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Milano, lavoratori del San Raffaele in mobilitazione contro i licenziamenti

I lavoratori e le lavoratrici dell’ospedale San Raffaele continuano le mobilitazioni contro le procedure di licenziamento previste per 244 di loro. La struttura, acquistata a gennaio dal gruppo Velca (di proprietà della famiglia di Giuseppe Rotelli) per 405 milioni di euro, si trova in questo momento a fare i conti con il pareggio di bilancio facendo pagare la chiusura del conto economico -che non quadra-  ai lavoratori e alle lavoratrici. Una crisi dai lati oscuri quella in cui si trova l’azienda ospedaliera, il cui solo obiettivo è quello, in questo momento, di saldare un debito che grava sull’ospedale e che sembra farsi sempre più grande.
Dopo la grande manifestazione del 24 ottobre scorso, quando migliaia di lavoratori della sanità hanno manifestato per le vie di Milano denunciando le politiche regionali che prevedono tagli e licenziamenti nelle diverse strutture sanitarie, oggi i lavoratori e le lavoratrici dell’ospedale San Raffaele hanno bloccato per circa un’ora la tangenziale est in entrambe le direzioni per poi spostarsi sotto l’ufficio dell’amministratore delegato, formando così un presidio permanente. Di fronte all’annuncio dell’ennesimo tavolo di trattativa che si terrà domani pomeriggio, i dipendenti dell’ospedale si preparano a mobilitazioni future, decisi ad andare avanti fino a quando non verranno ritirate le procedure. La vicenda dell’ospedale San Raffaele non solo palesa le continue politiche di riduzione della spesa cancellando e privatizzando centinaia di strutture della rete sanitaria pubblica, ma pone in risalto anche il livello di corruzione che vi è nel sistema sanitario stesso, come rivelano i finanziamenti illeciti di gruppi imprenditoriali, che periodicamente tornano agli onori della cronaca.

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