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Saluzzo: a un mese dalla mobilitazione del 18 giugno quali sono le risposte ai lavoratori stagionali?

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Il 18 giugno oltre un centinaio tra lavoratori stagionali della frutta e solidali partecipavano ad un presidio sotto al Comune di Saluzzo.

I braccianti, costretti a vivere per strada e nei parchi, chiedevano una soluzione abitativa. Dopo un tavolo insoddisfacente, in cui i diversi attori presenti (il sindaco di Saluzzo e di numerosi comuni limitrofi, una rappresentanza della Prefettura e delle associazioni datoriali) non hanno fatto nient’altro se non rimpallarisi le responsabilità l’un l’altro o su altri enti (i comuni assenti e la Regione in particolare) e suggerire vaghe ipotesi, la manifestazione si era fatta strada per la città, bloccando il traffico e dando prova di grande determinazione. A distanza di un mese, possiamo abbozzare un giudizio sulle misure adottate dalle istituzioni per far fronte alle esigenze (e alle lotte) dei lavoratori.

Martedì 30 giugno veniva firmato quello che il Corriere di Saluzzo ha chiamato il “Protocollo per la gestione degli aspiranti braccianti”. Tale documento vede l’adesione dei rappresentanti della Prefettura di Cuneo, di alcuni Comuni del comprensorio della frutta e non solo (Cuneo, Saluzzo, Busca, Costigliole di Saluzzo, Lagnasco, Tarantasca, Verzuolo, Savigliano), della Regione Piemonte, dell’amministrazione Provinciale, e di tre associazioni datoriali (Coldiretti, ConfAgricoltura e CIA), Caritas, Associazione Papa Giovanni XXIII e FDO.

Giovedì 2 luglio, a distanza di soli 3 giorni dalla firma del protocollo, gli almeno 130 lavoratori stagionali costretti a vivere da maggio nei giardini di Villa Aliberti, altrimenti noto come Parco Gullino, vengono prelevati di peso tramite l’azione congiunta di FDO e Croce Rossa e depositati in giro per i vari comuni del distretto agricolo. In alcuni comuni si trovano sistemazioni in tende, con accesso ad acqua ed elettricità. In altri i lavoratori si ritrovano a dover dormire in piccole tende da campeggio senza alcun servizio. In altre ancora non viene proposta alcuna soluzione, e i braccianti vengono rispediti a Saluzzo.
A riprova dell’insufficienza di tali soluzioni di “accoglienza diffusa”, nei giorni successivi diverse decine di lavoratori tornano spontaneamente a Saluzzo, dove, pur dormendo per strada, almeno posso cercare impiego e raggiungere i luoghi di lavoro. Contemporaneamente nuovi lavoratori continuano ad arrivare in città, tornando ad insediarsi al parco, e le forze dell’ordine continuano in maniera ossessiva a controllare ed identificare, anche più volte al giorno, chi ha la pelle nera.

Lunedì 13 Luglio viene infine firmato un ultimo “protocollo operativo”. Questo documento stabilisce che siano complessivamente 115 i posti letto disponibili per l’accoglienza dei lavoratori, distribuiti su 7 comuni. I posti letto sono distribuiti tra edifici e CONTAINER. Stando a quanto riportato dal Corriere di Saluzzo, a Saluzzo i posti letto previsti sono 20, presso l’ex casa del custode del cimitero. Altri 20 a San Chiaffredo, in una struttura privata affittata dai comuni di Busca e Tarantasca. 15 posti a Costigliole, altri 15 posti a Cuneo. Sistemazioni in container a Lagnasco, 18 posti; Savigliano 15 posti; 12 posti a Verzuolo. Quando apriranno ancora non è stato comunicato, ma giovedì 16 luglio si è tenuta una riunione operativa con i Sindaci e la Coop. Armonia per definire le tempistiche. Alcune strutture sono pronte, per le altre sono in corso gli allacci a luce e acqua.
Realisticamente gli ingressi partiranno da questa settimana.

