InfoAut
Immagine di copertina per il post

Logistica: facchini e solidali in corteo a Parma (SI.COBAS) e Vicenza (ADLCOBAS)

PARMA – La corrispondenza da Parma delle 15.45, quando il corteo Si.Cobas è appena partito dietro la parola d’ordine “Basta repressione contro le lotte nella logistica”, con Alessandro, della nostra redazione.

Ascolta o scarica qui.

{mp3remote}http://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2016/01/Casella-Parma.mp3{/mp3remote}

VICENZA – La corrispondenza delle 16 da Vicenza con Gianni Boetto, di Adl Cobas, anche qui con il corteo che ha appena mosso i primi passi, dietro la parola d’ordine “Se toccano uno, toccano tutti”.

Ascolta o scarica qui.

{mp3remote}http://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2016/01/Boetto-Vicenza.mp3{/mp3remote}

PARMA SI.COBAS – Di seguito, il documento con cui il Si.Cobas ha indetto il corteo di sabato 30 gennaio a Parma:

  • Per il reintegro immediato con le giuste mansioni e i livelli corretti per i facchini della Bormioli di Fidenza 
  • Contro la Santa alleanza delle istituzioni, Bormioli, destra e sinistra dei partiti parlamentari, Cgil, cisl , che vogliono, attraverso il cambio di appalto, eliminare le conquiste fatte precedentemente dei lavoratori e licenziare chi di loro si oppone;
  • Per l’unità dei lavoratori di tutti i settori contro l’attacco del governo alle nostre condizioni di vita e di lavoro,  Contro il job’s act
  • la Bormioli pur di non concedere 1200 euro ( 40 euro al mese per 30 operai) subisce un danno per gli scioperi di centinaia di migliaia di euro, il tutto per imporre il totale controllo e schiavitù nel magazzino.

 

VICENZA ADL COBAS – Di seguito, il documento con cui Adl Cobas ha indetto il corteo di sabato 30 gennaio a Vicenza:

Lunedì 18 Gennaio, senza preavviso, Prix ha disdetto anticipatamente ed unilateralmente l’appalto con la Coop. Leone all’interno del magazzino Prix di Grisignano di Zocco. Una settantina di lavoratori e lavoratrici si è trovata improvvisamente in mezzo a una strada. Stiamo parlando di persone che lavorano anche da 10-15 anni all’interno di quel magazzino, che di fronte a un cambio d’appalto hanno solamente chiesto di non perdere i diritti acquisiti in anni di fatiche come ad esempio scatti d’anzianità e livelli.
La truffa dei continui cambi d’appalto tra cooperative viene utilizzata sia per abbassare il costo del lavoro, sia per effettuare finte neoassunzioni a lavoratori che in realtà lavorano nello stesso posto di lavoro da anni, e di conseguenza approfittare degli sgravi fiscali previsti dal Jobs Act (9750 euro in tre anni per ogni “neoassunto”).
Quello che è successo al Prix è possibile, perchè nel settore della logistica non esiste l’obbligo di riassunzione di tutti i lavoratori in caso di cambio d’appalto.
Nelle scorse settimane si sono sviluppate iniziative di lotta che hanno posto come rivendicazioni il riconoscimento di alcuni obiettivi già ottenuti in moltissimi altri magazzini del settore: avere garanzie in caso di cambio di appalto, avere delucidazioni in merito alla chiusura del magazzino MaxiD di Montegalda dove operano 120 lavoratori, ottenere malattia e infortunio integrati al 100%, istituti contrattuali al 100%, un buono pasto, il riconoscimento dell’anzianità pregressa e la mezz’ora di pausa retribuita.
In risposta a queste lotte, è stato convocato dalla Regione Veneto un tavolo, che ha visto la partecipazione, oltre che della Regione Veneto, nella figura dell’Assessore Reg. al Lavoro Donazzan, della provincia di Padova, di Cgil, Cisl e Uil, Legacoop, le società Prix, Despar­Aspiag, Trasporti Romagna­Mg Service, Alì, Unicomm, avente come titolo: “contro le mobilitazioni selvagge”. Alla fine, è stato partorito da questi soggetti una lettera per chiedere ai Prefetti il “ripristino della legalita” e l’agibilità dei cantieri in caso di comportamenti “intimidatori” verso la Committenza, svelando così l’intreccio di interessi che legano committenti, sindacati corrotti e mondo politico.
Il sistema del cambio d’appalto, una vera e propria truffa, è possibile con la complicità dei sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil che, invece di esprimere solidarietà ai lavoratori messi in mezzo a una strada, hanno deciso di costituire un’alleanza con i padroni contro i lavoratori. E’ sempre più evidente che l’obiettivo è quello di spezzare i fronti di lotta che, questi sì, cercano di riportare legalità e giustizia all’interno dei magazzini.
Per questo sabato scenderemo in piazza a Vicenza, invitando tutte e tutti coloro che si riconoscono in questo appello, perchè quella dei lavoratori e delle lavoratrici del Prix è una battaglia di tutti e tutte, per difendere in tutti i posti lavoro diritti, reddito e dignità, contro le mafie degli appalti e contro l’arroganza di committenti che pensano di avere schiavi anziché lavoratori.

