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Livorno: mille in corteo per le lotte sociali

La giornata livornese è iniziata nel primo pomeriggio in Piazza San Marco con una grande festa che ha visto la partecipazione delle famiglie dei Comitati autonomi dell’Ex Caserma Occupata insieme a tanti e tante cittadine del quartiere.

 

Intorno alle 17:30 il corteo ha cominciato a snodarsi per le vie della città andando a segnare alcune tappe significative: davanti al tribunale gli interventi del comitato di solidarietà “Livorno non si piega; poi il palazzo della provincia ha ricevuto dei secchi di letame in risposta all’appoggio quasi unanime del consiglio provinciale al progetto della discarica del Limoncino; la manifestazione ha poi sfilato davanti all’hotel Giappone dove, da alcuni giorni, sono ospiti 40 richiedenti asilo che hanno ricevuto la solidarietà del corteo.

In seguito i manifestanti hanno proseguito oltre via Garibaldi arrivando nel quartiere Fiorentina per occupare un intero blocco di case popolari destinate alla demolizione. Il Comune e la questura hanno immediatamente tentato di intimidire gli occupanti e i tantissimi solidali inviando 8 camionette della celere, per cui anche oggi sono tutti e tutte invitate a recarsi allo stabile che si trova in via Giordano Bruno.

Secondo l’amministrazione comunale e Casalp (la società che si occupa dell’edilizia residenziale pubblica a Livorno) queste case sarebbero pericolanti, ma già il primo sopralluogo di ieri ha rivelato che 7 dei 20 appartamenti sono immediatamente utilizzabili e molti altri hanno bisogno solo di piccoli lavori di manutenzione.
L’abbattimento è stato pianificato in vista di un nuovo piano di costruzioni affidato a dei privati, l’ennesimo spreco di risorse pubbliche che vede nella giornata di ieri un’opposizione forte e determinata.


Mentre scriviamo ci giunge notizia che la questura è tornata in via Giordano Bruno insieme ad alcuni operai del comune con l’intento di murare gli appartamenti. Come redazione di Infoaut continueremo a seguire la vicenda.

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