InfoAut
Immagine di copertina per il post

Giù le mani dalle nostre case:1500 persone al corteo per la ricostruzione

1500 persone contro istituzioni e politica

1500 persone che hanno deciso di mettersi in gioco e lottare.

Questi sono i numeri per una delle giornate più importanti per la bassa modenese ferita dal terremoto di 6 mesi fa, una ferita ancora aperta e che faticherà a rimarginarsi.

Nella piazza principale di Mirandola, una delle città più colpite dal terremoto, a partire dalle 15,00 si sono cominciate a radunare le persone che hanno deciso di rispondere all’appello della manifestazione lanciata dal comitato SISMA.12 e dal Comitato Popolare Mirandolese per la ricostruzione arrivando a toccare il migliao di persone; nell’attesa dalla partenza la piazza è stata attraversata da musica e da diversi interventi tra cui quello di Sandro Romagnoli, portavoce del ‘Comitato Sisma 12’ che ha organizzato il corteo insieme al Comitato popolare mirandolese per la Ricostruzione che riportiamo: “Chiediamo semplicemente l’indennizzo al 100% per i danni dovuti al sisma e non fino all’80% come è stato stabilito. Questo deve valere anche per chi ha abitazioni danneggiate lievemente e quindi in ‘classe A’. In base alle nostre valutazioni, poi, non si arriverà che al 45-50% al massimo dei rimborsi necessari per una totale ricostruzione. Lo Stato, nonostante gli stanziamenti, deve ancora sborsare un euro e l’unica eccezione è rappresentata dai contributi di autonoma sistemazione, fermi peraltro ad agosto”.

A rispondere all’appello, oltre alla gente di mirandola e della bassa, hanno risposto i vari comitati, No Gas e No Cispadana, che lottano ogni giorno contro le devastazioni e le grandi opere che nella bassa trovano ipotesi di realizzazione, formazioni politiche come Prc, il Pcl, le rsu della Civ e Civ ( azienda produttrice di vino), i comitati nati nella bassa per la ricostruzione come lo stesso sisma.12 e il comitato popolare mirandolese e collettivi come il Guernica, il Lab.crash di Bologna e il Cadica di Vignola.

Una volta partito, il corteo si è snodato lungo la circonvallazione della cittadina, un percorso lungo che ha toccato diversi punti importanti e sensibili della città, come palazzine vuote, fabbriche chiuse a causa del terremoto; tutti posti che pongono un problema centrale all’interno del discorso ricostruzione – terremoto, perché nella fase attuale ci si ritrova con tutti i campi autogestiti e non chiusi e nonostante ci siano numerosi appartamenti e case vuote, i terremotati con le case inagibili, non hanno e non stanno trovando una soluzione abitativa serie e definitiva; stesso discorso vale anche per il mondo del lavoro, con oltre 3500 aziende chiuse e 33000 cassa integrati, fatto questo che ora ha portato in evidenza il problema del reddito ( leggi articolo infoaut :analisi di un terremoto situazione politica sociale nella bassa modenese

 

Con il passare dei minuti la luce ha cominciato a calare, ma nonostante tutto i numeri del corteo sono continuati ad aumentare toccando la cifra di 1500 persone.

 

Numeri importanti che hanno messo in evidenza la determinatezza della gente della bassa che dal basso ha dato una risposta rilevante alle istituzioni locali e a tutta la politica, rimarcando ancora di più il distacco che si sta consumando in quelle terre verso la politica stessa. Un distacco e una rabbia che si è percepita nei diversi interventi fatti durante il corteo, interventi applauditi e che hanno fatto si che la gente facesse sentire tutta la sua volontà per riprendersi in mano la bassa, la propria terra e la propria vita.

La grande assente della giornata di oggi è stata proprio la politica. Invitata a scendere nelle strade, tra la gente che rappresentano e a cui dovrebbero dare delle risposte, questa ancora una volta ha rifiutato; nessuna istituzione si è fatto vedere, ne un sindaco, un assessore, un membro di qual partito che da decine di anni governa in quelle terre, facendo capire, una volta per tutte, da che parte hanno scelto di stare: con la governance  e non con la gente.

