizio immediato. Un’operazione di chirurgia politica da parte dei Pm”

Erano 36 le persone inserite nel registro delle indagini dal Pubblico Ministero Masini, per lo più militanti di varie strutture politiche della città, a cui sono stati imputati vari reati, dalla devastazione a manifestazione non autorizzata, a resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, il tutto “condito” da una chiara intenzione di far passare quei tre giorni ( soprattutto i fatti della Prefettura) come un “attacco” premeditato e studiato a tavolino da un gruppo di facinorosi dediti alla violenza.

Già da queste premesse era facile intuire come il fine fosse quello di reprimere chi da anni svolge attività politiche di contestazione nei confronti di quel Partito Democratico locale che da decenni governa questa città come se fosse un feudo e che risulta essere uno dei protagonisti principali della crisi economica e sociale che Livorno sta vivendo (fabbriche chiuse, municipalizzate al collasso, disoccupazione alle stelle, uno sfratto al giorno sono solo alcuni degli esempi più eclatanti).

Vorremmo infatti ricordare come, e non sembra proprio una coincidenza, quei tre giorni siano cominciati proprio a seguito della gestione repressiva messa in atto durante una contestazione al futuro vincitore delle primarie del sopracitato partito, Pierluigi Bersani (che la gestione dell’ordine pubblico sia stata inadeguata e colpevole non lo diciamo soltanto noi ma anche lo stesso giudice che ha rigettato le richieste di carcerazione proprio su su queste basi).

Dodici degli indagati sono stati esclusi dal processo con giudizio immediato, fra questi molte persone, principalmente singoli o appartenenti ad altre strutture politiche cittadine.

Questo passaggio ci permette di leggere ancor più chiaramente l’intenzione, da parte del PM Masini, di colpire chirurgicamente uno dei soggetti più attivi in città dal punto di vista sociale e politico, impegnato su vari fronti, da quello del  diritto alla casa e al reddito, a quello ambientale e promotore, nella quotidianità, di una socialità libera e slegata da forme di profitto o di associazionismo.

La nostra risposta rimane la stessa: quei giorni sono stati la risposta di una città che non si piega di fronte alle ingiustizie e ai soprusi di una classe dirigente così lontana da quelli che sono i reali problemi di un comune sull’orlo del baratro…

Continueremo a portare avanti le nostre compagne senza fermarci, arrivando al processo sicuri delle nostre ragioni e forti della solidarietà di chi ogni giorno lotta con noi perchè finalmente le persone possano diventare reali protagoniste delle proprie vite e non marionette nelle mani di un potere schiavo di banche, clientelismi e profitti.

Ex Caserma Occupata

21 marzo 2013

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