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“Oggi non entra nessuno!” Va avanti la lotta all’Ikea di Piacenza

“Oggi non entra nessuno!” E’ con questo imperativo che gli operai della logistica dell’Ikea di Piacenza si sono dati appuntamento stamane davanti allo stabilimento di Le Mose, iniziando a dividersi in gruppi per bloccare tutte e 5 le cancellate di ingresso sin dalle 5 e mezza del mattino.
Il tentativo è stato quello di impedire l’accesso allo stabilimento anche ai dipendenti d’ufficio e dello smistamento Ikea, causandone così l’assenza dal lavoro, un messaggio chiaro e forte per ribadire che ad ogni possibilità di licenziamento o esclusione il levello della lotta non potrà che innalzarsi ed estendersi a tutto il distretto commerciale, apportando danni economici ingenti.
Alle 7 del mattino la situazione era relativamente tranquilla, oltre una settantina gli operai attestati nei pressi della cancellata principale, a fare il punto della situazione e dibattire sulle evoluzioni rispetto agli ultimi picchetti. Il primo blocco degli atri dipendenti Ikea è avvenuto alle 6, all’arrivo di camion con merci e personale d’ufficio su autovetture. Alcuni dei/delle dipendenti accorse per lavorare e prontamente bloccati sono stati oggetto di cori mlto eloquenti quali “Ikea Razzista, lavoro da Schiavista!”
le forze dell’ordine, colte completamente alla sprovvista dalla portata del numero degli scioperanti attestati su ogni ingresso e dalla viralità che il blocco aveva assunto pur senza ricorrere ad una chiamata “pubblica”, non han potuto far altro che monitorare la situazione.
lo sciopero, bloccando le operazioni di ingresso e delle automerci ha di fatto reso vano se non impossibile il lavoro di chi si era trovato sin dalle primissime ore del mattino nell’altro stabilimento, sito a qualche centinaia di metri di distanza.
Difficile quantificare i danni arrecati al colosso, in uno dei venersì che, precedendo le vacanze natalizie, era dato come uno dei giorni di maggiore afflusso e ricavo aziendale degli ultimi mesi.
In compenso, gli scioperanti propriamente aderenti alle cooperative che operano dentro l’Ikea è aumentato di una buona dozzina di unità rispetto aigli scorsi picchetti; un dato che rinforza la positività della lunga giornata, che ha visto anche la presenza di decine di solidali provenienti dagli stabilimenti vicini e da altre città.
La situazione, nel braccio di ferro tra dirigenti del comparto Ikea di Piacenza e i lavoratori a forte componente Si Cobas che da 40 giorni indicono scioperi senza se e senza ma, è quella per cui la dirigenza vorrebbe promettere, con l’assenso dei sindacati confederali, la cassa integrazione per tenere fuori dagli stabilimenti gli scioperanti e riprendere un controllo più saldo degli stabilimenti. Intanto dodici dei tre lavoratori precedentemente sospesi per aver indetto lo sciopero il 17 Novembre sono stati fatti rientrare, e chiaramente la lotta andrà avanti avendo come primo obiettivo il reintegro totale degli scioperanti colpiti da provvedimenti.
Alle 2 del pomeriggio, l’ultimo gruppetto di operai cominciava ad abbandonare il campo, consapevole di aver intrapreso una lunga lotta per la dignità e la libertà sulla quale molti hanno cominciato a mostrare curiosità, simpatia e anche prendere umilmente appunti per solidalizzare estendendo i focolai di lotta.

Davanti alla cancellata principale, la scritta ironica “Buon Natale”, rivolta ad Ikea & Co…

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