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Riprendiamoci gli spazi, contro profitti e speculazioni

Mentre a livello globale e nazionale arrivano al culmine gli effettidi un sistema basato su egoismo, profitto e speculazione, nella città in cui viviamo sono già numerose le ferite inferte al territorio e alle risorse pubbliche dalle amministrazioni che si sono alternate grazie al sostegno di quelle medesime logiche.

Come se non bastasse, con l’etichetta di “Piano casa”, la Regione Lazio ha approvato un progetto regionale che con 60 richieste diinfrastrutture portuali su 362 km di costa, deroghe ai vincoli dell’Agro romano per avviare la costruzione di strutture turistiche, stadi e palazzi, continua a rendere evidente l’intenzione diincentivare i profitti di costruttori e aziende private, senza tener conto (come sempre) dell’impatto ambientale e delle reali necessità delle persone.

Nuove cementificazioni e devastazioni dell’ecosistema, a vantaggio di profitti e speculazioni, non hanno certamente l’obiettivo di porre rimedio all’emergenza abitativa che grava da decenni sulle esistenze dei cittadini romani.

A Roma la mancanza di case popolari è un enorme strumento di profitto per pochi e un diritto negato a molti. Il livello dei costi per gliaffitti (i più alti d’Europa) costringe migliaia di romani ad emigrare sempre più lontanto dalla città, a dover lavorare sempre di più, accettando condizioni e orari di lavoro sempre peggiori.

A fronte di 42.500 richieste di case popolari la risposta delle istituzioni è praticamente nulla, mentre secondo un censimento del Comune di Roma sono 270.000 le case vuote o sfitte nel territorio romano.Le amministrazioni pubbliche hanno gli strumenti necessari per risolvere l’emergenza abitativa ma hanno sempre scelto di non farlo per salvaguardare i profitti dei costruttori che le sostengono.

Domenica 4 dicembre alle 11 assemblea pubblica, mercato di Monte Mario, via Carlo Livi

Tutti i Mercoledì sportello sociale e legale allo Spazio Sociale Ex51 (Via Bacciarini 12) dalle 19 alle 21

Casa per tutti e tutte

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