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Modena, in centinaia al corteo per Aldo Milani e per la legittimità delle lotte sul lavoro

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Diverse centinaia di facchini della logistica e solidali hanno raggiunto oggi Modena da tante città del paese oggi, per raggiungere il presidio che sotto il Tribunale della città emiliana era convocato in contemporanea alla partenza del processo nei confronti di Aldo Milani.

Il coordinatore nazionale del SI Cobas deve difendersi dalle accuse infamanti e costruite ad arte in merito alla famosa vicenda del gennaio scorso, con la montatura orchestrata dalla famiglia Levoni per delegittimare e attaccare le lotte sociali in corso nel settore della lavorazione carni.

Da Torino, Bologna, Parma, Piacenza, Genova e Milano delegazioni hanno raggiunto il presidio, trasformatosi poi in corteo una volta finita la fase odierna del processo. Il corteo ha sfilato lungo la via Emilia, per la prima volta autorizzato dalla Questura modenese dopo nove anni, terminando dopo qualche ora in piazza Sant’Agostino Nel momento in cui scriviamo, si sta muovendo verso la locale Prefettura per un ulteriore momento comunicativo alla città.

Quanto successo nello scorso febbraio ha evidentemente modificato i rapporti di forza tra lotte e istituzioni. E anche per questo la notizia di oggi delle 83 denunce arrivate a facchini e solidali per i fatti di quel giorno non suona casuale. Così come non è casuale la creazione da parte della Procura di un fascicolo unico che unisce sia il corteo del 4 febbraio che le lotte in corso alla Alcar Uno di Castelnuovo Rangone.

L’intento è criminalizzare l’insieme complessivo delle pratiche di lotta, con una solerzia ovviamente mai applicata nei confronti delle pratiche semi-schiavistiche di sfruttamento padronale in quegli stabilimenti.

Il presidio è stato preceduto da un minuto di silenzio forte e toccante in memoria di Nabil Elarchi, compagno modenese del SI Cobas tragicamente scomparso sabato scorso in un incidente stradale.

Di particolare importanza la presenza di tanti facchini e solidali da Carpiano, impegnati nella lotta all’SDA che ha visto negli scorsi giorni blocchi a ripetizione e anche provocazioni di crumiri e fascisti nei confronti degli scioperanti.

La lotta ad ogni modo prosegue, così come a Bologna dove SDA l’altro ieri ha effettuato una serrata e ieri notte permesso l’ingresso al posto di lavoro soltanto a 50 persone su 400, di cui solo 8 appartenenti al sindacato. Una ennesima provocazione ai lavoratori in lotta, i quali non hanno alcuna intenzione di perdere questa battaglia.

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