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I lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo riempiono le piazze in tutta Italia

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Dall’inizio della pandemia molti lavoratori e lavoratrici dello spettacolo rimast* senza reddito hanno iniziato a riunirsi tramite web conference in tutta Italia.

Ieri per la prima volta sono scesi in migliaia in 15 piazze italiane al grido di #convocatecidalvivo. I lavoratori e le lavoratrici chiedono infatti di essere convocat* dal governo e prendere parte ai processi decisionali che li riguardano quali per esempio le misure di sostegno al reddito adottate dal governo durante l’emergenza nei confronti del settore dello spettacolo e totalmente insufficienti, “abbiamo bisogno di un reddito di continuità che ci traghetti fuori dall’emergenza”. Molte le voci di tecnici, attori,attrici, musicisti e tutte le maestranze unite per un cambiamento radicale del sistema dello spettacolo, a partire dalla necessità di forme contrattuali adeguate ai lavoratori del settore. Chi lavora nello spettacolo infatti si trova spesso e volentieri a lavorare a “intermittenza” ovvero con contratti per eventi o produzioni specifiche, diventa di conseguenza necessaria l’introduzione di un’ indennità percepibile nei giorni di “non lavoro” sulla falsa riga dell’ intermittence francese; finanziamenti pubblici per arte e cultura, ammortizzatori sociali. E’ stata più volte ribadita inoltre l’imprescindibilità di una cultura accessibile a tutt*. Il 15 giugno alcuni teatri riapriranno ma per pochi eventi a organico ridotto, una minoranza di lavoratori dunque tornerà di fatto a lavorare, per questi saranno essenziali misure di sicurezza all’altezza della situazione, per chi invece a lavorare non ci torna ancora continuano ad essere indispensabili misure di sostegno reali. Ieri è stato solo il primo momento di mobilitazione, i lavoratori hanno infatti dichiarato che se non verranno convocati verrà proclamato lo stato di agitazione permanente.

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