InfoAut
Immagine di copertina per il post

Piratiamo l’Europa! Occupata sede Bankitalia a Roma

da: DinamoPress

Il 16 ottobre, all’interno della settimana di mobilitazione contro l’austerità e la precarietà tra il 12 e il 19 ottobre, una rete di studenti e precari, ha occupato la sede di Eurosystem di Bankitalia, a via Nazionale, esattemnte di fronte a Palazzo Koch, i palazzi del potere illeggittimo della moneta. Per evidenziare qual’è il nodo delle scelte scellerate del governo italiano e della governance europea. La dittatura della finanza e dei mercati, che attraverso la BCE e le Banche centrali dei singoli paesi, continua a finanziare il gli agenti del capitalismo finanziario con i soldi pubblici.

“È ora di invertire la rotta – dicono i manifestanti – di ribellarsi all’Europa del rigore con i poveri e del finanziamento agli speculatori”. “È ora di piratare un’Europa – proseguono – sempre più vuota dal punto di vista istituzionale e sempre più piena di ribellioni, rivolte e processi costituenti autonomi. Saremo in piazza il 19 ottobre, con l’urgenza di costruire un movimento europeo che metta in discussione le politiche di Francoforte e Bruxelles, in ogni territorio e con appuntamenti comuni”. “Contro l’Europa privata – concludono dai megafoni- facciamo l’Europa pirata e del comune!”

 

Il comunicato distribuito durante l’occupazione

Contro la dittatura della finanza. Reddito e diritti per tutt*

L’euro è una «gabbia d’acciaio». Lo è stato fin dal primo momento, con il Trattato di Maastricht. Lo è diventato con forza ancora maggiore, a partire dalla crisi del 2007. Espressione della contro-rivoluzione neoliberale, l’euro è stato disegnato, senza equivoci, su misura dell’economia e degli interesse tedeschi. Con l’euro la Germania ha esteso enormemente il suo export continentale, favorendo l’indebitamento dei paesi dell’Europa meridionale.

Sbaglieremmo, però, a pensare che la moneta unica sia strumento esclusivo delle spinte neocoloniali tedesche. È indubbio che sia la Bundesbank, per la maggior parte, a definire le scelte della BCE. Se la BCE non può stampare illimitatamente moneta, dunque comportarsi come le altre banche centrali (la Fed o la Banca d’Inghilterra), ciò è dovuto alla mission che Berlino e Francoforte le hanno imposto: la stabilità dei prezzi sopra ogni cosa; completa indipendenza della banca centrale dalla politica, nazionale e continentale. È altrettanto vero, però, che la governance europea ha fin qui favorito, sostenendo politiche deflattive o del risparmio, il capitalismo finanziario transnazionale (holding bancarie, fondi di investimento, hedge funds).

Sono proprio le politiche imposte dalla BCE e dall’Europa (a prevalenza tedesca) che stanno massacrando il potere d’acquisto dei salari, distruggendo e/o privatizzando le grandi istituzioni del welfare (previdenza, sanità, formazione), impoverendo la società tutta. Mentre questo accade, cresce la ricchezza di pochissimi, aumentano i depositi nei paradisi fiscali, si intensifica il saccheggio dei beni comuni, siano essi naturali o artificiali.

Al contrario di chi pensa che l’uscita da questo inferno coincida con l’uscita dall’euro, noi diciamo oggi e lo grideremo con forza in piazza il 19 ottobre prossimo: reddito e diritti per tutt*. Il problema non è la moneta unica in sé, il problema sono le politiche monetarie, fiscali e sociali. Altrettanto: non basta immettere liquidità nei mercati, così come fa la Fed negli Stati Uniti, ci vogliono fiscalità e welfare continentale in grado di garantire a tutt* una base monetaria e di servizi per vivere dignitosamente, per non subire il ricatto della disoccupazione e della precarietà, per riconquistare una cittadinanza materiale e non solo formale.

Contro l’Europa dell’austerità
Mettiamoci in movimento!

