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Torino, contro sfratti e speculazioni per riprendersi la dignità

Anche il 29 maggio uno sfratto si stava per consumare al terzo piano di via Brindisi 7.

La storia è quella di Lucica e Petru, una coppia romena con tre figli di 16, 15 e 12 anni. Quattro anni fa Petru ha dovuto affrontare una dura operazione alla colonna vertebrale, che lo ha reso invalido al 67% e gli impedisce di svolgere qualsiasi tipo di lavoro fisico. L’unica fonte di reddito arriva quindi dall’impiego di Lucica, un ben magro reddito di poco più di 300 euro al mese: le spese da affrontare sono molte, dalle tasse scolastiche dei tre figli, di cui uno invalido, alle bollette e naturalmente i 516 euro dell’affitto.
Pagare è diventato insostenibile e non più prioritario per la famiglia. Dal 2009 hanno quindi fatto richiesta di assegnazione della casa popolare e dall’ estate 2011 hanno smesso di pagare l’affitto.

Dietro questa storia, che può essere simile a quella di tante altre famiglie che a Torino subiscono un’ingiunzione di sfratto, c’è una forte volontà di non perdere la dignità. Vivere in cinque persone, di cui due invalide, in un alloggio di meno di 30 mq e pagare 516 euro d’affitto è alla stregua di un furto non solo di denaro, ma anche di qualità della vita.
Chi si è macchiato di questo furto è l’ Immobiliare Autunno “a responsabilità limitata”di Renzo Maggiora, sita in via Valgioie 82, che si occupa di locazione immobiliare. Dal 2004 a oggi hanno aumentato l’affitto, non sono mai venuti incontro alle esigenze della famiglia, che più di una volta ha anche cercato di farsi sistemare le infiltrazioni di muffa che periodicamente macchiano la pareti delle due stanze in cui vivono.

Verso le 9.30, quindi, si sono presentate quattro persone: due delegati dell’agenzia immobiliare, l’ufficiale giudiziario e il fabbro. La prima intenzione era quella di eseguire lo sfratto forzando la porta. Dopo aver spiegato la situazione della famiglia all’ufficiale giudiziario e ai delegati dell’azienda si è ottenuto un rinvio, fino al 18 giugno, il fatidico terzo martedì del mese. Ma un’altra proposta è stata fatta alla famiglia: in attesa dell’assegnazione della casa popolare, gli abbasserebbero l’affitto a 250 euro e, per cancellare il debito di 5000 euro, hanno offerto a Lucica di pulire le scale del condominio, non retribuita, ma fino all’estinzione del debito.

Tutto questo lascia perplessi e anche disgustati. Per prime sono le scuse che i delegati hanno tirato fuori quando gli si sono palesati i fatti: è davvero possibile che non sapessero nulla dell’invalidità di Petru e di suo figlio? Possibile che un alloggio di 26 mq possa costare più di 500 euro al mese e che nel contratto d’affitto non siano scritte le misure dell’appartamento? In secondo luogo, possibile che alla soluzione di abbassare l’affitto non ci si potesse arrivare prima? E questa “offerta di lavoro” ha tutta l’idea di essere un ricatto.
Ancora più vergognosa è la totale, ma ormai scontata, assenza delle istituzioni locali, impassibili di fronte aduna situazione emergenziale come questa, che non solo coinvolge l’ambito economico.Ma quanto deve aspettare una famiglia per ottenere un alloggio popolare avendo un punteggio così elevato (18 punti) nelle graduatorie di emergenza abitativa? Possibile che, nonostante si siano interpellati anche gli assistenti sociali, il comune non si sia espresso in nessun modo in questa vicenda?

Di certo noi non crediamo alle parole mascherate di finto pietismo di un’agenzia che ha ammesso davanti a noi di aver compiuto negli anni passati (e a quanto possiamo vedere fa ancora oggi) speculazioni sulle sue proprietà. L’unica posizione che si può prendere verso un’azienda speculatrice che si arricchisce sulla miseria delle persone sue affittuarie, è di sparare a zero su ogni falso tentativo di “rimediare” ai suoi torti. Tanto meno accettiamo queste soluzioni a metà e il mutismo delle istituzioni, che invece di risolvere il problema lo arginano e minano ancora di più la dignità di Lucica e Petru.
Siamo quindi pronti a resistere al prossimo accesso, a cui invitiamo quante più persone possibili a partecipare, e a denunciare la speculazione su un diritto fondamentale come quello della casa.

Nessun passo indietro contro sfratti, sgomberi e speculazioni! La casa è un diritto! Riprendiamoci la dignità!

Prendocasa Torino

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