Il corteo è poi terminato nella piazza di partenza dove si è sciolto, illuminato dalle luci della piazza, con una promessa chiara e precisa: la giornata di oggi è solo l’inizio di una lunga battaglia con l’obiettivo che, se non cambieranno le cose, si andrà sotto i palazzi della regione Emilia Romagna a Bologna, a cui fa capo il presidente Errani commissario per la ricostruzione nella bassa.

 

Una giornata importante quella che si è vissuta oggi nella bassa, una giornata che ha dato un chiaro segnale alla politica tutta: la gente non è disposta più a credere alle promesse e a stare al loro gioco. 1500 persone in una terra assopita da un modello di governo che ha sempre fatto in modo che nessuna miccia potesse accendersi, non sono poche anzi sono una premessa e un segnale importante all’interno di una stagione ricca di lotte costanti contro crisi e austerità. E’ evidente come la politica non riuscirà a mantenere le promesse e i patti che ha fatto rendendo evidente che se la situazione non cambia anche i soldi che dovrebbero arrivare nel 2013 non ci saranno.

 

Per questo sono importanti le lotte che dal basso giorno dopo giorno, passo dopo passo, conquistano contro potere nei luoghi dove trovano protagonismo e la bassa è uno di questi luoghi.

 

Infoaut Modena

[iframe width=”560″ height=”315″ src=”http://www.youtube.com/embed/r7PqB4LHbD8?rel=0″ frameborder=”0″ allowfullscreen ]

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

bassaemiliaModenaterremoto

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Albania: “non ci fermiamo”. Cronache dalla rivolta.

Domenica 18 ottobre 2026. Quinta giornata di rivolta a Tirana. Oggi, lungo il boulevard principale, è stata letteralmente una battaglia durata oltre cinque ore. Il corteo parte a metà mattinata con l’obiettivo di raggiungere l’edificio del primo ministro. Oggi la polizia inizia la giornata sparando proiettili di gomma ad altezza d’uomo, con i fucili, o appostata su palazzi. E poi i soliti idranti, le cariche, il liquido urticante e i gas. Il corteo resiste, avanza

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: chi si è perso la festa di sabato ci va domenica

Il mondo al contrario, finalmente. Le merci non sono lì da vedere. Sono lì da prendere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Raccolta di contributi e punti di vista sulle piazze del 17 ottobre: dalla Francia all’Italia

Di seguito apriamo una raccolta di punti di vista a nostro parere interessanti su quanto sta succedendo da una parte all’altra delle Alpi sul tema del carovita, della crisi sociale e della guerra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Italiani veri

Contro il carovita, contro il caro carburante e quindi anche contro la guerra. Piazze di molte città d’Italia in questo 17 ottobre si sono riempite in aperta opposizione al governo Meloni, causa della crisi sociale dilagante. Piazze piene anche oggi quindi, dopo una giornata di mobilitazione studentesca significativa per tutto il Paese.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Calabria: un mese di mobilitazione diffusa per il lavoro e contro il carovita

Scriviamo questo contributo mentre la Calabria è ancora teatro di importanti lotte e momenti di mobilitazione popolare, con lo scopo di comprendere e attraversare, senza alcun pregiudizio, ogni frattura che si apre in questa terra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Piazze contro il carovita e il carocarburante

Anche in Italia sabato 17 ottobre sembra essere diventata una data di mobilitazione contro il carovita e contro il carocarburante a partire da chiamate spontanee soprattutto tramite social e gruppi telegram.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

A Massa Carrara maxi-corteo: 15mila in piazza contro l’ondata di denunce, “si cerca di limitare il dissenso impedendo le manifestazioni”

