InfoAut
Immagine di copertina per il post

Roma, 6 giugno 2016: Socialmente pericolosi. Conflitto, controllo e sorveglianza

Il capo della questura romana chiede per entrambi l’aggravamento delle misure di controllo in quanto già raggiunti da un avviso orale, che a giudizio delle carte di via Genova viene continuamente disatteso e dileggiato.
Quello del 6 giugno è solo il primo atto di un’aggressione che si profila ben più larga. Altri due attivisti e militanti saranno processati per le stesse richieste alla fine del mese di giugno e all’inizio del mese di luglio.
Tutto ciò avviene dopo una pioggia di intimidazioni e misure di varia entità che hanno raggiunto molt* attivist* nella città di Roma e dopo le pesanti condanne in primo grado nel processo per i fatti del 15 Ottobre 2001 dove si continua ad usare come mannaia il reato di devastazione e saccheggio. A Roma come in altre parti d’Italia, prende corpo una sorta di guerra dichiarata contro chi lotta e si organizza nel disagio sociale diffuso e in territori devastati dal cemento, dall’abbandono, dal degrado e dalla corruzione.
In buona sostanza coloro che sono colpiti da una crisi economica strutturale e profonda vengono considerati pericolosi socialmente e fatti oggetto di un aumentato controllo sociale piuttosto che di soluzioni mirate a risolvere la loro condizione. Forse la paura di un allargamento del conflitto e l’affermazione di pratiche di riappropriazione diretta vengono talmente temute da dover mettere in opera dispositivi coercitivi rilevanti contro le punte più visibili di un possibile iceberg sociale in movimento. La parte sommersa non si vede ma può fare danni irreversibili.
Dentro questa condizione di sostenuto controllo sociale le buone pratiche di conflitto subiscono dure misure di contrasto volte all’eliminazione definitiva del conflitto stesso. Misure spesso mirate, ma nello steso tempo sempre più larghe e tese a colpire non solo l’attivismo e la militanza più in vista ma più in generale chi si organizza e lotta per diritti primari come la casa, il reddito e la qualità della vita, attraverso la pratica diretta delle occupazioni, dei picchetti e dei blocchi stradali. Pene pecuniarie e misure cautelari arrivano oramai quasi quotidianamente, spesso anche con un accanimento particolare con il protagonismo dei migranti.
Non ritenendo tutto questo come effetto “incurabile” causato dall’impegno sociale e dalle nostre azioni di lotta, proponiamo di utilizzare la data del 6 giugno per proseguire una riflessione comune su questi temi e possibilmente dotarci di strumenti utili e condivisi di reazione possibile. Di fatto veniamo disegnati come nemici della convivenza civile e portatori di tensioni e conflitti, equiparando i comportamenti di coloro che sono colpiti dalle misure a quelli della criminalità organizzata, utilizzando gli strumenti coercitivi ottocenteschi mantenuti in piedi per contrastare a loro dire le organizzazioni mafiose.
L’ipotesi renziana del partito della nazione ha bisogno anche di questo per tenersi in sella e la guerra ai poveri e a chi si organizza è dichiarata da tempo ed è destinata ad aumentare di intensità, quindi trovare percorsi comuni di contrasto è più che mai necessario, altrimenti la distanza tra le parole e la realizzabilità delle pratiche diventerà sempre più larga con l’irreversibile conseguenza di movimenti sociali sempre più deboli, frammentati e incapaci di produrre il contrasto necessario.
 
Ci vediamo a piazzale Clodio il 6 giugno alle ore 9.30 e alle ore 14 nell’occupazione di viale delle Province 198 per un’assemblea nazionale.
 
Movimenti per il diritto all’abitare

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Askatasuna vuol dire libertà: operazione di polizia a seguito della manifestazione del 31 gennaio 2026

Riprendiamo il comunicato pubblicato dal Network Antagonista Torinese, solidarietà a tutti e tutte le compagne e i compagni inquisiti!

Immagine di copertina per il post
Contributi

La fine del genocidio è la fine del sionismo

Riportiamo l’intervento introduttivo del convegno svoltosi mercoledì 7 ottobre presso l’Università di Torino, organizzato dal coordinamento Torino per Gaza, dal titolo “La fine del genocidio è la fine del sionismo”. In questa introduzione vengono toccati molti nodi politici fondamentali che aiutano a capire quanto sia mistificato il dibattito attorno alla resistenza palestinese da parte di gran parte dei media main stream.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cosenza: la popolazione e gli agricoltori si mobilitano contro il carovita e il caro carburante

Da una settimana in Calabria si susseguono blocchi autostradali, pichetti e mobilitazioni: gli agricoltori chiedono certezze da parte del governo per affrontare il caro gasolio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Spagna: morte di Maricarmen, verso lo sciopero generale dell’11 novembre

In Spagna continua la mobilitazione per il diritto all’abitare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Scuole occupate: facciamo come in Francia!

