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Torino, Città della Salute: lavoratrici delle pulizie in sciopero, tafferugli alla Regione

Ieri un centinaio di addetti alle pulizie della Città della Salute di Torino (Ospedale Molinette, Sant’Anna, Regina Margherita) si sono ritrovati in presidio sotto l’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dove si è svolto un incontro tra i vertici dell’AslTo1 e della Città della Salute, i sindacati Cgil, Cisl e Uil e l’azienda tedesca Dussmann che ha appena vinto l’appalto del servizio pulizie e per il quale ha annunciato un taglio delle ore e, di conseguenza, degli stipendi tra il 33% e il 40%. Ramona, in presidio sotto l’assessorato al lavoro, ci spiega che «la richiesta è che non ci siano tagli delle ore, perché già così non ce la facciamo a tenere puliti gli ospedali». Dora ci racconta la prime fasi dell’incontro e della chiusura dell’azienda nei confronti della lavoratrici: « ci hanno detto di far silenzio, perché gliene abbiamo dette di tutti i colori. Volevamo che loro parlassero con noi, perché noi siamo direttamente interessate. Ma con noi non volevano parlare, quindi sono arrivati poi i delegati».

Da qui la protesta dei lavoratori che, indignati per l’assurdo taglio, hanno aspettato tutto il giorno sotto l’assessorato. Nel momento in cui dai piani alti è arrivata voce che non vi era nessuna modifica di miglioramento, le lavoratrici hanno bloccato l’ingresso utilizzando anche alcuni cassonetti e per ore in via magenta. Sempre Dora ci racconta: «Dalla finestra un nostro rappresentante ci ha fatto segno che non ce n’era, che non volevano trattare. Allora lì è successo tutto».

I dirigenti della Dussmann Italia sono stati fatti uscire dal retro dell’edificio proprio per non doversi confrontare con i dipendenti e digos e celere sono intervenute creando alcuni momenti di tensione con i manifestanti che sono stati spintonati fino ad esser costretti a sciogliere il presidio. In mezzo a tutto questo scompiglio una manifestante è stata ferita da un agente di polizia e successivamente i delegati sindacali hanno ottenuto una proroga di un mese della trattativa. Questo permette alle lavoratrici di tirare il fiato, ma solo per proseguire la lotta perché non è nemmeno possibile classificarla come una risposta alle loro rivendicazioni. Infatti sempre Ramona ci dice: «Non ci fermeremo!».

Alcune interviste:

 

Viene da chiedersi se servano dei feriti per ottenere dei sotto risultati con chi dirige, coordina e determina il servizio di pulizie perché ad oggi la Dussmann continua a non avere alcuna intenzione di ritirare i tagli al personale e con essa la Regione Piemonte e tutto l’apparato istituzionale non sembrano essere di altre intenzioni.

Come cita la pagina internet della Dussmann: «Il gruppo conta 58.000 dipendenti in 21 nazioni. Con un contributo maggiore dell’80 percento sul totale delle vendite, Dussmann Service Italia sta alla base del successo di Dussmann Group. In Italia Dussmann Service conta 14.000 dipendenti, 8 filiali e un fatturato 2015 che ha toccato i 395 Mln.€». Insomma un colosso che di cooperativa ha solo il nome all’interno della ragione sociale. Il sito internet continua dichiarando che «La mission di Dussmann Service è quella di concentrarsi sulla soddisfazione dei desideri e delle necessità dei clienti per essere il migliore partner per il loro successo». Il fondatore del Gruppo Dussmann, Peter Dussmann, afferma che «il cliente è il punto di inizio e di fine della nostra valutazione» e questa è la base della nostra unica filosofia di servizio che si riflette ogni giorno nell’impegno dei nostri dipendenti». A fronte dei guadagni dell’azienda è ancora più difficile poter accettare l’abbassamento dello stipendio per chi in media già guadagna poco. I motivi della rabbia stanno nella parole di Dora: «ci sono persone separate, monoreddito, con dei figli che non sanno come fare. Chi piangeva, chi è stato male… ci hanno portato alla fame, loro contano sulla paura».

Questa mattina un nuovo presidio si è svolto sotto la sede dell’ASL di via San Secondo, rilanciando un appuntamento di mobilitazione per le 14 di questo pomeriggio davanti all’ospedale Molinette, dove nel frattempo prosegue lo sciopero a cui le lavoratrici hanno aderito in massa. Dora ci spiega «da questa mattina il primo turno ha timbrato e si sono messi in divisa ma stanno tutte fuori. L’ospedale è tutto vuoto. L’azienda se lo aspettava e hanno chiamato quelle di Biella per coprire. Le nostre le hanno bloccate perché non devono lavorare, l’ospedale deve rimanere vuoto! Noi non ci dobbiamo essere. Perché noi siamo più forti, perché sono loro che hanno bisogno di noi e non noi di loro. Loro contano sulla disperazione» e ancora «ma non si tratta solo del nostro lavoro, qui si parla della salute di tutti i cittadini. Dovremmo essere tutti li».

Seguiranno aggiornamenti…

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