Saranno accolti con precedenza gli stagionali con contratto di lavoro ma senza sistemazione, e compatibilmente con i posti disponibili gli aspiranti braccianti senza dimora in cerca di occupazione: il documento stabilisce che per chi è in cerca di lavoro l’ospitalità può durare fino a 20 giorni, mentre chi ha un contratto potr fermarsi non oltre 20 giorni dopo la sua scadenza. L’assegnazione dei posti è affidata agli operatori del servizio InfoPoint (Coop. Armonia), mentre sarà la Croce Rossa ad effettuare la registrazione e la gestione degli ospiti, anche da un punto di vista sanitario. I pasti saranno invece autogestiti dai lavoratori.

Nessuna menzione riceve il PAS, la capiente struttura di accoglienza di Saluzzo (circondata da alte mura sormontate da filo spinato), in passato capace di ospitare oltre 600 persone e quest’anno tenuta chiusa. Secondo quanto dichiarato dalla responsabile locale della Caritas, Sabbatini, alla stampa, nè la Questura nè il “Commissario Straordinario per gli Aspetti Sanitari” ritengono infatti fattibile l’apertura della struttura situata presso il foro Boario.

115 posti su un totale di almeno 170 persone già presenti ai primi di luglio, con diverse centinaia di persone in arrivo entro la fine di Agosto. Questa la risposta delle istituzioni e dei padroni alle lotte e alle manifestazioni dei lavoratori. Per quanto 115 posti letto siano meglio di 115 cartoni al parco, queste risposte sono insufficienti e problematiche. Inoltre, la risposta istituzionale non si è limitata a fornire soluzioni inadeguate e altamente limitative delle libertà di chi ci è destinato. Diverse denunce e fogli di via sono stati emanati ai danni sia di solidali che di lavoratori, con ricostruzioni palesemente falsate e tendenziose di quanto accaduto durante la mobilitazione di giugno. A ciò si aggiungono i già citati, continui controlli, fino a 5 al giorno, cui la polizia sottopone i lavoratori di origine africana, e le multe e i controlli sistematici con cui si cerca di allontanare i solidali dai lavoratori accampati al parco, ma anche negli altri insediamenti.

I lavoratori sono stati distribuiti sul territorio innanzitutto per rendere il più complessa possibile l’autorganizzazione delle lotte, dimostratasi determinata e difficile da contenere in occasione del 18 giugno, quando i braccianti hanno bloccato le strade della città per una lunghissima mattinata. In tale occasione solo la presenza di decine di agenti in tenuta antisommossa aveva potuto garantire che il PAS rimanesse chiuso ad oltranza.
Per evitare situazioni analoghe o soluzioni non concertate le controparti sono quindi passate ad una fine strategia, utilizzando lo spazio e le distanze delle campagne allo scopo di isolare e dividere i lavoratori, limitando la forza dei loro legami di solidarietà. Aver ottenuto dei posti letto, per quanto sia certamente un risultato delle lotte dei lavoratori, è un risultato che, come spesso accade, è già risposta della controparte.

In tutto ciò una nota finale sui sindacati confederali.
Il 15 luglio FLAI CGIL, pagina nazionale su Facebook, rivendica l’accoglienza diffusa come una grande vittoria ottenuta grazie alle pressioni del sindacato. Posto che i limiti della cosiddetta “accoglienza diffusa” sono stati analizzati, ci duole sottolineare come questa sia la prima volta dopo mesi che la CGIL ha l’ardire di esprimersi sui fatti in corso, e che a una simile assenza dallo spazio pubblico corrisponda l’assenza del sindacato in toto.
Il 17 luglio appare sul Corriere di Saluzzo la risposta della CISL: il sindacato regala 100 tende da campeggio monoposto ai comuni dell’accoglienza (la foto nel presente post rappresenta il momento della consegna).

In definitiva i sindacati confederali, completamente assenti nel momento del confronto tra lavoratori e istituzioni, piuttosto che prendere posizioni scomode nei confronti delle istituzioni locali e delle associazioni datoriali, supportando le lotte o facendo pesare la propria influenza sull’opinione pubblica, cercano di mantenere una qualche visibilità ricorrendo a soluzioni di facciata, preferendo spendere vuote parole e denaro.

L’estate è lunga e la stagione delle pesche è appena iniziata. Centinaia di lavoratori devono ancora arrivare. Siamo certi che né l’isolamento spaziale, né la repressione, né la retorica o la carità possano frenare i lavoratori dall’ottenere ciò che gli spetta.

Case, documenti, contratti e condizioni di lavoro regolari per tutti!

Da Enough is Enough – braccianti in lotta Saluzzo

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