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Sciopero della scuola, migliaia di maestre e maestri in tutta Italia

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Contro l’ignobile sentenza le maestre fanno resistenza.

Oggi 8 gennaio più di un migliaio di maestre e maestri da tutta Italia hanno manifestato sotto al Ministero della Pubblica Istruzione contro l’ultima sentenza del Consiglio di Stato. Questa sancisce l’esclusione dalle graduatorie ad esaurimento (GAE) di decine di migliaia di diplomati magistrali, contraddicendo una sentenza precedente che, invece, riteneva abilitativo il diploma.

Ciò comporta un licenziamento di massa (si parla di circa 60.000 persone) per insegnanti che, dopo aver ottenuto una cattedra di ruolo e dopo anni di esperienza alle spalle, sono costretti a finire in mezzo alla strada.

Gli obiettivi della protesta, lanciata da sindacati di base e associazioni, sono chiari : l’abolizione della sentenza, completa intolleranza rispetto ad ennesime politiche di sfruttamento e infine riconoscimento della centralità della formazione.

Pretendendo una risposta, i protagonisti dello sciopero hanno bloccato viale Trastevere, mandando in tilt il traffico della città e ottenendo così un incontro in delegazione con l’istituzione.
L’adesione dello sciopero ha raggiunto percentuali altissime a cui sono seguite mobilitazioni in diverse città italiane, come quella di Torino in cui la protesta ha preso la forma di un vero e proprio corteo.
A Roma il presidio durato tutta la mattinata ha tentato di partire in corteo ma l’iniziativa è stata bloccata da camionette e reparti celere.
Anche a Milano, Cagliari, Bologna e Genova si sono tenute manifestazioni, cortei e contestazioni.

L’indignazione comunque non si è spenta tanto che si parla di lanciare almeno altre due giornate di sciopero previste per il 23 febbraio e per il 1° marzo.

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