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Un primo maggio attraverso il mondo

Questo Primo Maggio, come ogni anno, milioni di persone sono scese in piazza in tutto il mondo per esprimere la loro solidarietà internazionale e celebrare le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. Panoramica non esaustiva:

da ContreAttaque

Istanbul, Turchia: il regime di Erdogan ha dispiegato un enorme dispositivo di repressione che ha bloccato le strade per impedire al corteo di recarsi in piazza Taksim, piazza emblematica della città, da dove erano partiti immensi movimenti sociali. I poliziotti hanno attaccato i manifestanti che arrivavano dai quartieri di Besiktas e Mecidiyekoy. Le immagini mostrano arresti massicci e violenti, in particolare un giovane strangolato a terra che continua ad alzare il pugno. 576 persone sono state arrestate e 46 manifestanti sono stati mandati in tribunale dopo essere stati interrogati. Il regime al potere ha arrestato e imprigionato migliaia di oppositori politici negli ultimi anni.

Torino, Italia: sono scoppiati scontri tra la polizia e i manifestanti davanti al centro sociale storico Askatasuna. Il corteo ha cercato di riprendere questo grande edificio rosso situato nel cuore della città, che era occupato da diversi decenni e serviva come spazio per l’organizzazione, la creazione, la festa e l’aiuto reciproco. Il governo Meloni, in guerra contro questi spazi autonomi, aveva sgomberato l’Askatasuna a dicembre, poco prima di Natale. Un duro colpo per tutto il movimento sociale in Italia.

Manila, Filippine: la manifestazione ha riunito decine di migliaia di persone, in rivolta per l’aumento del costo della vita e dei bassi salari, mentre il paese sta vivendo una crisi politica, ha tentato di prendere d’assalto l’ambasciata degli Stati Uniti. Gli scontri sono scoppiati davanti a questo edificio che simboleggia l’imperialismo, e hanno dato fuoco ai carri armati con le teste di Trump, di Netanyahu e del presidente di estrema destra filippino, che applica una politica militarista e pro-USA.

Bruxelles, Belgio: circa 5.000 persone hanno partecipato alla manifestazione del 1° maggio rivoluzionario. Una dimostrazione di forza.

L’Avana, Cuba: mentre il paese è vittima di enormi pressioni da parte degli Stati Uniti, di gravissime sanzioni economiche che minacciano la vita della popolazione cubana, e che Trump non nasconde più la sua intenzione di attaccare l’isola, una marea umana si è abbattuta nella capitale per denunciare l’embargo.

Santiago, Cile: si sono svolte potenti rivolte, in particolare per protestare contro il nuovo governo di estrema destra, erede della dittatura di Pinochet.

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