A Torino si prende esempio dalla Francia: l’aria di rivolta proveniente dal paese oltralpe ha superato i confini geografici, ridando un senso di possibilità di rivalsa studentesca anche alle nostre latitudini.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Corporazioni criminali e lotte per la vita

Riceviamo e pubblichiamo da Nodo Solidale

In attesa di un nuovo capitolo del Viaje por la Vida che vedrà, nel dicembre 2026, una delegazione di 1111 zapatist* muoversi verso Città del Messico per incontrare chi quotidianamente lotta per cercare i propri cari desaparecidos, pubblichiamo la traduzione dell’ intervento di Raúl Romero Gallardo durante il “Semillero Guerra contra la Humanidad”, incontro politico la Guerra contro l’Umanità (popolazioni e natura sotto assedio), convocato dalla Commissione Sexta dell’Ezln. CIDECI, San Cristóbal de las Casas, Chiapas. 23 de luglio 2026.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Documentario: Un data center a Pozzaglio, Cremona

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un documentario realizzato dal progetto Sottotensione di Cremona in merito al procedimento relativo al data center che dovrebbe sorgere sul territorio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo: corteo 24 ottobre “Noi la guerra non la paghiamo”

Nasce dal percorso cittadino che ha visto una tappa il 19-20 settembre scorso una data di mobilitazione cittadina con respiro regionale per sabato 24 ottobre: contro il riarmo, contro il caro-benzina, contro i data center e per rivendicare risorse per salute, formazione e casa. Sulla pagina torinocontroilriarmo si trovano il lancio e gli appuntamenti in avvicinamento.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Lottare nell’Antropocene: tossicità, grandi opere e conflitti territoriali

Se la crisi ecologica è una crepa nel sistema, quali strumenti di pratica e d’analisi possiamo usare per forzare la breccia? Quali categorie ci permettono una lettura del presente che colga nella catastrofe reali possibilità di conflitto?

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: la Questura vieta il presidio permanente in difesa del Bosco Ospizio, attiviste e attivisti in consiglio comunale

La Questura di Reggio Emilia ha deciso di negare – da oggi, martedì 6 ottobre 2026 – lo spazio per il presidio permanente in corso ormai da agosto a Campo di Marte 2 in difesa dell’adiacente Bosco Ospizio, devastato dalle ruspe tra mercoledì e giovedì della settimana scorsa, dopo lo sgombero poliziesco del presidio permanente, per fare spazio a unsupermercato Conad.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Inceppare la macchina bellica”. I portuali di 40 scali del Mediterraneo si organizzano per una nuova mobilitazione internazionale

Il prossimo 30 ottobre in oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Europa si svolgerà una giornata internazionale di mobilitazione contro la guerra, il genocidio, il riarmo e la militarizzazione dei porti, lanciata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Maricarmen e la generazione inquilina

Ripubblichiamo questo interessante contributo di Simone Guglielmelli apparso originariamente su Jacobin.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Genova: 3 ottobre assemblea generale operativa

Il prossimo 30 ottobre in oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Europa si svolgerà una giornata internazionale di mobilitazione contro la guerra, il genocidio, il riarmo e la militarizzazione dei porti lanciata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali CGT Ports and Docks (Francia), ENEDEP (Grecia), LAB (Paesi Baschi), Liman-İş (Turchia), ODT (Marocco), USB e ORSA Porti (Italia). Si tratta di una delle più grandi iniziative internazionali per la pace promossa dalle organizzazioni dei lavoratori negli ultimi decenni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Marinëz

Nel paese dei miei, Marinëz (Albania), un’intensissima lotta autonoma ha ottenuto una vittoria enorme contro la multinazionale che gestisce i pozzi petroliferi del territorio. Marinëz si trova al centro del più grande giacimento su terraferma d’Europa e i pozzi, a decine e decine, sorgono su terreni di proprietà della gente del posto da generazioni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Russia: il voto premia il partito di Putin ma l’analisi deve scavare tra apparenti contraddizioni

“La situazione in sintesi è che abbiamo un partito del potere che dopo oltre 4 anni di guerra migliora sensibilmente il proprio risultato ma sarebbe forse una lettura troppo semplice legare questo 58% di consensi al partito di Putin come il 58% di russi favorevoli alla prosecuzione della guerra, secondo me sarebbe una conclusione che non ci consentirebbe di trarre poi delle analisi più profonde. ”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cosenza: Basta carovita, carburante, bollette, spese

Il 1 ottobre alle ore 18 in Piazza XI Settembre a Cosenza è stata indetta una manifestazione contro il carovita. Riprendiamo il testo da La Base.