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Mandiamoli a casa, rivogliamo le nostre vite

 

Oggi siamo tornati ancora una volta in piazza per rivendicare il rimborso totale dei risparmi che ci hanno sottratto. Il decreto sul risarcimento che è in via di approvazione, nonostante le modifiche, è non solo insufficiente ma un insulto alla nostra intelligenza. Il governo Renzi continua a fare gli interessi delle banche piuttosto che quelli dei risparmiatori. A questo proposito, a fronte di un piccolissimo ampliamento della platea di espropriati che potranno accedere ad un rimborso parziale, Renzi regala alle banche lo snellimento delle procedure di  pignoramento. Sia nella posizione di debitori che in quella di creditori rispetto alla banca, in situazione di crisi, con questo governo, siamo sempre noi cittadini a pagare. Con il corteo di oggi abbiamo voluto denunciare il funzionamento di questo sistema di sfruttamento, additando i suoi responsabili. Un nostro cartello è stato affisso all’ingresso dell’Agenzia 1 di Nuova Carife: “Banca di strozzini. Riduzione del tasso per Giosué” questa è stata la nostra prima richiesta della giornata di oggi. Continueremo a lottare finché Nuova Carife non avrà drasticamente ridotto il tasso d’interesse del prestito ottenuto da Giosuè Arnone. La seconda tappa della giornata è stata la fondazione Carife. Con un altro cartello abbiamo voluto fare chiarezza sulle responsabilità dell’intera vicenda: la fondazione non é in nessun modo una vittima come noi perché è diretta responsabile della cattiva gestione della banca e, perciò, il suo patrimonio dovrebbe essere utilizzato per il nostro risarcimento. Davanti alla sede centrale di Carife abbiamo riversato interi pacchi di pasta, giusto alimento per i maiali ingordi che hanno divorato i nostri risparmi. C’è una differenza sostanziale tra noi e loro: noi per campare dobbiamo lavorare tutti i giorni, per loro è sufficiente speculare sulle nostre vite. Infine il corteo si è fermato davanti l’agenzia di Veneto banca. Solo pochi giorni fa, infatti, i piccoli azionisti hanno subito un azzeramento del loro patrimonio azionario. Ancora una volta Ferrara non è stata risparmiata,  più di 10 milioni di euro sono stati bruciati. Siamo consapevoli che è necessario continuare a lottare perché la nostra vicenda rappresenta soltanto la punta dell’iceberg: il sistema bancario é a pezzi e vogliono far pagare a noi la sua crisi. La manifestazione di oggi si é conclusa con un’indicazione chiara e una promessa determinata. Il Pd è il nostro principale nemico. Indipendentemente da come andrà a finire la vicenda del salvabanche, noi promettiamo che faremo di tutto per fargli pagare il più altro prezzo politico possibile, perché non c’hanno rubato solo i soldi ma pezzi interi di vita. Per questo motivo ci impegneremo, in futuro, a costruire un “No” sociale per il referendum sulla costituzione e contro il governo Renzi. Come abbiamo urlato oggi in piazza: se ne devono andare tutti a casa.

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