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Paris, les flics tabassent: violento sgombero della nuit debout

Quale migliore occasione per vendicarsi e regolare un po’ di conti, cogliendo al contempo l’occasione per farla finita con un’esperienza che ha saputo far parlare di sé mettendo il dito nella piaga delle contarddizioni irrisolte della gestione ultra-neoliberale della crisi?

Ci sembra questa l’interpretazione più corretta per spiegare cosa è successo questa notte a Place de République quando, dopo il coprifuoco consuetudinario dell’ulimo metro che segna uno spartiacque tra il prima e il dopo, la sbirraglia “repubblicana” può permettersi di inondare di gas uno spazio pubblico che nel frattempo ha attanagliato coi suoi celerini.

La serata era iniziata come di consueto con un’assemblea, decisamente partecipata dopo il riflusso degli ultimi giorni. Complice la lunga gionata di manifestazioni e il tentativo operato da alcuni deboutist(e)s di collegare la sedimentazione politica della piazza con la lotta sui luoghi di lavoro, invitando a un dibattito largo i rappresentanti del fronte sindacale: per la prima volta non solo il mondo “di base” (Sud, Cnt …) ma anche il segretario genrale della Cgt (equivalente oltralpe della Cgil) Philippe Martinez. Secondo LeMonde si è trattato di un “accoglienza tiepida” dove alle parole di apprezzamento del segretario per quanto si costruisce nella piazza, si risponde con slogan inneggianti a uno sciopero generale che continua a non essere convocato. Se il quotidiano francese forse sottolinea con eccessiva precisione le distanze tra “fronte del lavoro” e “piazza della democrazia”, vero è che questi mondi faticano non poco a parlarsi, per composizione, soggettività, aspettative differenti.

Per quanto abbiamo potuto osservare in queste settimane, la Nuit debout è stata soprattutto l’occasione di messa in rilievo della frammentaria realtà della crisi della politica, della rappresentanza e della tenuta di legittimità dell’ordine demo-capitalista. Al suo interno si sono osservate compresenze distanti, prospettive estremamente divergenti. Ma è stato, fino ad oggi, anche un luogo di sperimentazione, incontro e oltrepassamento delle sue istanze cittadiniste-rappresentative. In questo senso l’idea di alcuni occupanti – dietro l’hastag #OnOccupeMieuxQueça – di lanciare un invito ad un’occupazione continuata della piazza, dotandosi di infrastrutture di sostegno e autodifesa è stata uan buona idea. Ma la cosa non dev’essere piaciuta un granché alla Prefettura parigina..

A partire da mezzanotte, quando in piazza restavano comunque ancora alcune centinaia di persone raccolte tra fuochi nei bidoni, auto-costruzioni ingegnose, barricate e un tappeto techno di sottofondo,  sono iniziate a cadere dall’alto e poi sempre più ad altezza d’uomo decine e decine (poi centinaia) di gas lacrimogeni. La piazza è immediatamente riempita di una coltre irrespirabile, una nebbia in cui si vedeva poco e si stava male. La fisiologica risposta della piazza alla provocazione sbirresca ha fatto partire un’ora di scontri e rappresaglia che si è protratta per un altro po’ nelle vie circostanti, con la consueta coda di pestaggi, arresti, qualche vetrina rotta e qualche auto incendiata. 

**

Qui di seguto segnaliamo i pochi video reperbili in rete:

a questo indirizzo, il reportage di ParisienTv (molto chiaro circa l’intensità della forza messa in campo dalla polizia): Evacuation musclée de Nuit Debout place de la République à Paris

Qui sotto invece un lunga ripresa amatoriale di mezzora dopo lo sgombero (si vede poco ma capisce l’atmosfera)

{youtube}TOLiGJL61uE{/youtube}

{youtube}s_sgKlSspKM{/youtube}

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