  • Reinserimento dei 70 lavoratori del magazzino Prix, messi in mezzo a una strada, con le stesse condizioni contrattuali di prima.
  • Garanzia del posto di lavoro per i 124 lavoratori del magazzino Dial di Montegalda in chiusura
  • Obbligo di riassunzione di tutti i lavoratori in caso di cambio d’appalto con mantenimento dei diritti acquisiti
  • No alle finte “neoassunzioni” del Jobs Act

 

da radiondadurto.org

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Nosso Povo Tá Na Rua

La notte del ballottaggio tra Lula e Flávio Bolsonaro si conclude con una enorme manifestazione di gioia della classe lavoratrice brasiliana: l’avenida Paulista di São Paulo è piena da scoppiare di gente e di bandiere rosse; nelle favelas delle principali città del paese i fuochi d’artificio scoppiano insieme a colpi di armi da fuoco sparati in aria per festeggiare. La vittoria di Lula al secondo turno è data matematicamente per certa intorno alle 9 di sera, ora brasiliana, con oltre 4 milioni di voti di differenza rispetto al candidato dell’estrema destra e il capovolgimento del risultato del primo turno, tenutosi il 4 ottobre.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Continua l’accanimento nei confronti di Sara: da venerdì sera ai domiciliari

La Questura e la Procura di Torino hanno confezionato un aggravamento delle misure preventive nei confronti di Sara, giovane e generosa compagna del movimento torinese.

Immagine di copertina per il post
Formazione

“Soffia il vento dei ’20!” Torino, Campus Einaudi occupato

Pubblichiamo la piattaforma di rivendicazioni uscita dall’Assemblea di CPS – Culture, Politica e Società del campus Einaudi di Torino che da ieri è stato occupato a seguito di una partecipatissima assemblea generale universitaria

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Appello processo Sovrano: come criminalizzare il conflitto sociale. Richieste le condanne

Ripubblichiamo il resoconto di Notav.info sull’udienza di ieri del processo di appello che vorrebbe ribaltare la sentenza in primo grado per quanto riguarda l’accusa di associazione a delinquere per Askatasuna, Movimento No Tav e Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Testimonianze dalla piazza di Torino del 24 ottobre: violenze poliziesche

Sono state raccolte una serie di testimonianze video e foto rispetto alla violenza poliziesca attuata nei confronti del corteo contro il riarmo e il carovita tenutosi a Torino sabato 24 ottobre.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Movimento 24 ottobre: la generazione Z rompe i divieti e si prende le piazze

Italia-Città blindate, quasi 5mila identificati, 371 fermati di cui 110 minorenni, 9 persone arrestate, tensioni e scontri in diverse piazze al termine di manifestazioni pacifiche molto partecipate.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma: alcune riflessioni sul corteo di ieri contro carovita ed economia di guerra

Ieri mattina il clima a Roma era surreale per giorni non avevano fatto altro che militarizzare sempre di pro la città e cercare di dissuadere le persone dallo scendere in piazza.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino è contro riarmo, carovita e data center: più di 20 mila persone sfidano il Governo Meloni

In decine di migliaia ci siamo radunati in Piazza Castello, riempiendola fino a farla traboccare.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Meloni fallisce: l’Italia vuole tutto

L’Italia si sta ribellando al carovita di guerra ed è ciò che i giornali e il governo non possono ignorare. Centinaia di migliaia di persone sono tornate a manifestare anche sabato 24 ottobre da nord a sud, mettendo evidentemente in crisi Meloni e la sua cricca.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Blocchi al porto di Livorno: la mobilitazione continua

Mentre lə lavoratorə e lə studentə in Europa e nel mondo, si ribellano contro un sistema che sfrutta e che schiaccia, e i perbenisti urlano alla violenza sulle vetrine, oggi arriva l’ennesima nave statunitense con rifornimenti militari per Sigonella.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli espropri di Milano, i riot di Belfast, la guerra ibrida

L’impiego inflazionato del concetto di «guerra ibrida» nel dibattito pubblico impone una chiarificazione. Nella dottrina strategica e nella sociologia dei conflitti, la guerra ibrida (hybrid warfare) non indica qualsiasi turbolenza sociale che transiti per le reti digitali, bensì una precisa architettura offensiva e deliberata in cui un attore statale o para-statale  combina operazioni informative, guerra psicologica e manipolazione computazionale per destabilizzare un sistema bersaglio mantenendosi sotto la soglia dello scontro militare aperto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: dal 17 ottobre al 24 la mobilitazione contro guerra e carovita continua

Riprendiamo due contributi da Radio Blackout per restituire alcune voci della piazza del 17 ottobre a Torino contro il carovita e la guerra e il rilancio al corteo di sabato 24 ottobre da parte del gruppo Italiainpiazza17.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Agricoltori e autotrasportatori campani: i blocchi e presidi continuano

Come viene riportato da questo articolo su Altra Agricoltura, l’obiettivo della giornata di oggi per gli agricoltori campani era quello di portare la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi all’attenzione della Regione:

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cerignola si ferma contro il carovita

Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento, continueranno a farlo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Viminale identifica i camnionisti per rimuovere i presidi. “Non ci fermiamo”, i blocchi a sud continuano

Contro il caro-carburanti Scaffali vuoti in Calabria, Basilicata, Campania (bloccata la A1) e in alcuni casi anche in Puglia e Sicilia; in queste 2 ultime Regioni solo alcune sigle sindacali hanno ritirato i blocchi mentre il governo, per bocca del ministro Urso, ha iniziato a identificare i camionisti “per rimuovere tutti i presidi nelle prossime ore”. I primi numeri del Viminale parlano di 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo, oltre a disporre scorte di polizia per i tir non in blocco.