Almeno 15mila persone hanno sfilato per le strade di Massa Carrara nella giornata di mercoledì 15 ottobre, giorno in cui si sarebbe dovuta tenere la prima udienza a carico dei manifestanti colpiti dall’andata repressiva contro il movimento per la Palestina.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Mobilitazioni studentesche in Albania

Raccogliamo alcune testimonianze inviateci dall’Albania riguardo alle recenti mobilitazioni studentesche.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

C’è una Calabria che non sta a guardare

Sulle mobilitazioni contro il caro-vita

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Fare come in Francia”

L’appello che risuona nelle scuole italiane da nord a sud si sta concretizzando in numerose dimostrazioni, occupazioni e scioperi.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Data Center a Modena: dati in pasto alla guerra

Brescia, 18 agosto 2026. Festa di Radio Onda d’Urto. Temperature da fornace padana, nell’estate più lunga, torrida e faticosa mai registrata in Italia. Insieme a noi, sotto la tensostruttura dove si svolge il dibattito, decine e decine di persone.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

La Fabbrica della guerra a Modena. Una prima mappatura.

Come la guerra entra sul nostro territorio trasformandolo in fabbrica della guerra?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Scosse devastanti in Venezuela. Migliaia di dispersi, si scava tra edifici crollati. Il sisma più violento da 126 anni.

Sono oltre 25.000 le persone che risultano al momento disperse a seguito dei devastanti terremoti che ieri sera, mercoledì 24 giugno, hanno colpito il Venezuela. Due scosse violentissime, a breve distanza, tra mezzanotte e le due di notte, orario italiano, hanno causato il crollo di centinaia di edifici. La prima scossa è stata di magnitudo […]

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Fabbrica della guerra, Laboratorio della guerra, Drone Valley.

Uniamo qualche punto per mettere a fuoco, nel contesto più ampio di ristrutturazione del territorio in funzione della guerra, la recente notizia riguardo la prospettiva di produzione di droni militari ad alta tecnologia a Modena attraverso una partnership che vede Italia e Regno Unito collaborare tramite la milanese Vigilar Group Spa e la britannica MGI Engineering Ltd, che aprirà la sua sede italiana nella nostra provincia.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Modena: nessuno spazio per fascisti e sciacalli

Il 20 maggio, centinaia di antifascisti e antifasciste Modenesi sono scesi in piazza contro la presenza di Forza Nuova.

Immagine di copertina per il post
Contributi

La grammatica del vuoto

Da Kamo Modena
0. Sabato pomeriggio la nostra città è stata ferita.

1. Su quel pavimento della via Emilia che conosciamo bene non è stato lasciato solo del sangue di persone innocenti. Insieme ad esso, un terrore già visto come modus operandi, e l’orrore che la sua insensatezza comporta. Ma anche il coraggio di pochi, e la solidarietà popolare di tanti. Senza distinzioni. Odio, amore, vita, morte: tutto mischiato. Nella consapevolezza che su quella strada, in quel momento, ci poteva essere chiunque di noi. Dei nostri amici, dei nostri affetti.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Solidarietà e sostegno alla Witchtek Tribal Laboratory

Come tantx già sanno, all’ uscita della festa, mentre eravamo incolonnatx e prontx per uscire, le forze del disordine hanno voluto scatenare il panico con la violenza squadrifascista più brutale

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Free Party: a tre anni dall’entrata in vigore del decreto anti-rave migliaia di giovani occupano a Campogalliano (Mo)

Violente cariche e lacrimogeni contro le persone presenti al Witchtek. Ci sono feriti e fermati.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Aria frizzante. Un punto di vista dalla provincia sulla marea del «Blocchiamo tutto»

Riprendiamo questo ricco contributo di Kamo Modena, in attesa dell’incontro di questo weekend a partire dalla presentazione del documento «La lunga frattura»

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Giorni di protesta in Marocco

Dal 25 settembre sono in corso una serie di mobilitazioni nelle città più grandi del Marocco, da Tangeri fino ad Agadir.