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Modena, settore carni: chi di corruzione ferisce…

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Il gruppo Levoni, tra le principali aziende del settore carni in Emilia-Romagna, ha una lunga storia di relazioni industriali complicate nei confronti dei suoi addetti. In altri campi però, alcune relazioni sembra le gestiscano in altro modo..

Manganelli, lacrimogeni, calci e pugni sono stati innumerevoli volte destinati negli scorsi anni agli operai e alle operaie in lotta contro licenziamenti arbitrari e condizioni di lavoro indegne di un gruppo a vocazione internazionale, in particolare sappiamo bene come abbiano inteso aziende del gruppo come Alcar Uno e Global Carni la gestione e la repressione delle proprie forze produttive.

La Levoni è inoltre l’azienda responsabile della messinscena nei confronti del coordinatore nazionale del SI Cobas Aldo Milani, contro cui organizzò una montatura mediatica ad uso e consumo della Procura compiacente spacciando una mazzetta data ad un collaboratore della stessa famiglia Levoni come invece destinata al SI Cobas.

Una montatura che venne spinta a livelli inauditi dalla stampa locale, anch’essa vicina agli interessi dei Levoni, ma che crollò sotto tutti gli aspetti e che portò anche alla rabbiosa risposta del corteo del 4 febbraio 2017 con la selvaggia giornata di lotta di facchini e solidali in centro a Modena e la precedente mobilitazione sotto il carcere per chiedere la scarcerazione di Milani.

Notizia di oggi è che in realtà pare che ad impersonare il ruolo corruttori siano gli stessi Levoni, in particolare leggiamo dai giornali come “Sante Levoni, patron dell’omonima azienda, è accusato di aver corrotto il giudice tributario Carlo Alberto Menegatti, fra aprile e luglio 2016, regalandogli salumi e promettendo soldi, in cambio di consulenze favorevoli su ricorsi pendenti davanti alla Commissione tributaria regionale per la società Globalcarni Spa”.

Non è tanto la questione giuridica che interessa sottolineare, dato che ci siamo abituati nel corso degli a anni a vedere come le questione politiche, le contraddizioni che riguardano il rapporto tra capitale e lavoro non abbiano mai visto una giustizia imparziale a dirimerle. Non ci interessa neanche sapere come andrà a finire, dato che di mezzi sporchi per truccare arbitrati e pareri giuridici non nascono oggi e non finiranno con qualche decisione tribunalizia.

E’ interessante però notare come a volte il contrappasso dantesco si diverta a mostrare che chi di corruzione (non esistente) ferisce, di corruzione rischia di perire… Durante le lotte alla Granarolo, altro simbolo dello sfruttamento nel settore dell’alimentare, ricordiamo come le cooperative foraggiassero con mozzarella e prodotti caseari i celerini intenti alla repressione dei picchetti e degli scioperi operai. Dai salumi alle mozzarelle, in caso di conflitti le pance di giudici e poliziotti diventano sempre belle piene..

 

*** errata corrige * In una precedente versione dell’articolo lo slogan “orgoglisamente buoni” era stato stravolto in “orgogliosamente corruttori”. Lo slogan non era però del gruppo Levoni operante a Modena, ma di una azienda omonima nel settore dei salumi della provincia di Mantova, la Levoni Spa, la quale non è in alcun modo legata ai fatti di cui si fa menzione nell’articolo.

 

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