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Il telelavoro aumenta il rischio di stress ed insonnia

Risulta che il telelavoro (di cui lo studio individua tre differenti tipologie che chiamiamo, seguendo il report, T/ICTM) porta ad un aumento del numero totale di ore lavorate rispetto alle forme di lavoro tradizionali e si estende il tempo di lavoro straordinario rispetto agli accordi formali con il datore di lavoro: «In Europa, i dati EWCS 2015 mostrano che la percentuale di impiegati che fanno gli straordinari – definiti come orari più lunghi di 48 ore a settimana – è più alta tra i lavoratori T/ITCM rispetto agli altri impiegati […] ». Dal report si legge che queste ore di straordinario sono spesso fuori dagli accordi formali, spesso non pagate e spesso riguardano la sera o i week-end. Quindi si sfumano i confini tra ore di lavoro e vita privata grazie alla maggiore disponibilità e raggiungibilità dei lavoratori T/ICTM.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La maggiore intensità richiesta dal lavoro T/ICTM e la sovrapposizione tempo di lavoro/vita privata è spesso associata con più alti livelli di stress rispetto alle forme di lavoro tradizionali: «il 41% degli impiegati con tele-lavoro mostrano alti livelli di stress, confrontato con solo il 25% tra coloro che lavorano sempre in un ufficio». Inoltre, proprio questo rapporto collega il tele-lavoro con problemi di insonnia: «Problemi del sonno, un sintomo specifico collegato allo stress, sono stati evidenziati da uno studio della Commissione Europea (2010) come potenziale conseguenza del T/ICTM», continua, «una frazione più alta di telelavoratori da casa (42%) e di quelli ad alta mobilità T/ICTM (42%) riportano di svegliarsi ripetutamente durante la notte, contro solo il 29% tra quelli che lavorano esclusivamente in ufficio».

Ci sono chiari vantaggi nel non essere sottoposti alla disciplina di tempi e luoghi imposti dal padrone, ma, in una società altamente competitiva come quella contemporanea, è necessario fare in modo che questa autonomia non si ribalti in una possibilità di maggiore sfruttamento e stress…ma come?

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