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Torino, centinaia in assemblea per difendere il futuro della Cavallerizza

Centinaia di torinesi ieri pomeriggio hanno risposto all’appello lanciato dall’Assemblea Cavallerizza 14.45 per discutere assieme sul futuro dello storico edificio, occupato un paio di mesi fa e sottratto a un destino prima di abbandono e poi di svendita e speculazione.

All’incontro avrebbero dovuto partecipare anche i consiglieri comunali ma all’ultimo momento tutti gli assessori della giunta targata PD hanno dato forfait; presenti solo alcuni consiglieri di Sel e M5S.

La variegata composizione dell’assemblea ben rifletteva quella che in queste settimane di occupazione ha animato o anche solo attraversato la Cavallerizza: studenti, giovani, lavoratori (dello spettacolo ma non solo), docenti, comitati e altro ancora. L’assemblea è stata infatti non solo occasione per discutere delle sorti e della gestione dell’ex maneggio reale (annoverato peraltro tra gli edifici patrimonio dell’Unesco) ma per portare a galla e all’attenzione dei consiglieri presenti un modello più generale di gestione della città e del patrimonio pubblico impostosi negli ultimi anni sotto l’amministrazione PD. Indebitamento, cartolarizzazioni, svendite e “riqualificazioni” che molto spesso fanno rima con speculazioni, il tutto dietro il nuovo volto di città dei grandi eventi che le giunte hanno cercato di proporre all’esterno a partire dalle Olimpiadi: in questo senso l’occupazione della Cavallerizza è riuscita a portare una mobilitazione cittadina su questo tema, ribadendo la necessità di un cambio di rotta nelle politiche di amministrazione cittadina.

I consiglieri comunali presenti si sono in parte esposti sul futuro dello stabile (e alcuni timidamente anche nello scongiurare l’ipotesi di uno sgombero…), avanzando alcune proposte che hanno però dovuto confrontarsi con la posizione netta dell’assemblea tutta, che ha messo in chiaro che quanto costruito in queste settimane di occupazione non potrà essere semplicemente messo da parte o spazzato via ridestinando lo spazio ad usi presuntamente “culturali” che di fatto lo rimetterebbero comunque nelle mani di pochi noti.

L’assemblea si è chiusa dopo numerosissimi interventi con l’auspicio di organizzare un secondo momento di confronto a settembre al quale partecipino anche i diretti responsabili dell’amministrazione cittadina che ieri pomeriggio non si sono invece presentati.

 

Di seguito la registrazione dello streaming dell’assemblea:

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