
Appello alla mobilitazione: il 2 giugno Pontedera dice no!
Martedì 2 Giugno | Ore 10:00 | Piazza Cavour Pontedera
Perché vogliamo scendere in piazza?
Mentre le istituzioni, nel giorno della Festa della Repubblica, approfittano ancora una volta di una ricorrenza per celebrare le forze armate, e nel mondo intero accelera sempre più la guerra globale, nei nostri territori si continua a progettare un futuro di cemento e militarizzazione.
In questo scenario, il progetto della nuova BASE MILITARE per i Gruppi di Intervento Speciale e TUSCANIA distribuitatra Pisa (presso l’ex Cisam a San Piero a Grado nel cuore del Parco Naturale di San Rossore) e Pontedera (nell’area verde della Tenuta Isabella), non risulta solo un esplicito attacco all’ambiente, ma, soprattutto, una scelta politica precisa: sottrarre risorse alla collettività per alimentare la macchina bellica che procede a ritmi sempre più sostenuti.
Mentre civili in tutto il mondo vengono uccisi con le armi che partono dai nostri Paesi e sui nostri territori il governo taglia sulla scuola, sulla sanità, abbandona le case popolari e definisce “insostenibili” gli investimenti per la transizione ecologica, i fondi pubblici (a partire da quelli del Fondo Coesione e Sviluppo, destinati inizialmente alla spesa sociale) vengono dirottati per cementificare il territorio e alimentare il riarmo, incentivando sempre più un escalation bellica che già rappresenta un punto di non ritorno inaccettabile. Denunciamo quindi con forza un’operazione che è passata da 190 milioni iniziali a una spesa folle di oltre 520 milioni di euro di denaro pubblico, in una cornice che prospetta un futuro, sempre più incerto, di crisi economica e sociale.
Così come il 25 aprile abbiamo deciso di dare valore alla memoria antifascista e antimilitarista, facendo vivere questa giornata storica di resistenza con la manifestazione a Camp Darby e con la riapertura del presidio di pace dei Tre Pini, riteniamo che il 2 giugno, data che già da anni ha visto protagoniste importanti mobilitazioni No Base, sia necessario dare un nuovo valore a ciò che realmente deve essere considerato come diritto di tutte le persone che vivono in questo Paese e non parole retoriche e svuotate di senso. Il ripudio della guerra oggi deve avere significato concreto ed essere agito da tutte e tutti, non solo sbandierato in proclami che nascondono interessi di morte e prevaricazione.
É a partire da questa prospettiva che, per questo 2 giugno, lanciamo una manifestazione che da Pontedera si muova in direzione della Tenuta Isabella, l’area scelta per la realizzazione di una pista di addestramento e di un poligono di tiro militari.
Una giornata che non solo contesti le logiche della guerra globale, ma sia in grado di ragionare su come si costruisce un territorio di pace, che sia in grado di rigenerare legami sociali, mettendo al centro la cura delle persone, la difesa dei diritti umani e la condivisione degli spazi comuni.
Fuori Pontedera dalle logiche di guerra!
Pontedera non deve diventare un avamposto logistico per reparti d’élite impegnati in scenari di guerra internazionali, lontani dalle esigenze reali della popolazione. Lo stanziamento di quasi 4 milioni di euro, ancora una volta sottratti ad interventi di pubblica utilità, per il potenziamento del Binario 4 della stazione di Pontedera e per favorire la sosta e il passaggio di treni carichi di armamenti, esplosivi e munizioni, non può che confermare la volontà di intensificare la mobilità militare e, con questa, gli interessi di guerra. Sommando a questo intervento le commesse belliche della Piaggio e la realizzazione della base alla Tenuta Isabella, la Valdera si configura inevitabilmente come una sezione periferica dell’hub militare ormai di ampiezza regionale, che comprende Camp Darby (il più grande deposito europeo di armamenti statunitensi), l’ampliamento dell’aeroporto militare di Pisa, la realizzazione della Darsena Europa a Livorno, ma anche il Comando NATO a Firenze. Crediamo invece in una Pontedera e in una Valdera come territori della pace, della cultura e del lavoro dignitoso: non vogliamo che la provincia di Pisa si consolidi come un hub al servizio della guerra!
Contro il consumo di suolo e la devastazione ambientale.
Non possiamo accettare che un bene comune come i 170 ettari di aree verdi individuate per la base di Pisa e Pontedera, vengano sacrificati per poligoni di tiro e basi di addestramento militari al servizio della guerra, aggiungendo peraltro ulteriori problematiche di tipo ambientale a territori già fortemente antropizzati e che hanno già mostrato tutta la loro fragilità nel resistere alle alluvioni.
Soldi per le spese sociali, non per la guerra.
In un momento di crisi economica e sociale, che vede un inarrestabile depotenziamento dei servizi pubblici, con un’inflazione in continua crescita causata dalla guerra e che erode giorno dopo giorno il valore di acquisto di chi ancora ha un salario, spendere centinaia di milioni di euro di fondi pubblici (spesso sottratti al PNRR) per infrastrutture militari che produrranno morte e distruzione, è solo una scelta folle e insensata.
Fermare la base significa fermare la corsa al riarmo che ci trascina verso il baratro: le nostre vite valgono più dei loro profitti.
Invitiamo tutte le realtà associative, i comitati, i sindacati e i singoli cittadini, a unirsi alla manifestazione e a costruire quella che immaginiamo come una grande giornata di mobilitazione contro la guerra! Portiamo bandiere, striscioni e creatività: la terra è di chi la vive, non di chi la bombarda!
NESSUNA BASE PER NESSUNA GUERRA
MOVIMENTO NO BASE
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