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Sgombero a Milano nel quartiere Barona

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Ieri mattina a Milano, nel quartiere Barona, una famiglia è stata sgomberata dalla celere per la seconda volta in un mese. 

Solo due settimane fa la famiglia – marito, moglie e due figli- occupava un nuovo appartamento dopo il primo sgombero e ieri la polizia si è ripresentata in forze. Nonostante la fase transitoria che ci vede con un governo uscente e uno in formazione, l’investimento delle istituzioni per ripristinare la legalità nei quartieri periferici milanesi, non si placa, soprattutto in quei quartieri in cui di queste situazioni se ne contano decine.

I primi ad arrivare per sostenere gli occupanti nella difesa dello sgombero sono stati i componenti del comitato autonomo del quartiere Barona che da subito hanno provato a rallentare le operazioni di polizia bloccando con i loro corpi il cancello di ingresso alla abitazione. Attraverso questo degli addetti portavano fuori dalla casa tutti gli averi della famiglia che una casa non ce l’ha e non se la può permettere alle condizioni del mercato privato. A quel punto la tensione si è alzata e la celere ha cominciato a inveire contro i ragazzi e le ragazze del comitato e gli occupanti per terminare quanto prima lo sgombero in atto. Sono volati calci, colpi di scudo e anche qualche spintone, gli animi si sono accesi gli altri abitanti del quartiere si sono avvicinati e hanno portato la solidarietà nei confronti della famiglia.

Molti vivono nelle stesse condizioni di occupanti abusivi e sanno che i prossimi potrebbero essere loro. Per questo, in questi casi, la repressione dei dispositivi polizieschi porta coesione tra gli abitanti di un territorio che, in occasioni come queste, è senza alcun dubbio, sotto attacco. Il quartiere tutto, infatti, non è disposto ad accettare passivamente questo ulteriore sopruso ed è già pronto ad organizzare il contrattacco per difendere il territorio dalla violenza dello Stato.

 

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