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Indigeni del Cauca sgomberano e occupano base militare

Il governo ha poi mandato gli antisommossa per reprimere gli indigeni, provocando violenti scontri con un saldo di diversi feriti.
Sempre nel Cauca, gli indigeni hanno marciato sulla base militare di Huasanó, occupandola ed obbligando i soldati ad andarsene, mentre a Caldono hanno arrestato oltre 30 militari dopo che l’Esercito aveva assassinato un giovane.
Questa regione, territorio ancestrale di indigeni, vive una crisi profonda causata dall’abbandono assoluto dello Stato, e dal dominio della vecchia oligarchia narcolatifondista, che vive di rendita sulle spalle di una forza lavoro pesantemente sfruttata. La maggior parte dei suoi abitanti versa in condizioni di povertà, la disuguaglianza è impressionante, mancano servizi scolastici, case, sanità. E’ un’area in cui si manifestano tutti i problemi che vive l’intero paese: la necessità di una vera riforma agraria, la diseguaglianza, la miseria, la discriminazione razziale, la concentrazione della ricchezza, il paramilitarismo, la corruzione politica, la militarizzazione completa del territorio.
Ma questa regione è anche la dimostrazione lampante del fallimento del regime terrorista colombiano, espressione dei privilegi dell’oligarchia; la militarizzazione della zona voluta da Uribe e sostenuta con forza da Santos non ottiene i risultati sperati, e  lungi dall’aver sconfitto la guerriglia, Santos non ha il benché minimo controllo del territorio ed è costretto a tornare con la coda fra le gambe a Bogotá.

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