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

19ottobrebankitaliaroma

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Francia verso l’acte III

Il movimento contro il carovita e la crisi sociale in Francia non accenna ad arrestarsi.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate e deportate da Israele

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate lo scorso 22 ottobre dalle forze di occupazione israeliane a Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata, e successivamente espulse dal Paese.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Movimento 24 ottobre: la generazione Z rompe i divieti e si prende le piazze

Italia-Città blindate, quasi 5mila identificati, 371 fermati di cui 110 minorenni, 9 persone arrestate, tensioni e scontri in diverse piazze al termine di manifestazioni pacifiche molto partecipate.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma: alcune riflessioni sul corteo di ieri contro carovita ed economia di guerra

Ieri mattina il clima a Roma era surreale per giorni non avevano fatto altro che militarizzare sempre di pro la città e cercare di dissuadere le persone dallo scendere in piazza.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino è contro riarmo, carovita e data center: più di 20 mila persone sfidano il Governo Meloni

In decine di migliaia ci siamo radunati in Piazza Castello, riempiendola fino a farla traboccare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Blocchi al porto di Livorno: la mobilitazione continua

Mentre lə lavoratorə e lə studentə in Europa e nel mondo, si ribellano contro un sistema che sfrutta e che schiaccia, e i perbenisti urlano alla violenza sulle vetrine, oggi arriva l’ennesima nave statunitense con rifornimenti militari per Sigonella.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli espropri di Milano, i riot di Belfast, la guerra ibrida

L’impiego inflazionato del concetto di «guerra ibrida» nel dibattito pubblico impone una chiarificazione. Nella dottrina strategica e nella sociologia dei conflitti, la guerra ibrida (hybrid warfare) non indica qualsiasi turbolenza sociale che transiti per le reti digitali, bensì una precisa architettura offensiva e deliberata in cui un attore statale o para-statale  combina operazioni informative, guerra psicologica e manipolazione computazionale per destabilizzare un sistema bersaglio mantenendosi sotto la soglia dello scontro militare aperto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: dal 17 ottobre al 24 la mobilitazione contro guerra e carovita continua

Riprendiamo due contributi da Radio Blackout per restituire alcune voci della piazza del 17 ottobre a Torino contro il carovita e la guerra e il rilancio al corteo di sabato 24 ottobre da parte del gruppo Italiainpiazza17.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Agricoltori e autotrasportatori campani: i blocchi e presidi continuano

Come viene riportato da questo articolo su Altra Agricoltura, l’obiettivo della giornata di oggi per gli agricoltori campani era quello di portare la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi all’attenzione della Regione:

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cerignola si ferma contro il carovita

Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento, continueranno a farlo.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

La morte del lavoro

Oggi scrivere dell’omicidio sul lavoro di Andrea Moretti, operaio rocciatore, non è facile.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Renoize 2026

Qui di seguito le info per partecipare al festival in ricordo di Renato Biagetti da Radio Onda Rossa.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Roma: presidio permanente fuori da Spin Time Labs. “Da qui non se ne va nessun3”

Il Viminale prova ad approfittare di un incidente – un principio d’incendio – per aggiungere una spunta alla lista degli sgomberi. Siamo a Roma, in via Santa Croce in Gerusalemme, sede di Spin Time, occupazione abitativa e spazio sociale della Capitale. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

607 giorni dopo Tarek esce dal carcere

Tarek Dridi uscirà dal carcere di Frosinone il 16 giugno 2026, dopo 1 anno e 8 mesi di detenzione per aver preso parte alla manifestazione in solidarietà con la resistenza palestinese del 5 ottobre 2024.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

“Silenzio stampa”: una video-inchiesta di Restiamo Umani media

E’ appen uscita la video-inchiesta realizzata da Restiamo Umani che ha l’obiettivo di squarciare il velo sulla complicità delle istituzioni in relazione a certe frange del sionismo militante. A partire dalle testimonianza di chi ha subito le aggressioni di matrice sionista negli scorsi mesi a Roma nasce un’inchiesta.

Immagine di copertina per il post
Culture

Carmillafest 2026: Valerio Evangelisti e l’arte delle insurrezioni immaginarie

A volte ritorniamo, anche in presenza, fuori da questi schermi. Il 18 aprile prossimo, a Roma, si svolgerà Carmillafest 2026. La data non è casuale perché quattro anni fa, proprio in quel giorno, veniva a mancare il fondatore della nostra testata: lo scrittore e militante rivoluzionario Valerio Evangelisti. Questa seconda edizione di Carmillafest – la prima si tenne a Bologna insieme a Valerio nel 2019 – sarà quindi dedicata alla poetica politica del nostro amico e compagno.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Contro i re e le loro guerre: 27 e 28 weekend No Kings a Roma

Da Radio Blackout
l processo autoritario e guerra fondaio si combatte insieme: per questo No Kings Italy, il 27 e il 28 Marzo, raccoglie a Roma una coalizione di più di 700 realtà contro i re e le loro guerre:

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Roma: corteo nazionale contro il ddl Bongiorno. “Senza consenso è stupro”

Prosegue la mobilitazione permanente contro il DDL Bongiorno, lanciata il 27 gennaio scorso dai centri antiviolenza, dalle reti e dai movimenti femministi e trasfemministi di tutto il Paese.